SINOSSI

Una raccolta che esplora la "maledetta" città come fosse un rocchetto di inganno e sopravvivenza dove le ambizioni restano asfissiate e la realtà si svela cruda. Attraverso tre momenti, la poesia diventa tentativo di evasione oltre l'apparenza. Una danza tra luce e ombra per scoprire i segreti nascosti dietro gli angoli delle periferie interiori.

RECENSIONE

L'autrice arriva all'esordio con una raccolta che sa il fatto suo. Le ottanta poesie di Piccola biografia di periferie attraversano tre momenti — Sentieri liminali, Ordalia, Lux orta est iusto — disegnando una mappa emotiva e urbana dove la periferia non è mai solo sfondo, ma condizione esistenziale. La voce è nervosa, a tratti brusca e appesantita, ma con una sintassi che non si lascia addomesticare. Linda Miante non abbellisce il disagio, suo e (soprattutto) degli altri: lo ascolta, e questo fa tutta la differenza. Si sente un'autrice che ha camminato davvero per quei luoghi prima di scriverli. Le periferie liguri, ma anche le proprie. La luce, quando arriva, non è regalata, è poca e quindi sempre guadagnata, e per questo convince. Certo, qualche poesia perde tensione nel mezzo della raccolta, e si avverte ogni tanto il rischio di restare troppo in superficie proprio dove il testo chiamerebbe più profondità, ma sono incertezze fisiologiche di un primo libro, scritto probabilmente in momenti molto lontani tra loro e quindi più che mai vissuto, non costruito a tavolino. Un debutto solido, da tenere d'occhio.

[RECENSIONE A CURA DI FABIOFRANZONI89]

Autore Linda Miante
Editore De Ferrari
Pagine 74
Anno edizione 2024
ISBN-10(13) 9788855037501
Prezzo di copertina 13,90 €
Prezzo e-book 8,99 €
Categoria Altri generi