Ho finito "Lettera di una sconosciuta" di Zweig (incredibilmente in originale), che sarà il prossimo libro del mese del gruppo dei Letturati.
Ho letto i vostri commenti (Beatrice, Graziella e Lorenzo) e sono molto contento di averlo fatto, perché mi hanno chiarito molte cose che avevo già notato ma che nella mia mente erano ancora "nebulose".
Concordo con Beatrice quando dice che la storia non riguarda un amore, ma piuttosto un'ossessione. Anche io sono di questa idea. E non perché sia giovane o non abbia mai amato o non concepisca un amore non corrisposto, ma perché a mio avviso la sconosciuta non fa sostanzialmente nulla per instaurare una relazione amorosa. Prima di tutto, come pure dice Beatrice, non conosce davvero l'uomo in questione; la sua è pura idealizzazione. In secondo luogo, la protagonista non "rischia" mai: non esprime mai i propri sentimenti perché pensa di sapere già tutto (che lui la respingerà, che lui la odierà ecc.). Ma allora questo non è amore, ma solo forse l'idea di un amore che può diventare la colonna portante di una vita solo di una persona disturbata.
A questo proposito, faccio notare anche il rapporto "malato" con il figlio, che per lei non è altro che una immagine del padre e un mezzo per amarlo. Boh forse in passato la storia raccontata da Zweig poteva essere concepita come espressione di un amore, ma adesso i tempi mi sembrano cambiati.
Concordo però anche moltissimo con Graziella quando fa notare l'autocompiacimento della protagonista, che a mio avviso diventa perfino crudeltà, quando alla fine della lettera lei comunica che non gli avrebbe svelato la propria identità. Così il destinatario sarebbe per sempre vissuto nella consapevolezza della possibilità di un amore sconfinato, senza mai sapere da dove esso provenisse.
Quando la protagonista ripete ossessivamente "non ti accuso", in effetti non fa altro che accusarlo. Credo che la figura retorica si chiami preterizione. Mi ricorda il discorso di Marco Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare.
Mi sono piaciuti anche i vari paradossi sparsi nella lettera, come l'amante più sincera trattata letteralmente come prostituta.
Nel complesso, il libro mi è piaciuto, anche se non l'ho trovato eccezionale. Avevo qualche timore per l'incontro di sabato, perché non sapevo bene di che parlare, ma i vostri commenti mi hanno aiutato molto a ragionare