Giovedì, 16 Aprile 2026

Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin

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30/10/2025 08:30 #72436 da Francis
Risposta da Francis al topic Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin
Anche io avevo terminato la lettura già da tempo, ma ho aspettato a commentare perché questo romanzo è un crescendo di momenti importanti, sempre più caratterizzanti, e mi sembrava di scrivere sempre qualcosa di troppo rispetto alla trama..

La lettura mi ha conquistato e trovo che sia stata anche interessante da un punto di vista storico, anche se non accenna ad alcuni dettagli importanti del lungo processo di conflitto israelo-palestinese. Però il punto di vista interno dell'autrice è sicuramente interessante. Una voce importante che raggiunge lo scopo che si prefigge. 

Personalmente l'ho trovato "piacevole", nel senso di scorrevole ed interessante. L'ho apprezzato tanto. 

...in medio stat virtus...
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07/11/2025 17:24 #72568 da Laura87
Risposta da Laura87 al topic Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin
Ho terminato, con fatica, anche io il libro. Devo dire che è stata davvero una lettura forte e per questo motivo ho fatto molta fatica ad immergermi completamente, dovevo ogni tanto fare una pausa. Sono comunque contenta di averlo letto insieme a voi, anche perchè diversamente, probabilmente, non lo avrei letto e sarebbe stato un peccato, quindi grazie per questo libro del mese!
Il libro sicuramente mi ha permesso di vedere al di là di quello che sentiamo sempre alla televisione, il mio difetto è quello sicuramente di non essere troppo empatica verso quello che succede al di fuori della mia sfera personale e leggere tutto quello che è accaduto ai nostri personaggi, le sensazioni e il dolore che hanno provato mi ha fatto ampliare la mia mente e riflettere che appunto dietro a tutto quello che sentiamo quotidianamente ci sono persone, dolori e famiglie completamente distrutte.
tante cose di questo libro mi hanno fatto pensare e ci sono un paio di frasi che mi sono rimaste proprio impresse:
  • " possono portarti via la terra e tutto quello che c'è sopra, ma non potranno mai portarti via quello che sai e quello che hai studiato" --> la trovo bellissima
  • " avevamo poche cose e poche necessità"--> questo per me è un messaggio molto forte, come a dire meno hai più alla fine ti accontenti di poco, più hai più vuoi e forse sei anche meno felice??? perchè vuoi sempre altro??
  • "le sue lacrime cadono dalla parte sbagliata, nel pozzo senza fondo che c'è dentro di lei" --> immagine tanto bella quanto struggente
senza entrare nel merito di chi possa aver ragione o no, credo che le guerre non siano mai giuste proprio per il dolore che causano, ma è veramente terribile pensare che sembra che il male generi altro male, e questa secondo me è l'aspetto veramente terribile di queste guerre, visto che io ho sofferto e subito ora sono giustificato a farti male.. non mi piace proprio. 
il personaggio di Amal mi è piaciuto davvero tanto, l'ho trovata di una forza disarmante, perchè nonostante tutto il dolore che ha provato nel suo paese di origine ha comunque accompagnato la figlia a vedere il suo paese di origine e alla fine ha capito che solo lì in quel luogo pieno di dolore e sofferenza è anche il luogo dove si sente davvero a casa.



 
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09/11/2025 16:42 #72603 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin

il mio difetto è quello sicuramente di non essere troppo empatica verso quello che succede al di fuori della mia sfera personale

Non credo che sia un tuo difetto Laura. Penso che sia piuttosto comune. Leggendo quanto hai scritto sopra, ho pensato immediatamente al concetto di distanza psicologica.

È generalmente vero che l'impatto emotivo, psicologico e pratico di un evento tende a diminuire man mano che aumenta la sua distanza geografica, culturale o temporale da noi.

Diversi fattori contribuiscono a renderci psicologicamente distanti: la prossimità geografica, ovvero saremo tanto più colpiti da un disastro naturale che colpisce la nostra città rispetto ad uno stesso identico disastro che ne colpisce una dalla parte opposta del mondo; la risonanza emotiva e l'identificazione, ovvero è più facile provare empatia e preoccupazione per persone con cui condividiamo una cultura, una nazionalità o esperienze simili (ad esempio persone della propria cerchia di conoscenze) e sotto questo punto di vista, non so cosa ne pensate, però credo che la lettura possa avvicinarci (questa lettura sicuramente lo ha fatto); l'impatto diretto sulla vita quotidiana, ovvero quando gli eventi hanno maggiori probabilità di influenzare direttamente la nostra sicurezza, la nostra economia o la nostra routine quotidiana; la copertura mediatica, ovvero una copertura mediatica più intensa e prolungata, aumenta la nostra consapevolezza e il nostro coinvolgimento emotivo. Di solito questa è maggiore tanto più l'evento è vicino a noi. In questo caso invece direi che la copertura mediatica c'è stata, forse anche esagerata. Non so se è capitato anche a voi ma qualche sera, facendo zapping tra i canali TV, trovavo soltanto trasmissioni che parlavano della guerra. Con l'avvento dei media globali e di internet, la percezione della distanza si è ridotta, permettendoci di sentirci più vicini a eventi che avvengono dall'altra parte del mondo.

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10/11/2025 08:41 #72613 da ziaBetty
Risposta da ziaBetty al topic Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin

 sotto questo punto di vista, non so cosa ne pensate, però credo che la lettura possa avvicinarci (questa lettura sicuramente lo ha fatto);
 
Concordo, la lettura secondo me agisce contro tutti e quattro i fattori della distanza psicologica, sviluppando l´empatia oltre che ampliando le proprie prospettive.
Nel caso di questo libro specifico, la copertura mediatica per quanto mi riguarda ha aumentato l´urgenza di capirci qualcosa in più, essendo un conflitto che ormai va avanti da mezzo secolo...e questo Libro del Mese è caduto a fagiolo

"Che te ne fai di tutti quei libri?"
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11/11/2025 09:50 #72629 da Laura87
Risposta da Laura87 al topic Ottobre 2025 - Ogni mattina a Jenin

il mio difetto è quello sicuramente di non essere troppo empatica verso quello che succede al di fuori della mia sfera personale

Non credo che sia un tuo difetto Laura. Penso che sia piuttosto comune. Leggendo quanto hai scritto sopra, ho pensato immediatamente al concetto di distanza psicologica.

È generalmente vero che l'impatto emotivo, psicologico e pratico di un evento tende a diminuire man mano che aumenta la sua distanza geografica, culturale o temporale da noi.

Diversi fattori contribuiscono a renderci psicologicamente distanti: la prossimità geografica, ovvero saremo tanto più colpiti da un disastro naturale che colpisce la nostra città rispetto ad uno stesso identico disastro che ne colpisce una dalla parte opposta del mondo; la risonanza emotiva e l'identificazione, ovvero è più facile provare empatia e preoccupazione per persone con cui condividiamo una cultura, una nazionalità o esperienze simili (ad esempio persone della propria cerchia di conoscenze) e sotto questo punto di vista, non so cosa ne pensate, però credo che la lettura possa avvicinarci (questa lettura sicuramente lo ha fatto); l'impatto diretto sulla vita quotidiana, ovvero quando gli eventi hanno maggiori probabilità di influenzare direttamente la nostra sicurezza, la nostra economia o la nostra routine quotidiana; la copertura mediatica, ovvero una copertura mediatica più intensa e prolungata, aumenta la nostra consapevolezza e il nostro coinvolgimento emotivo. Di solito questa è maggiore tanto più l'evento è vicino a noi. In questo caso invece direi che la copertura mediatica c'è stata, forse anche esagerata. Non so se è capitato anche a voi ma qualche sera, facendo zapping tra i canali TV, trovavo soltanto trasmissioni che parlavano della guerra. Con l'avvento dei media globali e di internet, la percezione della distanza si è ridotta, permettendoci di sentirci più vicini a eventi che avvengono dall'altra parte del mondo.
grazie Guido. credo che tu abbia ragione, sia per la distanza psicologica, in effetti non ci avevo pensato ma è vero, sia per il discorso che la lettura, soprattutto di questo tipo, possa avvicinarci!
 
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Mi chiamo Emilio Coppolino, sono appassionato di spiritualità, filosofia e crescita interiore, ho dedicato anni allo studio delle dinamiche del cuore umano e del dialogo tra tra ragione e trascendenza

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