Giovedì, 16 Aprile 2026

Marzo 2026 - Malinverno

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18/03/2026 18:21 #73851 da Francis
Risposta da Francis al topic Marzo 2026 - Malinverno

guidocx84  ha scritto: Ascoltare un libro narrato da terzi è diverso da ascoltare un libro narrato dall'autore stesso? Oppure un buono scrittore non è necessariamente un buon interprete del proprio libro?
A me di primo acchito non ha fatto impazzire la lettura dell'autore, anche se pensandoci ho maturato l'idea che la sua narrazione fosse assolutamente in linea con le vicende narrate e nello specifico con il personaggio principale. Potete farvi un'idea con questo video.

Credo che concettualmente sia un'esperienza valida ascoltare un libro dalla voce e dall'interpretazione di chi lo ha ideato e scritto... Tuttavia devo dire che lo stralcio del video che hai condiviso non mi ha fatto impazzire... L'ho trovata una lettura artefatta, un po' monotona forse.

guidocx84 
Tra tutti quello che mi ha commosso di più e per il quale credo ricorderò per sempre questo testo è quello della sepoltura del bastardino bianco Marcantonio (capitolo 12).

Questa parte aveva toccato molto anche me e mi aveva fatto sentire ancora di più la sensibilità di Astolfo Malinverno, caratteristica chiave del protagonista del romanzo.

guidocx84 
Non avevo mai letto niente di Dara e devo dire che questo libro mi è piaciuto e potrei decidere di leggere altro di questo autore.

Questo mi fa molto piacere!
Io ho apprezzato molto questo libro, ma non ho avuto la stessa sensazione. 
Mi è piaciuta la storia, l'idea in sé, quasi fosse scollegata da chi l'ha scritta. Probabilmente leggerei qualche altro suo romanzo se però fosse sulla stessa scia di questo...
 

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20/03/2026 10:35 #73859 da ziaBetty
Risposta da ziaBetty al topic Marzo 2026 - Malinverno
Per leggere un audiolibro ci vuole un attore. Per quanto possa essere "interessante" sentirlo leggere da chi lo ha scritto, il rischio è davvero troppo alto che lo scrittore/la scrittrice non siano poi capaci. Ma sembra essere una cosa che va molto di moda 
Ho iniziato la lettura!
 

"Che te ne fai di tutti quei libri?"

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20/03/2026 22:39 #73861 da Laura87
Risposta da Laura87 al topic Marzo 2026 - Malinverno
Ho terminato la lettura. E devo dire che mi e’ piaciuto davvero tanto.
la parte che mi ha fatto sorridere e commuovere e’ stata quella in cui lui decideva di modificare le regole a seconda del momento. Anche io come Guido ho trovato la parte della sepoltura del cane commuovente!!
 

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21/03/2026 01:06 - 21/03/2026 01:07 #73862 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic Marzo 2026 - Malinverno

Ho terminato la lettura. E devo dire che mi e’ piaciuto davvero tanto.
la parte che mi ha fatto sorridere e commuovere e’ stata quella in cui lui decideva di modificare le regole a seconda del momento. Anche io come Guido ho trovato la parte della sepoltura del cane commuovente!!



 

Esatto. Aggiungerei non solo commovente ma anche veramente profonda e secondo me molto in linea con i sentimenti che potrebbe provare in quel contesto chi ha o ha avuto cani. Il mio ha dodici anni ed è il mio primo cane... Non vi nascondo che ho ascoltato quel capitolo almeno tre volte. Bello davvero...

Per quanto riguarda il video dell'autore, @Francis considera che l'interpretazione nell'audiolibro è analoga. Sicuramente un attore gli avrebbe dato un tono diverso ma continuo a pensare che la sua voce e il suo modo di parlare siano adatti al contesto narrato.

@ziaBetty comunque sono d'accordo con te. In linea generale, sarebbe meglio se gli audiolibri fossero interpretati da attori/doppiatori. Tipo Harry Potter letto da Pannofino è spaziale! 

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain
Ultima Modifica 21/03/2026 01:07 da guidocx84.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Laura87

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21/03/2026 08:18 #73863 da Francis
Risposta da Francis al topic Marzo 2026 - Malinverno

Ho terminato la lettura. E devo dire che mi e’ piaciuto davvero tanto.
la parte che mi ha fatto sorridere e commuovere e’ stata quella in cui lui decideva di modificare le regole a seconda del momento. Anche io come Guido ho trovato la parte della sepoltura del cane commuovente!!

 
Io ho trovato molto poetico in generale il personaggio di Astolfo.
La morte continua a marcare le ingiustizie della vita: alcune tombe sono più curate di altre; alcune sono più belle e ricche... Astolfo si pone invece come un giudice ulteriore, un restitutore dell'ordine: sposta i fiori per chi ne ha meno, cura i loculi abbandonati...
Modificare il registro è un altro gesto all'interno di questa sorta di missione che lui sente di avere.

Un aspetto che a me è piaciuto molto e che Domenico Dara ha confermato in alcune occasioni che ho avuto modo di sentire via radio è il parallelismo tra Astolfo Malinverno e il paladino Astolfo dell'Orlando Furioso, quello che in sella all'ippogrifo scende negli inferi, attraversa un lungo viaggio nell'Oltretomba per raggiungere il cielo della Luna e recuperare la ragione di Orlando, pazzo di gelosia per Angelica. 
Astolfo Malinverno si muove all'interno della sua personale Luna, il cimitero, e mette a posto le cose, "riporta il senno", al di là di pregiudizi e burocrazie. 
L'ho trovato un parallelismo letterario profondo, originale e veramente ben costruito.

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23/03/2026 10:28 - 23/03/2026 10:29 #73881 da Cornelia
Risposta da Cornelia al topic Marzo 2026 - Malinverno
Sono arrivata oltre la metà del libro e purtroppo non è scoccata la scintilla. Forse perché ho già letto Cambiare l’acqua ai fiori di V. Perrin e il tema del “guardiano di cimiteri” non mi suona più come una novità. Sarei anzi curiosa di capire se l’idea di Dara nasce proprio dal successo del romanzo francese, che è stato pubblicato un paio di anni prima. 

Il libro è pregevole dal punto di vista della costruzione, soprattutto nella volontà di creare costanti rimandi a letteratura e narrativa (vincente l’espediente di citare opere e personaggi attraverso l’onomastica dei cittadini di Timpanara), ma forse troppo di maniera. La costruzione di certi episodi, certi aneddoti, certe riflessioni mi è parsa affettata, quasi un esercizio di stile che voglia a tutti i costi convincere il lettore di una sensibilità che è fortemente veicolata, ma che ho faticato a provare autonomamente.
Chiaramente è un giudizio personale, declinato secondo i gusti di chi scrive e senza alcuna pretesa di oggettività.

Mi unisco anche alla discussione sulla qualità dell’audiolibro, dato che ho ascoltato i primi capitoli, in attesa di recuperare la copia cartacea su cui sto proseguendo la lettura. La scelta di far leggere l’autore è molto penalizzante, a parer mio. Rende anzi molto faticoso l’ascolto, perché manca un’interpretazione attoriale del pezzo che crei un vero coinvolgimento 
Ultima Modifica 23/03/2026 10:29 da Cornelia.

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23/03/2026 10:56 #73882 da Laura87
Risposta da Laura87 al topic Marzo 2026 - Malinverno

Ho terminato la lettura. E devo dire che mi e’ piaciuto davvero tanto.
la parte che mi ha fatto sorridere e commuovere e’ stata quella in cui lui decideva di modificare le regole a seconda del momento. Anche io come Guido ho trovato la parte della sepoltura del cane commuovente!!


 
Io ho trovato molto poetico in generale il personaggio di Astolfo.
La morte continua a marcare le ingiustizie della vita: alcune tombe sono più curate di altre; alcune sono più belle e ricche... Astolfo si pone invece come un giudice ulteriore, un restitutore dell'ordine: sposta i fiori per chi ne ha meno, cura i loculi abbandonati...
Modificare il registro è un altro gesto all'interno di questa sorta di missione che lui sente di avere.

Un aspetto che a me è piaciuto molto e che Domenico Dara ha confermato in alcune occasioni che ho avuto modo di sentire via radio è il parallelismo tra Astolfo Malinverno e il paladino Astolfo dell'Orlando Furioso, quello che in sella all'ippogrifo scende negli inferi, attraversa un lungo viaggio nell'Oltretomba per raggiungere il cielo della Luna e recuperare la ragione di Orlando, pazzo di gelosia per Angelica. 
Astolfo Malinverno si muove all'interno della sua personale Luna, il cimitero, e mette a posto le cose, "riporta il senno", al di là di pregiudizi e burocrazie. 
L'ho trovato un parallelismo letterario profondo, originale e veramente ben costruito.


 
esatto Francis hai trovato proprio le parole giuste, è una missione che lui sente di avere!

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23/03/2026 11:47 #73884 da Francis
Risposta da Francis al topic Marzo 2026 - Malinverno

Cornelia:
Sono arrivata oltre la metà del libro e purtroppo non è scoccata la scintilla. Forse perché ho già letto Cambiare l’acqua ai fiori di V. Perrin e il tema del “guardiano di cimiteri” non mi suona più come una novità. Sarei anzi curiosa di capire se l’idea di Dara nasce proprio dal successo del romanzo francese, che è stato pubblicato un paio di anni prima. 


A questo, devo dire, non avevo pensato!
E' vero che il romanzo di Perrin è stato un best-seller, ma in realtà la tematica sepolcrale è antica e la letteratura italiana ne ha grandi esempi. Cito inutilmente Dei Sepolcri di Foscolo, per mettere qui sul piatto la punta dell'iceberg.
Considerando le tante citazioni di Dara e i tanti rimandi alla letteratura classica, non vedo un collegamento diretto con Perrin.
Però in realtà chissà? Potrebbe anche aver voluto semplicemente cavalcare l'onda... 

Mi piace molto notare come il romanzo di Dara sia stato adorato, apprezzato in parte o letto senza particolari emozioni. Vuol dire che ha toccato in noi corde diverse.

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25/03/2026 11:30 - 25/03/2026 11:34 #73888 da Cornelia
Risposta da Cornelia al topic Marzo 2026 - Malinverno

Cornelia:
Sono arrivata oltre la metà del libro e purtroppo non è scoccata la scintilla. Forse perché ho già letto Cambiare l’acqua ai fiori di V. Perrin e il tema del “guardiano di cimiteri” non mi suona più come una novità. Sarei anzi curiosa di capire se l’idea di Dara nasce proprio dal successo del romanzo francese, che è stato pubblicato un paio di anni prima. 


A questo, devo dire, non avevo pensato!
E' vero che il romanzo di Perrin è stato un best-seller, ma in realtà la tematica sepolcrale è antica e la letteratura italiana ne ha grandi esempi. Cito inutilmente Dei Sepolcri di Foscolo, per mettere qui sul piatto la punta dell'iceberg.
Considerando le tante citazioni di Dara e i tanti rimandi alla letteratura classica, non vedo un collegamento diretto con Perrin.
Però in realtà chissà? Potrebbe anche aver voluto semplicemente cavalcare l'onda... 

Mi piace molto notare come il romanzo di Dara sia stato adorato, apprezzato in parte o letto senza particolari emozioni. Vuol dire che ha toccato in noi corde diverse.

 
Per quanto illustre ascendente letterario, io purtroppo ho trovato molto poco Foscolo nel cimitero di Timpamara. Nel Dei sepolcri si fanno vivere i defunti attraverso la memoria dei vivi, in Malinverno mi è parso che si voglia usare la morte per dipingere una quinta scenografica. In questo, l'esperienza da lettrice è stata davvero tanto simile a Cambiare l'acqua ai fiori. Qui la storia della protagonista si sviluppa in una costellazione di storie parallele legate alle singole lapidi, come accade anche per Astolfo Malinverno. La sola differenza è il contesto, verosimile nel romanzo francese, onirico in quello italiano.

Sono a due terzi del libro, quindi queste mie riflessioni potrebbero facilmente essere contraddette dal finale e rivelarsi affrettate, ma credo che il nodo sia in quella che Astolfo chiama, a un certo punto, la "vita immaginata". Nella volontà di tratteggiare questa esistenza letteraria, in cui tutto vive di situazioni inverosimili, metaforiche, immaginifiche, secondo me c'è davvero un eccesso di maniera. Penso a Margherita che vuole sposarsi con il morto, alla foto con la sposa giapponese, al tizio che vuole ricongiungersi al suo arto mozzato nella tomba, al cimitero dei libri defunti, al cane nero che è quasi angelo della morte, ecc. Sono episodi che singolarmente hanno una forte portata poetica, ma che inanellati all'interno di un'unica storia risultano forse un po' ridondanti. Mi sono sembrati eccessivi, costruiti con una attenzione talmente chirurgica da comporre alla fine un quadro abbastanza affettato. Più su qualcuno ha definito l'autore un meraviglioso master of puppets e mi accodo, perché in fin dei conti sto avendo la stessa percezione. Questo ovviamente non significa che Dara non sia un bravo scrittore o che il romanzo non sia all'altezza, sia chiaro, soltanto che non stuzzica le mie personalissime corde
Ultima Modifica 25/03/2026 11:34 da Cornelia.

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25/03/2026 12:33 #73889 da Mattia P.
Risposta da Mattia P. al topic Marzo 2026 - Malinverno

Cornelia:
Sono arrivata oltre la metà del libro e purtroppo non è scoccata la scintilla. Forse perché ho già letto Cambiare l’acqua ai fiori di V. Perrin e il tema del “guardiano di cimiteri” non mi suona più come una novità. Sarei anzi curiosa di capire se l’idea di Dara nasce proprio dal successo del romanzo francese, che è stato pubblicato un paio di anni prima. 


A questo, devo dire, non avevo pensato!
E' vero che il romanzo di Perrin è stato un best-seller, ma in realtà la tematica sepolcrale è antica e la letteratura italiana ne ha grandi esempi. Cito inutilmente Dei Sepolcri di Foscolo, per mettere qui sul piatto la punta dell'iceberg.
Considerando le tante citazioni di Dara e i tanti rimandi alla letteratura classica, non vedo un collegamento diretto con Perrin.
Però in realtà chissà? Potrebbe anche aver voluto semplicemente cavalcare l'onda... 

Mi piace molto notare come il romanzo di Dara sia stato adorato, apprezzato in parte o letto senza particolari emozioni. Vuol dire che ha toccato in noi corde diverse.


 
Per quanto illustre ascendente letterario, io purtroppo ho trovato molto poco Foscolo nel cimitero di Timpamara. Nel Dei sepolcri si fanno vivere i defunti attraverso la memoria dei vivi, in Malinverno mi è parso che si voglia usare la morte per dipingere una quinta scenografica. In questo, l'esperienza da lettrice è stata davvero tanto simile a Cambiare l'acqua ai fiori. Qui la storia della protagonista si sviluppa in una costellazione di storie parallele legate alle singole lapidi, come accade anche per Astolfo Malinverno. La sola differenza è il contesto, verosimile nel romanzo francese, onirico in quello italiano.

Sono a due terzi del libro, quindi queste mie riflessioni potrebbero facilmente essere contraddette dal finale e rivelarsi affrettate, ma credo che il nodo sia in quella che Astolfo chiama, a un certo punto, la "vita immaginata". Nella volontà di tratteggiare questa esistenza letteraria, in cui tutto vive di situazioni inverosimili, metaforiche, immaginifiche, secondo me c'è davvero un eccesso di maniera. Penso a Margherita che vuole sposarsi con il morto, alla foto con la sposa giapponese, al tizio che vuole ricongiungersi al suo arto mozzato nella tomba, al cimitero dei libri defunti, al cane nero che è quasi angelo della morte, ecc. Sono episodi che singolarmente hanno una forte portata poetica, ma che inanellati all'interno di un'unica storia risultano forse un po' ridondanti. Mi sono sembrati eccessivi, costruiti con una attenzione talmente chirurgica da comporre alla fine un quadro abbastanza affettato. Più su qualcuno ha definito l'autore un meraviglioso master of puppets e mi accodo, perché in fin dei conti sto avendo la stessa percezione. Questo ovviamente non significa che Dara non sia un bravo scrittore o che il romanzo non sia all'altezza, sia chiaro, soltanto che non stuzzica le mie personalissime corde
 
Per la precisione, la teoria del master l'ho tirata fuori io e con te, Cornelia, siamo in due a ipotizzarla. Guido invece non ci si è trovato. 
Purtroppo non ho la vostra (tua e di Francis) cultura letteraria e quindi assisto da ignorante al vostro interessantissimo  confronto. Personalmente, però, mi sono rivisto in pieno nel tuo pensiero che avevo cercato di esprimere in precedenza (per la verità senza la stessa efficacia...).
Buone le singole idee letterarie, ma troppe in un unico romanzo. Magari si potevano esplodere in singoli racconti... Rimangono certamente tanti spunti di riflessione che però sfociano un po' nel didascalico. L'esempio che hai citato (vita della mente vs esperienze reali) è un tema sicuramente molto interessante, ma come questo ce ne sono tanti altri e io ho fatto fatica a focalizzare l'attenzione.
Concordo anche sulla bravura di Dara. In particolare ne ho apprezzato la chiarezza, la cultura e l'ampio lessico.

"Bea sostiene che leggere è un'arte in via di estinzione e che i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare"

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