Sì, devono aver avuto un rapporto molto profondo, di reciproca stima, ed è sempre interessante coglierne i vari aspetti tramite i loro scritti!
Io sono arrivata al 1926, anche se concordo che un diario può essere troppo parziale, sto adorando il sentire come Virginia Woolf parlava delle sue opere. Trovo interessantissimo il modo in cui si sfoga durante la stesura di una nuova opera, le aspettative che vi riversa al momento dell'uscita, il modo in cui rielabora le critiche! Bellissimi i riferimenti ad alcuni dei racconti che abbiamo letto insieme all'inizio di quest'anno, proprio un peccato che non siano più così famosi come quando sono usciti! E il coinvolgimento che ci ha messo scrivendo la Signora Dalloway? Si percepisce tantissimo come per lei le sue opere fossero parte della sua essenza, vi riversava tutta se stessa.
Trovo anche molto interessante la sua quotidianità lavorativa: studiava e scriveva con una tabella di marcia rigidissima, spaziando dal lasciandosi coinvolgere totalmente dall'ideale di crear qualcosa di nuovo alla critica letteraria pura, leggendo di tutto, commentando di tutto, riflettendo sulle varie tendenze, gli autori, le autrici, le tematiche.
Mi è piaciuta la critica all'Ulisse, come ci si è approcciata, e come prende in considerazione la necessità di rileggerlo per notare dettagli e chiavi di lettura che le son stati riferiti e che non aveva colto. Capita di frequente anche a me, soprattutto dopo una discussione qui sul forum, la voglia di rileggere con altri occhi un'opera già letta.
Per la prima volta qui parla bene di Katherine Mansfield!! Forse visto che erano considerate rivali doveva criticarle nelle opere pubbliche ma in realtà nell'intimo le voleva bene