Margarethe ha scritto: Guido secondo me per i giapponesi ci vuole una considerazione a parte, ho l'impressione che le numerose ore di lavoro siano legate più che a una volontà di essere efficienti e produttivi, a una cultura antica di rispetto e onore che gli impone di darsi da fare e di dimostrare rispetto verso l'azienda e i superiori.
Concordo con quanto scrivi. Anch'io ho sempre avuto l'impressione che la dedizione al lavoro sia retta da un dovere sociale forte che ha radici molto lontane e delle quali mi piacerebbe saperne di più. Se pensiamo a come sono stati in grado di sollevarsi dopo la seconda guerra mondiale ci dà il segno di quanta tenacia e determinazione mettono nelle loro attività quotidiane.
Mi pare che i giapponesi si tengano sempre occupati ma che svolgono le cose in modo tranquillo, non frettoloso o frenetico, molto consapevole del momento presente. Questa è la mia impressione.
In effetti, questo modo lento di condurre la vita lavorativa può essere paradossalmente comprensibile in una società che corre in modo estenuante come il Giappone. Direi più una risposta di difesa per coloro i quali a questa frenesia antepongono una misura agli effetti nefasti che la pressione lavorativa esercita su di loro, però non mi sento di generalizzare tale modo altrimenti non si spiegano i suicidi, molti, di cui fa cenno Guido.
guidocx84 ha scritto:
Anche a voi capita di sentirvi in colpa leggendo queste cose? Mi sento così coinvolto e dispiaciuto... quasi come se avessi commesso io le atrocità che sono state perpetuate ai danni di quelle popolazioni.
Sì, spesso. Trovo ingiusto e ingeneroso etichettarle con spregio per le condizioni in cui vivono e di cui cui noi abbiamo una parte di colpa assai grave. Ci lamentiamo molto della nostra condizione ma se penso alla loro mi chiedo: siamo fuori di testa? Abbiamo gravato molto sulle loro vite sfruttandoli per alimentare il nostro benessere e poi quando immagino le traversate della speranza che intraprendono con il pericolo della morte sempre in agguato mi chiedo perché questo mondo è così ingiusto. Ci lamentiamo persino del fatto che ci rubano il posto di lavoro quando invece siamo stati noi per primi a rubare a casa loro per secoli depredando loro ogni cosa fosse utile al nostro benessere.
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