Scusate il ritardo e l'essenzialita'...
La pagina 67 del mio libro nr. 1 (13 hours) narra dell'arrivo di un messaggio alla base militare, che informa i militari dell'imminente arrivo dell'ambasciatore e di un aumento del rischio di possibili attentati. Naturalmente non è indicato né come né quando avverrà questo attentato, quindi l'unica soluzione è quella di alzare il livello di allerta, di essere vigili e sperare che tutto vada per il meglio.
La pagina 87 del mio libro nr. 3 (la biblioteca dei morti) si parla della sceneggiatura di un film (credo) che tratta dell'incontro di cinque personaggi durante un attacco terroristico. La sceneggiatura non ha molto successo e viene valutata in questo modo:
TRAMA: debole; Dialoghi: orribili; personaggi: scarsamente elaborati; giudizio: respinta. Sicuramente non doveva essere un buon lavoro
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A pagina 25 del mio sesto libro (i cento libri) l'autore parla del libro "todo modo" di Sciscia (che non ho mai letto).
Nel libro avviene l'omicidio di un ospite illustre durante la recita del rosario e Sciascia nella seconda parte del libro nel descrivere le indagini, tratteggia l'alleanza tra il potere politico ed economico con quello della chiesa "come un affare di interessi reciproci, senza nessuna intesa sostanziale su valori e principi". L'autore (Dorfles) cita il Don Gaetano di Sciascia: "il secolo diciottesimo ci ha fatto perdere il senno, il ventesimo ce lo farà riguadagnare. Ma che dico, sarà finalmente la vittoria, il trionfo." E l'autore (Dorfles)aggiunge: "Gia' e non ha avuto il piacere di vedere gli esordi del ventunesimo".
A pagina 122 del mio settimo libro (misery) Annie commenta tre pagine dattiloscritte da Paul (credo facciano parte della stesura di un romanzo) e dice che non vanno bene e che è "misieresco" quasi da sembrare una caricatura. A questo punto sorge un dilemma: ma un autore deve scrivere per piacere o per "auto piacersi"?Mah, forse l'importante è vendere.
Buona domenica