Eccomi a pagina 25 del sesto libro della mia lista, Tre ciotole di Michela Murgia.
Con le verdure il problema era minimo, dovevo solo stare attenta a non introdurre nello stomaco qualcosa che ci sarebbe rimasto troppo tempo. Scartai i vegetali a digestione lunga e da li iniziai il nuovo corso. Mi alzavo la mattina, cuocevo un pugno di riso bianco o nero e ci riempivo una ciotola. Poi saltavo il pollo o il pesce bianco in padella in pezzi piccoli da un solo boccone e li mettevo nella seconda ciotola. Infine preparavo qualche verdura cruda o cotta ben tagliata e la mettevo nella terza ciotola. Le sistemavo sul vassoio di bambù in una sorta di composizione simmetrica e poi le infilavo dentro il forno, fuori dalla vista. Solo allora facevo colazione e iniziavo a lavorare.
In questo passaggio di
Tre ciotole, Michela Murgia trasforma un gesto quotidiano — preparare da mangiare — in un rituale di rinascita. Le tre ciotole di riso, carne e verdure non sono solo un pasto ordinato, ma un modo di rimettere ordine dentro di sé, di dare forma a un equilibrio fragile tra corpo e mente.
C’è in quelle righe una calma quasi zen, ma anche una tensione profonda: cucinare diventa un atto di controllo su un mondo che sta sfuggendo. Nascondere il cibo nel forno, “fuori dalla vista”, è come mettere da parte il dolore per riuscire a respirare ancora e ritornare in contatto con se stessi. Conoscersi.
Con una scrittura sobria e intima, Murgia racconta la crisi non come frattura, ma come gesto di cura. Un modo per riscoprirsi come non mai. Le sue parole scendono in profondità, senza mai cercare l’effetto o la commozione facile. In ogni racconto si percepisce la ricerca di un modo nuovo di stare al mondo, più essenziale e più vero.
Tre ciotole è un libro che invita a rallentare, a guardare il quotidiano come spazio di significato. Non consola, ma accompagna; non spiega, ma accende domande. E quando si chiude l’ultima pagina, resta la sensazione che anche noi, come lei, potremmo iniziare un “nuovo corso” — magari proprio da tre ciotole.
Buona giornata a tutti