L'ultima epifania
Era la vostra terra la più vicina al mio cuore:
Per questo vi ho mandato messaggio dopo messaggio.
Sono disceso tra voi sotto spoglie strane e diverse,
Ma in nessuna di queste mi avete riconosciuto.
Ho bussato di notte, pallido ebreo fuggiasco,
Lacero, scalzo, braccato come una bestia selvaggia:
Voi chiamaste gli sgherri, mi additaste alle spie,
E diceste in cuor vostro: "Così sia. Dio lo vuole".
Da voi sono venuto quale vecchia insensata,
Tremante, con la gola piena di muto grido.
Voi parlavate di sangue, della stirpe avvenire,
E solo la mia cenere uscì dalla vostra porta.
Orfano giovinetto della piana polacca
Vi sono giaciuto ai piedi, supplicando per pane.
Ma voi temeste in me qualche vendetta futura,
E torceste lo sguardo, e mi deste la morte.
E venni qual prigioniero, e quale servo in catene,
Di cui si fa mercato, cui si addice la frusta.
Voi volgeste le spalle al livido schiavo cencioso.
Ora vengo da giudice. Mi conoscete adesso?
In questa poesia é rappresentato un Dio che si manifesta per mettere alla prova la fede e la carità nell'animo umano, ma gli sguardi si volgono altrove e non riconoscono né Dio né sé stessi nel proprio simile. Non c'è compassione, solo indifferenza.
E così le porte tanto quanto i cuori vengono serrate l'una dopo l'altra per tener lontano lo straniero, la paura, la solidarietà, l'amore.
L'aridità ormai é un qualcosa che come l'erba infestante é radicata in noi e siamo appunto noi quegli uomini e donne che ritirano la mano, quelli che dicono dei paesi del terzo mondo aiutiamoli a casa loro, quelli che passano davanti i senza tetto nelle notti gelide d'inverno senza chiedersi se son vivi o son morti, quelli che lasciano affondare le barche ricolme di disperati nelle acque di tutto il mondo, quelli che marchiano il diverso e gli urlano "reietto"!, Quelli che non vogliono sapere davvero di quello che accade in Siria, in Afghanistan, perché in fondo le guerre del medio oriente sono solo del medio oriente, paesi poveri, ignoranti, minoranze, e si fa presto a voltar pagina, meno se questo ci sfiora più da vicino come sta accadendo oggi, meno se ciò accade tra paesi che hanno molto da perdere. Allora sì che riguarda il mondo intero.
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)