Giovedì, 16 Aprile 2026

Sorprese letterarie (Novembre 2025)

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07/11/2025 07:52 #72553 da mulaky
Risposta da mulaky al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Buongiorno! Io recupero più tardi, nel frattempo…

il libro di oggi è il numero 6, pagina 25!

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.

Otello - William Shakespeare

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07/11/2025 09:20 #72558 da mulaky
Risposta da mulaky al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Rieccomi a recuperare! Il libro di ieri era L'isola di Arturo di Elsa Morante e la pagina 122 c'è qualcuno che dice alla signora Gerace, novella sposa, che c'è un mistero in famiglia e che il castello è frequentato da fantasmi, ché il fantasma di un antenato misogino fa festee e invita ragazzi e ragazzetti morti nel fiore degli anni e sono tutte anime dannate.
Non c'è granché in questa pagina, purtroppo, e il libro non l'ho ancora letto.


Il libro di oggi è, invece, Il libro di Miss Buncle e la pagina 25 corrisponde al terzo capitolo del romanzo. Anche in questa pagina non accade nulla di che, ma è scritta in modo da farmi ricordare un po' la verve frizzante di Jane Austen e un po' l'ironia di Edith Wharton (quando non è #maiunagioia). Comunque, siamo nella camera da letto di Mrs Greensleaves, bella donna che apprezza le cose belle e vedova da un po' di anni, e le viene portata la colazione dalla cameriera. Tutto, dal vassoio alle lenzuola, è stato scelto accuratamente perché la donna è convinta che queste cose esprimano la sua personalità, compreso lo specchio sistemato in modo che lei possa vedersi mentre fa colazione. Ha ricevuto delle lettere, tra cui bollette che non sa come pagare e una affettuosa della sua cara amica Iris, che le fa del gossip su un tizio, tale Ernest Hathaway, che pare essere un uomo di successo che si è arricchito in modo illecito... ma è un buon partito e credo che voglia appiopparlo alla figlia 

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.

Otello - William Shakespeare

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07/11/2025 11:36 #72561 da Raffaella. D.
Risposta da Raffaella. D. al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Eccomi a pagina 25 del sesto libro della mia lista, Tre ciotole di Michela Murgia. 

Con le verdure il problema era minimo, dovevo solo stare attenta a non introdurre nello stomaco qualcosa che ci sarebbe rimasto troppo tempo. Scartai i vegetali a digestione lunga e da li iniziai il nuovo corso. Mi alzavo la mattina, cuocevo un pugno di riso bianco o nero e ci riempivo una ciotola. Poi saltavo il pollo o il pesce bianco in padella in pezzi piccoli da un solo boccone e li mettevo nella seconda ciotola. Infine preparavo qualche verdura cruda o cotta ben tagliata e la mettevo nella terza ciotola. Le sistemavo sul vassoio di bambù in una sorta di composizione simmetrica e poi le infilavo dentro il forno, fuori dalla vista. Solo allora facevo colazione e iniziavo a lavorare.

In questo passaggio di Tre ciotole, Michela Murgia trasforma un gesto quotidiano — preparare da mangiare — in un rituale di rinascita. Le tre ciotole di riso, carne e verdure non sono solo un pasto ordinato, ma un modo di rimettere ordine dentro di sé, di dare forma a un equilibrio fragile tra corpo e mente.
C’è in quelle righe una calma quasi zen, ma anche una tensione profonda: cucinare diventa un atto di controllo su un mondo che sta sfuggendo. Nascondere il cibo nel forno, “fuori dalla vista”, è come mettere da parte il dolore per riuscire a respirare ancora e ritornare in contatto con se stessi. Conoscersi.
Con una scrittura sobria e intima, Murgia racconta la crisi non come frattura, ma come gesto di cura. Un modo per riscoprirsi come non mai. Le sue parole scendono in profondità, senza mai cercare l’effetto o la commozione facile. In ogni racconto si percepisce la ricerca di un modo nuovo di stare al mondo, più essenziale e più vero.
Tre ciotole è un libro che invita a rallentare, a guardare il quotidiano come spazio di significato. Non consola, ma accompagna; non spiega, ma accende domande. E quando si chiude l’ultima pagina, resta la sensazione che anche noi, come lei, potremmo iniziare un “nuovo corso” — magari proprio da tre ciotole.

Buona giornata a tutti :) 
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07/11/2025 11:42 - 07/11/2025 11:44 #72562 da Scalpo fluente
Risposta da Scalpo fluente al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Buondì.
A pag. 25 del libro "Il compagno" di Cesare Pavese, il protagonista - che è anche il narratore - descrive il confuso ritorno a casa, sul far dell'alba, dopo una notte di bevute in compagnia.
Al suo braccio c'è una ragazza, Lilì, che però non è la donna che lui desidera. Discorrono un poco e lui (da maschietto giudicante e sessista) le chiede perchè trascorra certe notti "brave". Sembra quasi che le chieda perchè si butti via, non considerando che egli stesso vive in quel modo dissipato.
Le chiede: "E dormire?" e lei risponde, serafica: "Avrò tempo a dormire da vecchia".
Prima considerazione: eh sì, con il passar degli anni si scopre il bello del riposo, ma è anche appagante poter dire di essersi divertiti molto da giovani; in fondo il non aver rimpianti è la premessa giusta per una maturità serena.
Seconda considerazione: è da poco che riesco a leggere alcuni romanzi di Cesare Pavese, ad esempio anche "La bella estate", in cui le figure femminili vengono tratteggiate all'ombra di un larvato distacco, non proprio disprezzo, ma certo non con lo stesso metro con cui vengono raccontati gli uomini. Dico questo senza nulla togliere all'autore di quel capolavoro che è "La luna e i falò".
Susy

There is a crack, a crack in everything
That's how the light gets in. (Anthem, Leonard Cohen)
Ultima Modifica 07/11/2025 11:44 da Scalpo fluente.
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07/11/2025 12:27 #72563 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)

Buondì.
A pag. 25 del libro "Il compagno" di Cesare Pavese, il protagonista - che è anche il narratore - descrive il confuso ritorno a casa, sul far dell'alba, dopo una notte di bevute in compagnia.
Al suo braccio c'è una ragazza, Lilì, che però non è la donna che lui desidera. Discorrono un poco e lui (da maschietto giudicante e sessista) le chiede perchè trascorra certe notti "brave". Sembra quasi che le chieda perchè si butti via, non considerando che egli stesso vive in quel modo dissipato.
Le chiede: "E dormire?" e lei risponde, serafica: "Avrò tempo a dormire da vecchia".
Prima considerazione: eh sì, con il passar degli anni si scopre il bello del riposo, ma è anche appagante poter dire di essersi divertiti molto da giovani; in fondo il non aver rimpianti è la premessa giusta per una maturità serena.
Seconda considerazione: è da poco che riesco a leggere alcuni romanzi di Cesare Pavese, ad esempio anche "La bella estate", in cui le figure femminili vengono tratteggiate all'ombra di un larvato distacco, non proprio disprezzo, ma certo non con lo stesso metro con cui vengono raccontati gli uomini. Dico questo senza nulla togliere all'autore di quel capolavoro che è "La luna e i falò".
Susy

Leggemmo La casa in collina qui sul forum e a quel che ricordo io almeno alcune figure femminili corrispondevano alla tua impressione.
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07/11/2025 14:40 #72564 da Scalpo fluente
Risposta da Scalpo fluente al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)

<< L'unica che pare non abbia mai avuto bisogno di conforti fu la signora Schweigert, che in quel tempo andava spesso in casa Gruyten per visitare sua sorella e farle capire che << Il destino non ti può spezzare, può solo rafforzarti >>.
Questo è un brano da "Foto di gruppo con signora" di Heinrich Boll, pag.87.
Voglio interpretarlo in maniera positiva come incoraggiamento o magari potrei tentare un compromesso, dicendo che "Il destino non ti può spezzare però a volte dovrebbe darsi una calmata".

 
Scusate se cito me stessa, però ripensando alla frase della signora Schweigert sul destino che può solo rafforzare (era il primo libro che ho estratto), mi è venuto un certo nervosismo ed ho capito che quella frase mi ha fatto l'effetto madeleine, riportandomi indietro nel tempo. Ero una bimba e a volte mi facevo male, e una persona molto vicina a me invece di consolarmi diceva sempre "Ma pensa che c'è chi non ha una gamba o un braccio!"
Ovviamente ero piccola e nulla sapevo dell'empatia, dell'accogliere la sofferenza dell'altro. Sapevo solo che quei discorsi mi facevano strillare di più. 
Ora mi vien da ridere, perché penso da quali e quante piccole cose nascano, poi, le scelte importanti della vita e gli atteggiamenti nelle relazioni.
Vabbè, è  stata una parentesi autoreferenziale, ma questo gioco serve anche a questo, no?
Ciao 

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07/11/2025 20:45 #72569 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Il mio libro è "Il fuoco che ti porti dentro" di Franchini. 
P. 25 è emblematica. L'autore, estremamente critico verso la madre e la nonna racconta un episodio della sua infanzia. Egli era diventato amico di un altro bambino, Silvio; secondo il racconto della madre e della nonna, addirittura Franchini invocava il suo nome dal balcone. Loro lo prendono in giro in maniera crudele, quasi come se ritenessero quella invocazione un tradimento degli affetti familiari. 
"... è più o meno allora che comincio a sentire le due frasi che per tutta la nostra infanzia e adolescenza le due donne rivolgono a me e alle mie sorelle: 'Che t'adda dà, Silvio? La menna?'
La menna, le minne, il seno. Al posto di Silvio avrebbero poi messo qualunque altro nome la vita potesse proporci come affetto alternativo al possesso
".
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08/11/2025 01:26 - 08/11/2025 01:45 #72571 da lisa_96
Risposta da lisa_96 al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Recupero gli ultimi due libri in un unico commento:

-Il mio libro n. 7 è “La magia dei momenti no” di Alison Espach, libro letto per via dell’evento “Il maggio dei libri” a cui purtroppo non ho potuto partecipare all’ultimo. Libro che ho amato tantissimo, uno dei migliori che ho letto quest’anno per i miei gusti. A pagina 122 abbiamo principalmente un dialogo tra la protagonista, Phoebe, e Lila, la promessa sposa del romanzo e per strani ma azzeccatissimi incontri del destino sua nuova amica, sulle colazioni negli alberghi, dove il caffè è sempre cattivo, anche negli alberghi extra lusso come quello in cui si trovano. In mezzo al discorso però abbiamo anche l’inizio del pensiero di autodeterminazione della protagonista, che inizia qui a esplicitare la voglia di andare avanti con la propria vita, di sistemare e mettere in ordine ciò che va sistemato (vedesi seppellire il proprio gatto morto, cosa che per giorni non ha avuto il coraggio di fare) e affrontare il futuro, qualunque esso sia. 

-Il mio libro n 6 è “Intermezzo” di Sally Rooney. A pagina 22 abbiamo l’incontro tra Ivan, promettente ma ormai in declino giovane scacchista, e Margaret, curatrice/responsabile di un piccolo centro culturale/ricreativo dove si svolgono varie attività, tra cui questo incontro di scacchi dove Ivan viene invitato per giocare più partite in simultanea, mostrando le sue capacità tecniche. Ivan non appena la vede rimane folgorato da questa donna, un po’ più grande di lui. Avrà inizio una relazione che a mio parere è l’unica pura e sana narrata all’interno del romanzo, quando invece l’altro protagonista, il fratello maggiore di lui, darà sfogo a ogni genere di complicazione intrattenendo due relazioni con due donne diverse, per non parlare poi del rapporto tra i due fratelli, ma sopratutto Ivan, e la loro madre. Un bel racconto di come i legami famigliari siano più complessi di quello che vorremmo far pensare. 
Ultima Modifica 08/11/2025 01:45 da lisa_96.

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08/11/2025 09:18 #72573 da mulaky
Risposta da mulaky al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Buongiorno!
Il titolo di oggi è il libro n° 1 a pagina 67 

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.

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08/11/2025 09:49 #72574 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Sorprese letterarie (Novembre 2025)
Nel mio “The importance of being Earnest” in pdf non c’è p.67, quindi prendo in considerazione l’ultima pagina. 
ci sarebbe qui il momento della risoluzione di tutto l’intreccio, ma evito di trattarlo perché o è noto o è spoiler.
Riporto invece una frase emblematica dello spirito della commedia e del modo di scrivere di Wilde. 
Si ricerca il nome di uno zio militare ormai morto. Lady Bracknell (per me il miglior personaggio) lo ricorda così: 
“The General was essentially a man of peace, except in his domestic life”.
Si muove per paradossi successivi: 1) che un generale possa essere un uomo di pace; 2) che l’unico ambito in cui fa la guerra è quello domestico. 
La cosa a mio avviso ancora più impressionante è che con queste poche parole scherzose Wilde riesca a tratteggiare la figura di una persona che, almeno nella mia mente, assume contorni abbastanza precisi. 
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