Scientemente
non possiamo offendere gli dei
ed è vano
ottenere i loro favori.
Scientemente
gli dei ti spiano
ed è vano
tentare di sorprenderli.
Non ti adontare;
se è necessario,
fingi di ignorare
la loro vicina esistenza.
Fingi di essere un dio in più.
Ti aiuteranno
le ombre e i venti
che - se canti - esistono,
e la levità delle foglie
cadute - e le acque.
E ti aiuteranno
a fingerti uno di essi,
i loro volubili passi
e la tua propria ignoranza.
Scientemente
solo il Destino trama
le sue reti intricate
da cui solo si salvano
il tempo e qualche dio;
ma tale iddio, è difficile
che voglie mostrarti
quello che ignori: giacché tutto è eguale.
E' tuo il gioco:
puoi inventare le sue regole - e i tuoi trucchi.
Se per fortuna tu vinci, non sono obbligati a pagarti.
Scientemente,
se perdi,
paga agli dei quel che è giusto.
Angeel Crespo, trad. di Oreste macrì
da "Metrica dei giorni" Palomar, 1999. Pag. 68
*
Oggi questa poesia mi parla gentilmente e mi dice di prendere la vita come viene ma, attenzione, non in maniera passiva o fatalista. Bensì coscientemente, in piena presenza fisica e mentale, con la virtù più importante che è l'accettazione consapevole. Fingi di essere un dio in più è secondo me l'invito a rendersi soggetto e autore del proprio destino, e mi piace molto quando dice "E' tuo il gioco, puoi inventare le sue regole e i suoi trucchi".
Sento che il poeta ci sta dicendo di sentirci protagonisti della nostra esistenza e di non aver paura scegliere, ma lo dice con tanta tanta ironia perché si sa, bisogna mettere in conto anche di poter perdere ma questo fa parte del gioco. In questo gioco, per fortuna, ci aiuta la nostra capacità di creare la realtà cantandola, e questa è un'idea luminosissima che esalta il valore della poesia e dell'arte, che crea ma anche cura.
Una parola per descrivere ciò che mi dona questa poesia: leggerezza.
Buona giornata da susy
There is a crack, a crack in everything
That's how the light gets in. (Anthem, Leonard Cohen)