Finito!
Allora bellissima la trama, veramente coinvolgente... ma (c'è sempre un ma), parlando in caratteri generali per non anticipare nulla a nessuno (le considerazioni specifiche le trovate sul libro), sembra scritto da una vecchia. Avete presente quando chiedete al nonno di raccontarvi della guerra e lui parte da quando faceva le elementari? Ecco, la Morante fa così. Vi anticipa cosa sta per dire e poi vi aggiunge vitamortemiracoli, per esempio (invento): Arturo amava quella palla. Quella palla rossa con le striature gialle che al sole risplendono e al tramonto diventano rosse, l'aveva trovata il suo trisavolo quando ancora era piccolo e bla bla bla bla (per intere pagine). Ecco perchè Arturo amava quella palla.
L'inizio soprattutto è un degenero. Ma se superate quelle fasi incolumi la trama è di per sé molto bella, come per Vergogna il punto di vista dell'autore non si vede mai, è sempre Arturo che parla, un Arturo maturo certo ma con tutte le sue ingenuità. Non capisce molte cose che a un lettore arrivano subito e diciamo, che se tu riesci a immaginarti quanto segue sei perlomeno curioso di vedere se Arturo prima o poi lo scopre e lo capisce.
La trama di base secondo me è la gelosia dovuta alla mancanza della madre (l'ho scritto anche alla fine del libro). Ovvero manca quella figura nella vita di Arturo che ti adora e ti ama incondizionatamente (com'era il detto napoletano: ogni scarrafone è bello a mamma sua, scusate la trascrizione ma come sapete sono un po' lontana da Napoli). Ecco, ora io non so giudicare se sia davvero così per tutti, o se in realtà la figura materna amorosa sia davvero così indispensabile perchè la mia mamma è esattamente come Arturo se lo aspetta, qualsiasi cosa io faccia sono sempre l'amore della sua vita e la gioia dei suoi pensieri (fin troppo).
A chi lo mando ora?! Betty?
E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?
Dumas padre
"L'ecologia è la compresione delle conseguenze" Liet Kynes, Dune