Sto amando anche io moltissimo il lato umano di Virginia Woolf, che altrove può sembrare così astratta, tutta presa dalla sua mente... ti dirò, le parti in cui parla di soldi, che siano preoccupazioni economiche o vittorie (che immediatamente pensa a tradurre in conquiste più prosaiche, come le nuove tubazioni per il bagno) sono parti che amo molto, perché sono le mie stesse preoccupazioni.

Ci sta, no?
Nei capitoli precedenti mi ha invece quasi angosciato la gestazione de Gli Anni. Qui il lavoro di scrittrice sembra proprio un vero lavoro per dover guadagnare soldi e non per vocazione o arte. Anche se il problema è che ci mette troppa passione, sembra veramente un´opera di sfinimento, un dovere da compiere, che poco ha a che fare con l´entusiasmo delle altre opere, con le quali anche provava spesso questa alternanza di sentimenti, ma non in modo cosí sfiancante come per Gli Anni.
Io sono arrivata al 1931 e già sto provando un po' d'ansia per la gestazione de "Le onde". È vero che qui però c'è ancora molta gioia. E tuttavia, comincio a intravedere un po' di ossessività...
Io i libri di Virginia Woolf li compro a scatola chiusa, so già che saranno una bellissima scoperta, libri che vorrò rileggere o sfogliare, fossi in te lo comprerei lo stesso
Hai assolutamente ragione! Ho deciso di puntare direttamente al primo tomo di tutti i diari, che proprio quest'anno cominciano ad essere tradotti integralmente! Al prossimo shopping folle in libreria... mamma mia, ne uscirà un colosso, se li colleziono tutti... ma leggere qualunque cosa abbia scritto questa donna, è fuori discussione, ne vale la pena, per me.