Conclusa la lettura. Alla domanda se mi è piaciuto L'avversario rispondo NI.
Forse le aspettative erano troppo alte e quindi è automatica un po' di delusione. Non c'è dubbio che Carrere scriva bene e che sappia coinvolgere il lettore, mi aspettavo però da parte sua una maggiore partecipazione. In realtà questo è un libro-inchiesta, ma ho apprezzato che l'autore più che soffermarsi sul fatto di cronaca in sé si sia concentrato sulla personalità di Romand.
L'avversario è il racconto di una personalità disturbata. I disturbi di Romand secondo me derivano dal fatto che abbia un ego smisurato e come tutte le persone che credono di essere onnipotenti non ammettono il fallimento.
Romand è un bambino osannato da tutti per la sua serietà, per la sua bravura a scuola, nessuno nella cerchia dei familiari contempla la possibilità che quel bambino possa non essere perfetto, possa essere un bambino. Romand inizia a mentire da piccolo per non deludere, soprattutto per non procurare dolore alla madre affetta da depressione. Romand percepisce che la bugia può rendere felici chi ti circonda. A volte le persone amano essere ingannate piuttosto che essere messe di fronte alla verità. Con questa convinzione a Romand viene naturale mentire, anche perchè è cresciuto in una famiglia seria che gli ha insegnato a non mentire, ma che mentiva a fin di bene (il papà non dirà mai a Romand che la mamma ha affrontato due aborti). Una volta entrato nel circolo della menzogna non riesce più ad uscire. Di fronte ad ogni fallimento (scuola, università, amore), Romand cade in depressione e per uscirne utilizza una menzogna clamorosa (aggressione, cancro, suicidio di una ragazza innamorata di lui) che gli permette di essere di nuovo accettato dal mondo, anzi di tornare al centro dell'attenzione. Romand mentirà fino alla fine anche in carcere.
Tornando a Carrere lui non si sbilancia nei confronti di Romand (e questo un po' mi è dispiaciuto), ma mette in luce un tema dibattutto che è quello del perdono. Nessuno giustifica Romand, ma Carrere ci mostra che si può perdonare, o meglio andare oltre quel gesto tragico, insensato e orribile che è l'omicidio. Carrere entra così nel tema della fede e rappresenta attraverso Marie-France e Bernand, fortemente religiosi, quel mondo di persone in grado di guardare oltre il mostro, di accantonare la tragedia per salvare l'anima perduta.
MEMENTO AUDERE SEMPER