Martedì, 27 Gennaio 2026

Cosa conta di un autore?

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19/11/2020 14:32 #47076 da Tina
Risposta da Tina al topic Cosa conta di un autore?
Penso che a volte il lettore possa essere crudele nei confronti di uno scrittore, sono d'accordo sul fatto che sia l'opera ad avere un valore in sé... K. J. Rowling ormai è conosciuta ed etichettata come l'autrice di Harry Potter, ha voluto cimentarsi nella scrittura di un libro differente ed ha usato uno pseudonimo perché voleva essere apprezzata per la sua nuova opera e non per la sua fama.
Edwina Marlow, autrice di romanzi gotici e romantici, era un uomo: Tom E. Huff. Chi avrebbe mai potuto attribuire romanzi rosa ad un uomo?
Amantine Dupin ha scritto i suoi libri sotto lo pseudonimo di George Sand: un uomo aveva più possibilità di essere preso in considerazione e pubblicare le sue opere.
A volte, il conoscere un autore porta il lettore a pregiudicare i suoi scritti.
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19/11/2020 20:02 #47148 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Cosa conta di un autore?

Margarethe ha scritto: Vi chiedo una curiosità: alla luce di ciò che abbiamo detto ritenete che un'opera per essere considerata "grande" debba avere questo requisito di indipendenza che la fa vivere nel tempo come una creatura a sé, e che vive delle interpretazioni di chi la legge?
Oppure un'opera che è considerata importante alla luce della vita dell'autore, può essere anche più "grande"?


Secondo me le opere davvero "grandi" sono quelle che prescindono dalla vita dell'autore per abbracciare temi universali, validi in ogni epoca. E' stato fatto l'esempio di Omero, ma penso anche a Shakespeare della cui vita si sa ben poco (alcuni azzardano addirittura che fosse italiano).
Il collegamento opera-autore può senz'altro risultare interessante in alcuni casi e fornire una determinata chiave di lettura (ma ripeto, secondo me, non l'unica possibile). Ma non ritengo che sia un criterio per stabilire la "grandezza" di un'opera.

Per concludere, un esempio di frequente, ma a mio parere errato, collegamento opera-vita dell'autore, è quello di Leopardi. Quanto spesso, scherzosamente o meno, si interpreta (sminuisce) il contenuto delle sue opere alla luce delle sue condizioni di vita, salute ecc. !
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19/11/2020 20:30 #47156 da Vanessa
Risposta da Vanessa al topic Cosa conta di un autore?

Tina ha scritto: A volte, il conoscere un autore porta il lettore a pregiudicare i suoi scritti.


Sono d'accordo con quello che scrive Tina, effettivamente a volte conoscere la vita di un autore ci porta a interpretare l'intero libro in funzione della sua vita. Io per questo cerco di leggere la vita sempre dopo aver letto il libro, quando leggo autori nuovi. Penso ad esempio ad Isabella Allende che come lei stessa dice scrive romanzi attingendo spesso dalla sua vita, alla fine poi non è così necessariamente per tutti gli scrittori? Ogni scrittore dovrà prendere qualcosa, sensazioni emozioni vissute o non arriverebbero al lettore. Ma allo stesso tempo un romanzo è anche frutto dell'invenzione. Quindi conoscere la vita dell'autore può essere bello per capire alcuni aspetti dell'opera secondo me, però senza avere la presunzione di spiegarne l'intero contenuto

"Non può essere ch’io abbia tanta felicità, dopo tanto dolore. È un sogno; un sogno di quelli che ho fatto spesso, di notte, immaginandomi di stringerla ancora una volta sul mio cuore, come faccio ora; credendo di baciarla e sentendo che mi amava e che non mi avrebbe lasciato mai."
Jane Eyre
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20/11/2020 11:14 #47212 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Cosa conta di un autore?

Novel67 ha scritto: Credo che l'affermazione di Calvino sia da intendersi più in senso strettamente personale, anziché generale.

Calvino riteneva che la vita di un uomo non potesse essere riassunta in una mera successione cronologica di eventi datati. Una biografia - diceva - dovrebbe invece soffermarsi su quei momenti che solitamente passano inosservati e che costituiscono ciò che davvero più conta: ossia, la nostra vita interiore. In tal modo, basterebbe il racconto di pochi sprazzi di vita, anche isolati tra loro, per rivelare davvero chi siamo.

Alla luce di queste considerazioni risultano così condivisibili entrambe le posizioni: sia di chi rivendica l’indipendenza dello scritto, sia di chi ritiene utile approfondire la conoscenza del vissuto dell’autore.

Per quanto mi riguarda, tendenzialmente mi sentirei più vicino alla tesi espressa da davpal, ma devo ammettere che in taluni casi, senza l’ausilio di alcune note storico-biografiche e/o di un apparato critico, avrei fatto fatica a interpretare - anche in chiave puramente soggettiva - ciò che andavo leggendo. Perché purtroppo non sempre un'opera d'arte - e quindi anche un testo scritto - racchiude in sé tutti gli strumenti utili a decrittarla.


Quando ti leggo, tutte le tessere della mia povera testa vanno a posto, è un vero piacere. Ovviamente sono d'accordissimo! Peccato che non abbiamo più proseguito le letture condivise sugli italiani del novecento.

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)
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20/11/2020 11:24 #47218 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic Cosa conta di un autore?

Scusate le interferenze... ma in qualche modo dobbiamo rendere il gioco più frizzante :silly:

Sto leggendo Le città invisibili: se vuoi, ti puoi unire anche tu a me.
Credo che la citazione di Calvino abbia un senso politico.
Cosa ve ne sembra?

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20/11/2020 11:33 #47220 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Cosa conta di un autore?
@ Margarethe

Credo di essere stata l'ispiratrice di questa discussione avendo tirato in ballo una critica abbastanza forte e come dice Mattia P, "fuori dal coro" sui I Miserabili, e ovviamente sul suo autore. Li sull'ultima tappa ho espresso poi la mia opinione sugli autori, le biografie di loro, la critica e la fortuna letteraria. Ho scritto anche a grosse linee cosa penso dell'opera d'arte, quando essa è, e come la scollego assolutamente dalla biografia dello scrittore.
Tuttavia, sono assolutamente d'accordo con Navel 67.
Per quanto riguarda la domanda di Margarethe su ciò che viene comunemente considerata un'opera d'arte o no, su chi è un artista o no, su cosa vuol dire essere un'artista, sia esso in letteratura, sia esso in pittura, sia esso in tutti i campi dell'arte.
La risposta, secondo m, non si può dare qui, perché il farlo vorrebbe dire comporre un lungo e serio discorso, che bisogna saper fare, senza essere prolissi.
Io nella mia vita, amante della letteratura, della pittura, della musica, dei monumenti, della bellezza in genere, mi sono chiesta cosa vuol dire essere un'artista, cioè la differenza fra un artista e un buon artigiano. Mi sono anche data delle risposte avvalendomi anche di saggi sull'argomento. Non cito qui i nomi di questi critici d'arte. Non mi pare il caso, e non esprimo neppure la definizione che io do per definire un soggetto artista o buon artigiano.
Se qualcuno, magari uscito da lauree come lettere moderne o classiche, o artistiche ha voglia di rispondere a un quesito così elaborato come quello di Margarethe, sarò anch'io contenta di leggerlo.

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
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20/11/2020 12:25 - 20/11/2020 12:28 #47235 da Federico
Risposta da Federico al topic Cosa conta di un autore?
Io credo che entrambe le scuole di pensiero precedentemente esposte siano valide.
L'opera d'arte deve essere apprezzabile per quello che è e per quello che riesce a far emergere a chi la fruisce, indipendentemente dall'autore. Questo credo sia il prerequisito fondamentale, senza di esso non si può parlare di opera d'arte.
Vi sono opere che vivono solo di sé stesse, i cui autori ci sono completamente oscuri, basti pensare a tutte quelle il cui autore è anonimo (ad esempio Le Mille e una notte) o di quantomento incerta attribuzione (Omero, Shakespeare), o di quelli della cui vita si sa poco o niente (tantissimi i casi, basta andare indietro nel tempo), che ancora oggi riescono a parlarci e a insegnarci cose di noi stessi.
Però, se si vuole contestualizzare l'opera non solo nel tempo ma per cosa essa abbia rappresentato per l'autore, o come mai l'autore abbia fatto ciò che ha fatto, allora conoscerne la biografia è fondamentale. Anzi, è una delle maggiori innovazioni della critica (non solo letteraria) contemporanea: sempre più spesso si cerca di spiegare lo stile e i soggetti di un autore attraverso la sua vicenda personale.
Faccio un esempio che riguarda la storia dell'arte: Artemisia Gentileschi.
La Gentileschi è stata riscoperta in questi ultimi anni, ed ora è considerata la più brava pittrice rinascimentale. Le sue opere possono essere apprezzate per quello che sono, senza il bisogno di conoscerne la vita.
Però, alcuni critici e storici dell'arte, hanno iniziato ad andare a fondo alle sue opere, notando un filo conduttore: le donne dei suoi dipinti sono forti, spesso infrangono la prospettiva con delle dimensioni maggiori di quelle che dovrebbero avere e a volte "dominano" gli uomini che hanno accanto.
Ora, andando a ricercare la vita dell'artista, gli storici hanno scoperto che Artemisia è stata violentata da uno dei suoi maestri di pittura, che ha denunciato l'accaduto e che nel processo ha dovuto fortemente combattere per farsi ascoltare, continuando a ripetere "è vero, è vero" perché non veniva creduta.
Le sue opere, alla luce di questo fatto, assumono tutto un altro significato: le donne dei suoi dipinti ci portano un messaggio estremamente moderno, "le donne sono forti e si possono e devono vendicare dei soprusi. Siamo pronte a combattere le ingiustizie", sembra ora dirci.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza conoscere la sua vita.

Al contrario, a volte il conoscere la vita di un autore ci porta ad avere pregiudizi nei confronti delle sue opere: Ezra Pound e D'annunzio simpatizzavano col fascismo, alcuni non leggeranno mai Montanelli, a causa della vicenda della sposa-bambina, altri non vogliono più ascoltare una canzone di Michael Jackson, dopo il controverso documentario sulla sua pedofilia. E gli esempi di questo tipo non si contano.

Tutta sta pappardella, per dire che una soluzione non c'è, ma forse non vi è nemmeno un problema: è semplicemente un fatto di prospettiva.
Ultima Modifica 20/11/2020 12:28 da Federico.

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20/11/2020 14:05 #47253 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic Cosa conta di un autore?

Federico ha scritto: Tutta sta pappardella, per dire che una soluzione non c'è, ma forse non vi è nemmeno un problema: è semplicemente un fatto di prospettiva.


Grazie Federico, il tuo messaggio è molto interessante e completo. Riguardo ad Artemisia Gentileschi, mi piacevano già molto i suoi dipinti, poi quest'anno ho letto il romanzo di Susan Vreeland ispirato alla sua vita ("La passione di Artemisia") che mi ha portata ad approfondire ancor più la sua biografia, ed è proprio uno di quei casi in cui osservare un'opera consapevoli del vissuto dell'artista fa emozionare ancor più ed ispira le persone, dà il coraggio di vivere in un certo modo.

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

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21/11/2020 10:23 #47442 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Cosa conta di un autore?
@ Federico, dei pittori e della loro vita potremmo parlarne all'infinito. La loro vita si intreccia indissolubilmente con le loro opere.
Artemisia Gentileschi ne è una prova lampante. Molto "caravaggesca" la sua splendida pittura, e molto forte. Lei ha dimostrato che pur essendo una donna, figlia comunque di un pittore, mi par di ricordare, si possono avere delle qualità che solitamente sono appartenute all'epoca, ai soli uomini. Talento artistico, indole artistica, grande pittrice riscoperta solo da una decina di anni.
Non ho letto la sua biografia, anche se ho saputo della sua subita violenza ad opera di un amico del padre, mi pare. Grande pittrice.
Grazie per averci riprodotto il quadro, così ogni tanto lo posso rivedere. Io l'ho messo come mio avatar in qualche sito.
Riguardo a Shakespeare di cui l'origine è stata messa in discussione da un certo .........italo canadese, di cui non mi ricordo il nome, che però la posso trovare, ( la ricerca era stata fatta da mio marito a seguito di un articolo sul Corriere della Sera, di una decina di anni fa) e pare che dietro il nome d'arte di Shakespeare, ci sia il nome di John Florio.

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Avatar di guidocx84 guidocx84 - 24/01/2026 - 18:09

Grande Pierbusa!!! Ciao! ;)

Avatar di Bibi Bibi - 24/01/2026 - 10:43

Ciao Pietruzzo! Che bello risentirti!

Avatar di pierbusa pierbusa - 22/01/2026 - 18:06

E visto che ci sono un bacione a tutti i vecchi amici del club. :)

Avatar di Benny Antonini Benny Antonini - 20/01/2026 - 18:27

Buonasera a tutti. Sono Benny e voglio presentarmi a questa bella Comunità di cui ho apprezzato la passione per la lettura e l'impegno per il "sapere", non come curiosità, ma come arricchimento.

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 19/01/2026 - 17:18

Ciao Alessandro, fai riferimento alle informazioni che trovi nella sezione del GdL di Napoli. Facci sapere. ;)

Avatar di Alessandro643 Alessandro643 - 19/01/2026 - 11:50

Ciao, sono nuovo! Volevo chiedere quando fare incontro di lettura a Napoli :)

Avatar di Stefania1980 Stefania1980 - 18/01/2026 - 19:47

Buonasera mi sono appena unita al gruppo. Spero di partecipare presto agli incontri

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 17/01/2026 - 11:54

Scalpo Fluente, con Mattia.P avevamo comunque deciso di leggerli entrambi e condividere una doppia moderazione, quindi se aspetti un po', con Le armi ci organizziamo per una lettura condivisa!

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 17/01/2026 - 11:49

Ciao DarkMiryam! ;)

Avatar di DarkMiryam DarkMiryam - 12/01/2026 - 18:03

Ciao a tutti era da un sacco di tempo che non passavo da queste parti :D Un saluto freddoloso (ma mai frettoloso) dai campi della pianura padana!

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