Giovedì, 01 Gennaio 2026

"Il Golem" di Gustav Meyrink

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23/02/2024 16:06 #66170 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Buonasera a tutte e tutti! Sono stati giorni impegnatissimi, perciò ho letto molto poco... oggi però sono andata avanti con "Il golem" per arrivare anche io a pagina 50. È davvero un libro particolare.

Finalmente si intravede qualcosa di questo golem, che l'autore descrive in maniera singolare, come una sorta di allucinazione collettiva che ogni trentina d'anni si manifesta. E poi c'è l'enigma delle generazioni di "Rosina" che bisogna capire se e quanto sono collegate a questa cosa... devo dire che l'atmosfera è molto più che inquietante! 

Maria Chiara | Redattrice editoriale e per il Web | Social: @lettereminute
Anch'egli sarebbe invecchiato, anch'egli un giorno sarebbe dovuto morire [...]. Ma oggi egli era giovane, era un bambino, il nuovo Siddharta, ed era pieno di gioia. (Siddharta, Herman Hesse)

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24/02/2024 21:37 #66191 da mulaky
Risposta da mulaky al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Avevo iniziato a leggere, ma poi sono stata indaffarata e non ho potuto continuare, così oggi ho ripreso dall'inizio la lettura e sono andata avanti, mi ritrovo a poco meno di 50 pagine e mi rivedo nei vostri commenti.
Il libro è difficile da leggere e quindi arduo è commentare quanto si è letto! Non credo sia un problema di traduzione, Serena, è proprio il libro troppo nebuloso, onirico, tra il sonno e la veglia... la cosa che mi risulta difficile è capire chi parla, nel senso che ci sono momenti in cui il narratore sembra un'altra persona (o un altro essere?) e mi sento avvolta in questa nebbia dove "galleggia" il personaggio che narra le vicende, chiunque esso sia.
e questo più che mai mi porta a credere che tali sogni celino verità oscure, che continuano a covarmi nell'anima anche quando sono sveglio, come tenui impressioni suscitate da fiabe multicolori (secondo me è una frase che rende abbastanza l'atmosfera onirica del romanzo).
Finora il ghetto ebraico viene definito in modo pessimo, tetro, lascivo, oscuro e pieno di gente senza scrupoli che fa di tutto per arricchirsi alle spalle degli altri oppure di gente che si muove per vendetta, insomma il classico bassofondo senza possibilità di salvezza e redenzione.

Devo dire che lo stile è particolare, ma al momento non lo considero in senso buono perché mi sembra vago, nebuloso, direi anche incomprensibile e questo non mi fa entrare dentro alla lettura. Confido possa essere un problema delle prime pagine, del resto ancora non è successo proprio niente almeno fino al punto in cui sono arrivata io.

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
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25/02/2024 10:03 #66193 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Ciao Giorgia! Sì, è una lettura difficile e questo me lo fa godere un po' meno, però sono rimasta molto affascinata dallo sperimentalismo dello scrittore. Perché sì, tutte queste narrazioni a incastro, oniriche, con intere parti nell'ombra (chi è il vero narratore?) le trovo molto audaci. Insomma, per ora non è una lettura che riesco a godermi con un buon ritmo però la trovo un sacco interessante.

Se prosegui nella lettura, vedrai che si aggiunge un nuovo elemento: un'intera parte della vita di Mastro Pernath è stata completamente rimossa e fuori dai radar della coscienza. Davvero una delle cose più inquietanti mai lette. 

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25/02/2024 22:10 #66214 da mulaky
Risposta da mulaky al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Sono andata avanti nella lettura e dopo questo post affronterò il capitolo "Miseria".
Non so se mi sto abituando o se effettivamente il romanzo un po' ingrana, comunque si riesce finalmente a capire un po' di più della vita di Pernath, finora completamente celata anche a lui stesso e ho trovato molto bella questa citazione che rispecchia in pieno come si sente lui: sono una pianta troncata, un ramoscello che germoglia da una radice che non è la sua.
Rimane una narrazione comunque lenta e onirica. Quando compare Hillel prende una piega mistica di "rivelazione" e adesso capisco perché il romanzo è iniziato parlando proprio di Siddhartha Gautama, cioè Buddha "il Risvegliato". Per certi versi, il romanzo parla anche, anzi direi soprattutto, della presa di coscienza del protagonista o almeno io ho avuto questa impressione. Sono piuttosto delusa, invece, per quanto riguarda il Golem che, praticamente, non esiste se non come concetto pauroso o come allucinazione collettiva. Per il resto, tutto è cupo, tutto è pesantemente fosco e il mistero su questo e quello mi sembra solo un alone. Insomma, ancora non ho capito dove vuole andare a parare l'autore, pensavo che il Golem avesse un vero peso, che fosse protagonista ma fino a ora niente di tutto questo. Mi pare che il fulcro del romanzo sia proprio la coscienza di sé.

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27/02/2024 21:12 #66231 da SerenaM
Risposta da SerenaM al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Visto che si parla tanto di pazzia, faccio anche io la pazza (o la psicologa junghiana, che sta sempre là  ) e lascio un commentino un po' lunghetto sul capitolo del Libro.
Prima di tutto vorrei parlare di colui che porta il libro Ibbur a Pernath. Agli inizi, lo sconosciuto non viene descritto se non come una presenza, "La sensazione che qualcuno salga le scale dietro di me".
Pernath aspetta che lo sconosciuto si palesi alla sua presenza, e sembra seguire mentalmente il percorso che questi fa per arrivare in casa sua. Attende pure che apra la porta; non lo aspetta sulla soglia, e lo sconosciuto non bussa per farsi aprire. Entra e basta, e Pernath questo lo sa. 
Lo sconosciuto è chiaramente l'Ombra di Pernath. L'Ombra, nella pratica junghiana, è definita come il lato oscuro e rifiutato di sè e della propria personalità. Mentre esibisce al mondo la Persona, cioè la maschera che si è costruito nel tempo, l'uomo subisce, in modo perlopiù inconscio, l'influsso di tutto ciò che ha respinto e che non vuole vedere, che è appunto l'Ombra. 
Il fatto che Pernath attenda lo sconosciuto, non lo respinge e non prova paura, mi fa pensare che ci sia un forte contenuto inconscio che il personaggio sa che esiste ma che non ha mai affrontato. O forse, è rimasto semplicemente silente e ora è giunto il momento di guardarlo. 
Lo sconosciuto, come abbiamo detto, porta a Pernath il Libro per farlo restaurare. È un libro misterioso anche nell'aspetto: " La custodia era di metallo, e gli incavi, a forma di suggelli e rosoni, erano niellati e colmi di spesse pietruzze". È un libro mai visto, ignoto, senza autore nè titolo. 
È il libro di Pernath. Parla di lui, e lui lo sa. Sa già com'è fatto, ancor prima di aprirlo. Questo mi fa pensare che ci siano già stati altri confronti con l'Ombra (anche se forse non andati benissimo). 
Il Libro si chiama Ibbur, o "la spirituale gravidanza". Perché è importante questo titolo? 
Ora faccio la sciamana (uuuuuh)  .
Parto dalle parole del libro: 

Dalle lontananze s’avanzava strepitando una schiera di coribanti. Un uomo e una donna s’avviticchiavano insieme. Li vidi avanzare già da lungi,e  sempre più da presso rumoreggiava la schiera. Ora udivo vicinissimo il canto risonante degli estasiati: cercai con gli occhi la coppia intrecciata. Essa però s’era trasfigurata in un essere unico, mezzo maschile mezzo femminile – in un ermafrodito – seduto sopra un trono di madreperla. E la corona dell’ermafrodito terminava in una tavola di legno rosso, sulla quale il verme della distruzione aveva inciso, corrodendola, misteriosi geroglifici.

Questo passaggio, all'apparenza nebuloso, rappresenta un processo frequente nella pratica alchemica. La Grande Opera, o Magnus Opus in latino, è l'itinerario alchemico di trasformazione delle materie prime in pietra filosofale.
 
Si compone di 3 passaggi principali, che corrispondono ad altrettanti cambiamenti personali e spirituali a cui l'alchimista va incontro: 
  • Nigredo (o putrefatio): la tiratura a nero "epura" da tutti gli elementi che possono compromettere la buona riuscita dell'operazione. In termini personali è la fase più dolorosa: il soggetto, infatti, deve affrontare tutto il suo irrisolto per poter proseguire. 
  • Albedo: la tiratura al bianco è associato alla purificazione (il suo simbolo è infatti l'acqua, che lava e distilla via ogni residuo della nigredo). In questa fase abbiamo l'avvento del Femminile, associato all'introspezione e alla ponderazione. Il Femminile assume spesso le sembianze di una Regina nelle illustrazioni alchemiche. 
  • Rubedo: la tiratura a rosso, ultima fase, è associata all'elemento del fuoco e al mercurio. È il momento della combustione e della sublimazione di quanto ottenuto. Alchemicamente, in questa fase interviene l'elemento Maschile (il mercurio, per l'appunto) e abbiamo le cosiddette "nozze chimiche". 
Le nozze chimiche danno vita al cosiddetto Rebis, frutto dell'unione sacra tra Maschile e Femminile. Una delle illustrazioni tipiche è questa: 
 
Come vedete abbiamo gli elementi presenti nella descrizione dell'autore: l'unione ermafroditica dei due elementi, la corona sui loro capi, persino il "verme della distruzione" che li segue. 
Altra figura importante, in questa sfilata archetipica, è Il Matto: 

Solo un Pierrot si volge meditabondo a guardarmi, e torna indietro. Mi si pianta davanti e ficca lo sguardo nel mio viso come si fa in uno specchio. Egli fa degli sberleffi così strani, alza e muove le braccia – ora con esitazione, ora fulmineamente – in tal maniera che un impulso spettrale mi spinge ad imitarlo, a strizzare gli occhi come lui, a spallucciare e a storcer gli angoli della bocca.

 
Il Matto è una "carta bonus" dei Tarocchi marsigliesi: non ha numero, non ha collocazione; alcuni lo considerano l'ultimo degli Arcani Maggiori, altri lo collocano in un universo tutto suo. 
Il Matto è una "carta-movimento": invita la persona a non restare nel proprio microcosmo di certezze, ma a muoversi avanti per raggiungere la novità. Apre a molteplici prospettive: simboleggia infatti la cessazione della quotidianità per come la si è concepita fino a quel momento per l'avvento di nuove varianti che possono stravolgere completamente le certezze. 
Come detto, Il Matto è una "carta-movimento", come si vede anche dall'illustrazione (Il Matto si muove in avanti). Questo significa che la persona deve muoversi verso il cambiamento; è invitato ad abbandonare la sua posizione statica per raggiungere altro. 
In questo caso, Pernath è invitato a muoversi per ritrovare la sua Ombra.
E in effetti è quello che fa: insegue lo sconosciuto per cercare di comprendere di chi si tratti. Inizialmente non ricorda nemmeno il suo aspetto, per quanto abbia l'intrinseca certezza che fosse un aspetto peculiare, non comune, indimenticabile.
Nel tentativo di ricordare lo sconosciuto, Pernath ripercorre il suo stesso tragitto. Ed ecco che avviene l'annullamento nello sconosciuto, nella propria Ombra: 

 Tentati d’imitare lo sconosciuto nell’andatura e nei gesti pur non ricordandomeli affatto. E come avrei potuto mai riuscire ad imitarlo, se mi mancava ogni base per ricostruire l’aspetto? Ma la cosa andò diversamente. Affatto diversamente da quel che non pensassi. La mia pelle, i miei muscoli, il mio corpo si ricordarono improvvisamente, senza rivelar nulla al cervello. Fecero movimenti ch’io non desideravo né intendevo fare. Come se le mie membra non m’appartenessero più! […] Ora ricordavo l’estraneo.

Pernath diventa a tutti gli effetti lo sconosciuto, e ricorda ogni dettaglio di lui. In questa fase, però, non abbiamo ancora una presa di coscienza in termini di identità tra sè e lo sconosciuto.
Pernath, in pratica, non ha ancora compreso che lui e lo sconosciuto sono due facce della stessa medaglia: Pernath è la Persona, è la facciata, è la maschera; lo sconosciuto è l'Ombra, il richiamo all'ignoto che abita dentro ognuno di noi. 
Cosa mi aspetto passato questo capitolo? Mi aspetto che Pernath venga a scoprire qualcosa di rimosso. Sarebbe perfettamente in linea con l'emersione dell'Ombra. 
Basta, ho finito di sproloquiare. Alla prossima follia! 

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28/02/2024 19:04 - 28/02/2024 19:08 #66238 da SerenaM
Risposta da SerenaM al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Ritorno sulle ali della follia dopo la lettura del capitolo "Ponce". 
In questo capitolo devo dire di aver avvertito molto forte (più forte che nei precedenti passaggi, se possibile) la confusione narrativa puntualizzata da Giorgia. È veramente difficile capire chi parla! C'è un continuo cambio di prospettiva, e non viene esplicitato praticamente mai chi stia raccontando; e questo complica tantissimo la comprensione, perché ci sono 4 persone presenti e altrettante persone tirate fuori dai vari flashback!
Qualche cosina però l'ho capita   e la riporterò alla logica del mio commento precedente. Mi sa che Giorgia ci ha preso comunque, è tutta una metafora di viaggio interiore. 
Prima di tutto, in questo capitolo si affaccia per la prima volta il Golem nelle narrazioni dei personaggi in scena. Si racconta della creazione del Golem e di come questa creatura mostruosa sia sfuggita al suo creatore e - pare, non mi è chiaro - vaghi in giro per il mondo. Uno dei personaggi sembrerebbe suffragare la presenza del Golem nel quartiere ebraico: 

Io non saprei dirvi in verità se si possa far risalire la leggenda del Golem, ma che qualcosa che non può morire imperversi spettralmente in questo quartiere e con quella si ricolleghi, ecco un fatto di cui son sicuro. I miei antenati abitarono qui per generazioni e generazioni e nessuno meglio di me può riferirsi a tanti ricordi e vissuti e tramandati sulle periodiche apparizioni del Golem.

Lo stesso Pernath a fine capitolo afferma:

Anche nel ghetto: una stanza, un vano di cui nessuno può trovar l’ingresso – un essere, un’ombra che vi abita dentro e che solo talvolta esce barcollando per le strade a sparger raccapriccio e terrore tra gli uomini!

Dunque il Golem è una presenza consolidata nel quartiere ebraico. 
Ora, queste apparizioni sono particolarmente interessanti per la logica psicologica che ho precedentemente illustrato. Vi è, in particolare, la narrazione di una donna (parente di uno dei narratori? Troppo confuso questo capitolo xD) che sostiene di essersi trovata faccia a faccia col Golem. C'è un passaggio che mi interessa: 

Si diceva profondamente convinta ch’egli altro non avesse potuto essere allora, se non l’anima a lei propria, che – uscita dal corpo – le fosse stata per un istante di fronte fissandola in volto col viso d’una creatura estranea.
Malgrado lo spaventoso brivido d’orrore che allora l’aveva pervasa, affermava tuttavia di non aver perduto, nemmeno per un secondo, la certezza di veder nell’altro una particella del suo stesso intimo essere.

E qui spoilerone di tutti gli spoileroni: 
Attenzione: Spoiler!

ma il Golem è l'Ombra dell'inconscio collettivo dell'intero quartiere ebraico!
Il Golem è particolarmente versatile come Ombra collettiva: il mostro è infatti una leggenda ben permeata nel tessuto folkloristico ebraico, e tutti sembrano averne paura. Quale creatura più adatta per incarnare gli oscuri timori della collettività? Ed ecco che lui ricompare periodicamente. 
Meraviglia di tutte le meraviglie, in questo capitolo scopriamo perché l'Ombra sta cercando Pernath: 
Attenzione: Spoiler!

Mi chiedo come potrebbe andare avanti la storia adesso! 
Ultima Modifica 28/02/2024 19:08 da SerenaM.

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02/03/2024 11:33 #66253 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Allora. Questo libro è un gran trip.

Ringrazio infinitamente Serena perché io da Jung e la sua banda sono estremamente affascinata, quindi avevo colto tante analogie, ma non così a fondo! Essendo Jung entrato così a fondo nei linguaggi esoterici, in effetti, è un prezioso alleato per decifrare questa storia.

Io non vado così a fondo, ma intanto vorrei ripescare dal mazzo di tarocchi che ha ritrovato Pernath le carte che gli capitano più spesso in mano, il Mago e l'Appeso. Il Mago rappresenta abbastanza chiaramente un iniziato, qual è Pernath in questo momento, che sta compiendo un viaggio interiore straordinario: l'incontro con il misterioso (che Serena giustamente identifica, a livello psicanalitico, come la sua ombra, cioè le parti di sé sgradite o rimosse), il rapporto con due figure agli antipodi come Wassertrum e Hillel (uno sembra il male incarnato, l'altro una sorta di salvatore), il recupero della memoria perduta, l'incontro col femminile (ci sono infatti sia Angelina che Miriam nei suoi pensieri) ecc...

L'Appeso invece rappresenta un fermo, una pausa, un impaludamento, ma anche il guardare le cose da un'altra prospettiva (non per niente è appeso a faccia in giù) quindi mi aspetto che a un certo punto sia questa la mossa che sbloccherà tutto il racconto.

A proposito! Non ci avevo riflettuto, ma nel capitolo a cui sono arrivata ("Donna",) in cui Pernath parla con Miriam mentre si sente particolarmente di buonumore, sembra scoprire un lato nuovo di Wassertrum, che sembra tenesse particolarmente a Miriam quand'era bambina, perché figlia della donna che voleva sposare (che amava, quindi?). miriam stessa ne fa un'analisi abbastanza perspicace, notando come la sua cattiveria sia una difesa. Da cosa, non si sa. Magari lo scopriremo.

Ancora ho molte domande, specie su Rosina. Non mi sono dimenticata della ragazzina, è stata citata troppe volte per non essere importante. Mi domando se non sia anche lei una creatura magica, dato che sembra che riappaia ogni tot generazioni rimettendo in scena sempre gli stessi copioni (adescamenti, triangoli amorosi ecc.)

Giudizio complessivo su questo romanzo? Che dite?

Io lo trovo difficilissimo! :D Però è così originale che lo leggo con avidità, solo... lentamente, perché è bello denso, scritto strano, e ho avuto pure delle settimane belle piene, quindi non ero al massimo della reattività!

Maria Chiara | Redattrice editoriale e per il Web | Social: @lettereminute
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11/03/2024 18:13 #66389 da SerenaM
Risposta da SerenaM al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Buonasera lettori! 
Sono andata un po' più avanti nella storia. Devo dire di non riuscire ad andare avanti velocemente come vorrei perché lo stile di scrittura è veramente tanto pedante per certi versi.
Non ho commenti particolari da fare; non credo che sia successo qualcosa di rilevante (non almeno rispetto a quanto commentato precedentemente). 
Vorrei solo chiedere: ma secondo voi è giusto che il protagonista faccia pervenire dei soldi a Myriam per vie traverse (mette ogni giorno un soldo nella pagnotta che comprerà dal fornaio) dopo che Myriam gli aveva espressamente chiesto di non volere nulla? A me sembra un comportamento scorretto e invadente verso Myriam, e giustamente ora lui stesso si sente in crisi perché la sta prendendo in giro! 
Voi cosa ne pensate? 
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11/03/2024 19:20 #66394 da mulaky
Risposta da mulaky al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Io vi ho temporaneamente abbandonate perché per questo libro necessito di concentrazione e pace mentale, non posso leggerlo in questo periodo lavorativo perché sono interrotta mille volte anche durante le pause e la sera sono troppo stanca dopo quasi una giornata a lavorare. Lo riprenderò tra una decina di giorni, credo, o comunque appena sarò un po' più rilassata mentalmente

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12/03/2024 08:36 - 12/03/2024 08:37 #66402 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Il Golem" di Gustav Meyrink
Ciao! Io ho finito il libro il weekend scorso, ma ho avuto settimane (e pure finesettimana!) molto intense quindi non ho trovato proprio il momento di riordinare le idee qui sul forum...

Come voi, chi ho messo del tempo per leggere, comunque! A un certo punto mi sono impuntata di voler finire e l'ho fatto, ma concordo con Serena sulla scrittura che a tratti si fa un po' pedante, specie quand'è riflessiva. Ci sono romanzi, anche molto datati, di cui leggeresti le riflessioni per ore, mentre questo è un po' troppo criptico e simbolico, non si segue così agilmente!

Nel complesso mi è piaciuto, ha un'atmosfera davvero diversa da qualsiasi cosa abbia letto sinora. Però ha i suoi difetti, frutto di questo lavoro molto simbolico, appunto. Non è facile stargli dietro. Commenterò meglio quando avete avanzato anche voi, non voglio anticiparvi le cose!

Riguardo l'atteggiamento del protagonista con Miriam, sì: è paternalista e potrebbe evitare. :D C'è da dire che presto se ne rende conto anche lui, e infatti è tormentato e non sa come rimediare all'errore. Tanta roba che se ne sia accorto, comunque...

I personaggi femminili di questo romanzo sono interessanti, anche se perturbanti, a mio parere... sono anche loro dei simboli, in pratica, quindi è difficile penetrare loro a fondo. Miriam è una sorta di anima gemella per il protagonista: il loro rapporto è privo di fisicità e infatti discorrono spesso a livello intellettuale, dimostrando di avere entrambi sensibilità per il soprannaturale. Angelina scatena la passione del protagonista, è tutta spirito vitale, ma appunto per questo è superficiale. Rosina è il femminile inquietante, perturbante e animalesco.

Insomma, come al solito rapporti conflittuali uomo-donna tipici dell'epoca, molto scissi.

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Ultima Modifica 12/03/2024 08:37 da lettereminute.
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Avatar di Mrosaria Mrosaria - 31/12/2025 - 17:19

Ciao a tutti, mi sono iscritta per provare un'esperienza di lettura condivisa. Buon anno insieme!

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Scusatemi ieri ho sbagliato ed addirittura confuso il giorno l'incontro era il 28 e non il 29. Quindi vorrei prepararmi per il prossimo mi dite dove posso trovare le informazioni, grazie.

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Buon Natale!

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Ciao Stefania, certo che può esserle d'aiuto. Qua leggiamo e scriviamo, ci confrontiamo e col tempo ci apriamo. La lettura diventa strumento di condivisione e crescita. Vi aspettiamo ;)

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Ciao sono Stefania mamma di una 23enne booklover amante di romance e thriller Mi sono iscritta al club perché ho bisogno di capire se può essere di aiuto a mia figlia in questo periodo difficile

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Ciao Cristina, in che senso? Oggi sei riuscita a scrivere sul forum :-/ scrivimi una mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) con l'errore che ti esce quando provi a fare cosa ;)

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