Clody ha scritto: Sul discorso della mente androgina ho un'opinione ambivalente: da un lato mi è sembrato bello l'equilibrio di cui parla la Woolf e in alcuni punti mi ha ricordato Jung e i discorsi su Animus e Anima, rispettivamente l'archetipo femminile dell'uomo nella donna e viceversa. Tuttavia esprimo le stesse riserve sul fatto che un genio sia tale in quanto androgino, anche se non è un pensiero superficiale e potrebbe avere un fondo di verità.
Clody, è un vero piacere leggere i tuoi interventi, che si distinguono per capacità di comprensione e lucidità d'esposizione: brava davvero!
Quanto al rapporto tra androginia della mente e valore di un'opera letteraria, confermo le mie perplessità proponendo un esempio concreto.
Nel saggio, la Woolf cita un passo di
Jane Eyre al fine di dimostrare che quell'opera non può essere considerata all'altezza di
Orgoglio e Pregiudizio, perché la Bronte - a differenza della Austen - esprime talvolta, attraverso il suo personaggio, un rimpianto e un rancore personali per le opportunità che nella vita le sono state negate (viaggi, studi, esperienze ...).
Io però qui ho pensato ad
Orlando: anche in questo caso mi sembra che attraverso il personaggio l'autrice esprima talora il rammarico per la considerazione di cui gode la donna, in ambito sociale e culturale. Forse quel rammarico non è espresso in maniera diretta, ma è velato d'ironia o sarcasmo: però si nota.
Può dunque
Orlando, secondo il parametro utilizzato dalla Woolf, essere considerata un'opera letteraria "androgina"?
Insomma, quel perfetto equilibrio mentale tra maschile e femminile non solo mi pare difficilmente raggiungibile, ma è anche estremamente difficile individuarlo (che l'opera di Shakespeare e della Austen siano assolutamente perfette la Woolf lo dà per scontato, senza bisogno di ulteriori dimostrazioni).
Peraltro, come dice Emily, "ci sono momenti in cui ci serve più una parte e altri in cui ci è più utile l'altra": e personalmente, preferisco leggere un romanzo più o meno sbilanciato in un senso o nell'altro, piuttosto che un'opera magari perfetta, ma a rischio di risultare "asettica".
Claudia1221 ha scritto: Ho iniziato la lettura del saggio ma al momento è un ulteriore conferma del fatto che la Woolf non faccia per me... scrittura molto elaborata, poetica ma alla fine mi distraggo e perdo il punto
Continuo la lettura ma più come un obbligo che per piacere.
Posso suggerirti un metodo che ho sperimentato? Leggi tutto una prima volta velocemente, saltando quelle che sembrano digressioni o anche senza rispettare l'ordine dei capitoli (io ho seguito questa sequenza: 1-6-4-5-2-3

). Probabilmente riuscirai a focalizzare i punti salienti del diiscorso; poi ritorna sui tuoi passi e prova a rileggere: forse apprezzerai anche lo stile ...