Un po’ per caso, un po’ per scelta, mi sono ritrovato ad affrontare l’uno dopo l’altro gli scritti di alcuni esponenti della letteratura tedesca, finora a me sconosciuti: prima Schnitzler; poi Zweig; ora Roth. E in tutti e tre i casi, s’è trattato davvero di una felice scoperta, tanto che vorrei approfondire la conoscenza

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Joseph Roth - come gli altri già citati e come anche Musil, a me già noto, e Werfel, che leggerò prossimamente - è considerato uno dei cosiddetti cantori della
finis Austriae, ovvero della dissoluzione dell’Impero austro-ungarico che – in quanto erede del Sacro Romano Impero - aveva riunito popoli di origini disparate, di lingua, religione e tradizioni diverse.
Questa lenta dissoluzione, simboleggiata dalla morte dell’Imperatore Francesco Giuseppe ma già minacciata all’interno dal precedente insorgere dei vari movimenti nazionalistici, fu davvero un fatto epocale, di cui molti artisti (non solo letterari) ebbero immediatamente chiara percezione e che successivamente rievocarono ed espressero nelle loro opere con una sorta di rimpianto. Non era soltanto una questione politica, ma anche sociale e culturale: ogni certezza pareva scomparsa, e ci si trovava ad affrontare un futuro incerto con un sentimento di inquietudine misto a nostalgia per il passato.
Il peso falso, di Roth, è un romanzo breve che ha un inizio da fiaba
"C'era una volta nel distretto di Zlotogrod un verificatore dei pesi e delle misure che si chiamava Anselm Eibenschütz" ma che di fiabesco non ha poi nulla: né la trama, né l’ambientazione, né i personaggi. Un senso di desolazione, falsità, corruzione e disfacimento avvolge invece il protagonista, trascinandolo inevitabilmente verso l‘autodistruzione.
Lo stile di Roth è particolare: semplice, lineare, ma incisivo. Bastano pochi tratti a delineare clima, paesaggio e personaggi: ma puntando l’attenzione anche solamente su un particolare, l’autore riesce a lasciare sempre un’immagine profonda.
Insomma: una bella lettura, apparentemente poco impegnativa, ma rappresentativa di un’epoca e con risvolti - purtroppo - ancora molto attuali.