Martedì, 07 Luglio 2026

Cosa conta di un autore?

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17/11/2020 07:02 #46888 da Blache_Francesca
Cosa conta di un autore? è stato creato da Blache_Francesca
Leggendo Le città invisibili di Italo Calvino, mi sono imbattuta in questo paragrafetto:
"Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quel che vuol sapere, e Glielo dirò. Ma non Le dirò mai la verità, di questo può star sicura."
Lettera a Germana Pescio Bottino, 9 giugno 1964
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17/11/2020 07:56 - 17/11/2020 07:57 #46893 da pierbusa
Risposta da pierbusa al topic Cosa conta di un autore?
Penso che in un mondo perfetto avrebbe ragione Italo Calvino quando dice che un Autore dovrebbe essere giudicato solo dalle sue opere. Però le evidenze sono che non viviamo in un mondo perfetto nemmeno alla lontana quindi continueremo a sbirciare le biografie degli Autori che leggiamo ben consapevoli che è una cosa disidicevole.
Certo ci sono dei casi come quello arcinoto di Elena Ferrante ( di cui oramai si conosce la vera identità ma non non "ufficialmente") in cui effettivamente giudichiamo solo quello che la suddetta Autrice ha scritto ma sono casi rari. E' molto più comune vedere scrittori, scrittrici e sedicenti tali che intervengono in tutte le piazze televisive o virtuali (social e compagnia bella) dicendo la loro su tutto e su tutti. Perché noi non dovremmo dire la nostra su di loro, sulle loro scelte e le loro boutades? :)

(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.Fëdor Dostoevskij
Tanti anni nel Club e nemmeno una medaglia!
Ultima Modifica 17/11/2020 07:57 da pierbusa.
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17/11/2020 09:56 #46900 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Cosa conta di un autore?
Post molto interessante.
Penso che il tema si colleghi molto a quello dell'interpretazione e della traduzione dei libri, di cui si è parlato nel forum qualche tempo fa.
Io ritengo che i libri, come qualsiasi scritto, si "distacchino" dalla volontà, dalle intenzioni, dalla storia e, in definitiva, dall'autore stesso, per assumere un valore, per così dire, "oggettivo". Il libro si identifica per il suo contenuto e non per le intenzioni o la vita dell'autore.
Questo approccio a mio parere valorizza i libri, perché consente di ricavare da essi significati, interpretazioni, spunti, ulteriori e diversi, o addirittura contrari, rispetto a quelli che l'autore avrebbe potuto pensare o immaginare.
L' "indipendenza" del libro (come di qualsiasi opera d'arte o dell'ingegno) dall'autore spiega anche perché io sia decisamente contrario a ogni forma di valutazione del suo contenuto sulla base delle azioni e della moralità dell'autore. Il peggior criminale o l'uomo più abietto del mondo può scrivere opere stupende.
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17/11/2020 18:02 #46921 da nautilus
Risposta da nautilus al topic Cosa conta di un autore?
Sono d'accordo sul fatto che il valore di un'opera prescinda dall'autore. Penso all'Iliade, è un capolavoro assoluto, eppure di Omero sappiamo poco o niente, anzi forse non è neanche vissuto e l'opera che gli viene attriobuita è probabilmente il frutto della tradizione orale e solo in un secondo momento quei racconti sono stati messi per iscritto, chissà se da Omero o da altri.
Non sono però d'accordo che leggere la biografia di un autore sia disdicevole, certo lo diventa se la lettura viene fatta al solo fine di farsi gli affari dello scrittore o per giudicare il valore della sua opera dal punto di vista morale.
Tuttavia se ci si documenta per capire l'autore, per capire il tempo e il contesto in cui scrive, quindi per capire a pieno la sua opera, non ci trovo nulla di male.
Forse non riuscirei ad apprezzare come l'apprezzo A Zacinto di Foscolo se non sapessi del suo esilio, di quanto confidasse in Napoleone dal quale invece si è sentito tradito quando ha ceduto la sua patria agli Austriaci.

MEMENTO AUDERE SEMPER
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17/11/2020 18:04 #46922 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Cosa conta di un autore?

davpal3 ha scritto: Post molto interessante.
Penso che il tema si colleghi molto a quello dell'interpretazione e della traduzione dei libri, di cui si è parlato nel forum qualche tempo fa.
Io ritengo che i libri, come qualsiasi scritto, si "distacchino" dalla volontà, dalle intenzioni, dalla storia e, in definitiva, dall'autore stesso, per assumere un valore, per così dire, "oggettivo". Il libro si identifica per il suo contenuto e non per le intenzioni o la vita dell'autore.
Questo approccio a mio parere valorizza i libri, perché consente di ricavare da essi significati, interpretazioni, spunti, ulteriori e diversi, o addirittura contrari, rispetto a quelli che l'autore avrebbe potuto pensare o immaginare.
L' "indipendenza" del libro (come di qualsiasi opera d'arte o dell'ingegno) dall'autore spiega anche perché io sia decisamente contrario a ogni forma di valutazione del suo contenuto sulla base delle azioni e della moralità dell'autore. Il peggior criminale o l'uomo più abietto del mondo può scrivere opere stupende.


Per esempio Oscar Wide

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)
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17/11/2020 18:27 #46925 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic Cosa conta di un autore?
Cari, sposto questo topic nella sezione "Parliamo di libri" ;)

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain

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17/11/2020 19:48 - 17/11/2020 19:48 #46928 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic Cosa conta di un autore?
Mi trovo pienamente d'accordo con le cose già dette da Nautilus e davpal: un'opera DEVE avere una propria indipendenza e allo steso tempo conoscere il vissuto dell'autore può darci tanto nella sua comprensione.
A volte però, quando il romanzo è così in sintonia con la vita dell'autore e rispecchia le idee rispettando le quali questo ha vissuto, trovo che si crei un'unione stupenda autore-libro, che fa emozionare. Certo condiziona il giudizio sul libro, però penso ne valga la pena :) .

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

Ultima Modifica 17/11/2020 19:48 da Margarethe.
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18/11/2020 10:17 #46941 da mulaky
Risposta da mulaky al topic Cosa conta di un autore?
Io sono dell'idea che un artista debba essere valutato nella sua arte e basta. Quando si fa riferimento anche alla vita personale, automaticamente entra in gioco la componente emozionale che ha più valore del prodotto artistico stesso. Ho avuto modo di rendermi conto della cosa qualche anno fa, quando il cantante dei Noir Désir fu condannato per l'omicidio della compagna. A quel tempo era parecchio famosa la canzone "Le vent nous portera" e piaceva a tutti quelli che conoscevo, ma appena si seppe della condanna i giudizi sulla canzone furono stravolti o, per meglio dire, la maggior parte dei miei conoscenti sentenziò più o meno questo: "sì, la canzone sarebbe carina, ma lui è un uomo orribile e quindi niente da fare". Per i miei gusti questo tizio ha scontato anche poco (darei l'ergastolo a vita a tutti quelli che commettono omicidi efferati), però la canzone continua a piacermi e, tra l'altro, è l'unica che conosco del gruppo. Insomma, non mi sento di condannare la canzone per via del cantante della band.

E' anche vero che quando un'opera mi piace, i risvolti sulla vita del suo autore possono accrescere il valore che quell'opera ha per me. Per esempio, adesso sto leggendo David Copperfield e in passato ho letto altro di Charles Dickens, ma mai la sua biografia. Da un mesetto, avendo letto qualcosa della sua vita, mi sono resa conto che la sensibilità che trovo in lui deriva da esperienze vissute e che alcuni suoi romanzi, su determinate cose, hanno qualcosa di autobiografico. Insomma, a me lui già piaceva ma ora di più, questa "scoperta" ha accresciuto il valore della sua scrittura ai miei occhi. Diverso, invece, è il caso di Martin Eden di Jack London che sto leggendo in contemporanea: anche qui alcune cose sono autobiografiche a quanto ho appreso leggendo la biografia a inizio libro, eppure non ha aggiunto proprio nulla forse perché quest'opera non mi sta ancora prendendo (e penso che non mi prenderà mai).

In linea generale, comunque, preferisco prima leggere l'opera e solo dopo la vita. Preferisco farmi una mia idea sul romanzo (o qualsiasi altro prodotto artistico) e, successivamente, ampliarla -se mi va- con commenti, biografia, prefazioni, ecc.. Ogni tanto, però, mi capita di leggere per prima cosa la biografia se è un libro scelto per un gruppo di lettura o se non conosco il periodo o l'autore.

Per quanto riguarda il discorso che faceva Davide, sono d'accordo. Spesso e volentieri quando leggiamo un libro non diamo lo stesso significato dell'autore. Leggere è di fatto una "interpretazione" e una "traduzione" perché rapportiamo ciò che leggiamo a quello che è il nostro vissuto, le nostre conoscenze, la nostra esperienza, i nostri schemi mentali. Pertanto, come ogni traduzione, si perde qualcosa strada facendo o si cambia qualcosa. E' normale, la traduzione non è mai precisa al 100%.

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.

Otello - William Shakespeare
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19/11/2020 12:50 #47059 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Cosa conta di un autore?
Credo che l'affermazione di Calvino sia da intendersi più in senso strettamente personale, anziché generale.

Calvino riteneva che la vita di un uomo non potesse essere riassunta in una mera successione cronologica di eventi datati. Una biografia - diceva - dovrebbe invece soffermarsi su quei momenti che solitamente passano inosservati e che costituiscono ciò che davvero più conta: ossia, la nostra vita interiore. In tal modo, basterebbe il racconto di pochi sprazzi di vita, anche isolati tra loro, per rivelare davvero chi siamo.

Alla luce di queste considerazioni risultano così condivisibili entrambe le posizioni: sia di chi rivendica l’indipendenza dello scritto, sia di chi ritiene utile approfondire la conoscenza del vissuto dell’autore.

Per quanto mi riguarda, tendenzialmente mi sentirei più vicino alla tesi espressa da davpal, ma devo ammettere che in taluni casi, senza l’ausilio di alcune note storico-biografiche e/o di un apparato critico, avrei fatto fatica a interpretare - anche in chiave puramente soggettiva - ciò che andavo leggendo. Perché purtroppo non sempre un'opera d'arte - e quindi anche un testo scritto - racchiude in sé tutti gli strumenti utili a decrittarla.

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19/11/2020 13:07 #47061 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic Cosa conta di un autore?
Vi chiedo una curiosità: alla luce di ciò che abbiamo detto ritenete che un'opera per essere considerata "grande" debba avere questo requisito di indipendenza che la fa vivere nel tempo come una creatura a sé, e che vive delle interpretazioni di chi la legge?
Oppure un'opera che è considerata importante alla luce della vita dell'autore, può essere anche più "grande"?

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

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