Lunedì, 02 Febbraio 2026

"I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij

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14/02/2019 08:44 - 14/02/2019 08:48 #39980 da Anna96
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Buongiorno Graziella, effettivamente più vado avanti e più penso che bisognerebbe saperne di più della vita di Dostoevskij per capirne tutto il senso del libro (cosa che mi riprometto di fare a lettura ultimata)...

Comunicazione si tratta sicuramente di un opera molto filosofica.
Confesso di aver fatto un po' fatica con la parabola del Grande Inquisitore, anche perchè dopo averla letta non ero sicura per nulla di averne capito il senso. Ho cercato su internet, e anche così non mi sono chiarita completamente le idee: secondo quello che ho letto Ivan (e quindi Dostoevskij) vorrebbe fare una critica alla Chiesa e al suo modo di gestire il rapporto con i fedeli (li "incatena" con la prospettiva della vita eterna che si può raggiungere solo attraverso la fedeltà alla Chiesa). Il Grande Inquisitore dice che i miracoli riconosciuti dalla Chiesa servono a stringere ancora di più quedte catene , ma non riesco a capire quale sia la differenza tra i miracoli in questione e quelli compiuti da Gesù. Tu hai qualche idea? Purtroppo adesso non ho moltissimo tempo, magari stasera ti riporto alcune parti del testo che mi hanno lasciata più perplessa!

Io sono arrivata al racconto della vita dello stasets Zosima
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Ultima Modifica 14/02/2019 08:48 da Anna96.

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15/02/2019 09:52 #39986 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Io ho da poco superato quella pagina. Sono alla prima pagina della parte terza.
Il discorso del Grande inquisitorie è una critica alla Chiesa Cattolica Romana. L'inquisitore non vuole che la gente comune abbia la libertà penso di arbitrio. Trova che questa libertà rende schiavi e non liberi. Critica a Cristo il suo amore per la verità e la sua venuta sulla terra che ha portato parole di amore e di fratellanza. Proprio perché ho fatto sempre fatica anch'io a capire questa parte, sto rileggendo per la terza volta questo romanzo. E magari potremmo far intervenire qualcun altro nella discussione. Intendo qualcuno del club.
Per quanto riguarda
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, qui l'autore parla come in Delitto e Castigo, dei delitti commessi e non confessati che poi rodono dentro a tal punto da doverli confessare a qualcuno. I delitti di Dostoevskij non lasciano in pace l'esecutore, richiedono sempre prima o poi una confessione, tanto è grave il suo peso. Ci sentiamo questa sera, rileggerò ancora la parte del Grande Inquisitore.

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)

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15/02/2019 13:12 - 15/02/2019 13:34 #39989 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
In un altro mio vecchio post che troverai in Internet aprendo la pagina "Dostoevskij e il parricidio", Club del libro del 2017 con il nome Miriam avevo segnalato un piccolo saggio di Freud del 1927 Vol. X dell'opera omnia, intitolato "Dostoevskij e il parricidio". Sulla stessa pagina trovi elencato un piccolo volumetto di pagine 38 editore Castelvecchi 2017 che ha come titolo "Dostoevskij e l'uccisione del padre" che altro non è che il piccolo saggio di Freud, lo vende IBS a € 6,38. E' molto semplice da leggere e comprensibilissimo; te lo consiglio. In quanto alla biografia dell'autore, credo possa bastare quella schematica che appare in ogni romanzo dell'autore.
Ci sentiamo se vorrai e potrai questa sera. Se oggi pomeriggio riesco a rileggere il pezzo del Grande Inquisitore, magari mi viene in mente altro.
Ciao

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)
Ultima Modifica 15/02/2019 13:34 da Graziella.

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16/02/2019 13:45 #39992 da Anna96
Risposta da Anna96 al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Ne ho riletto alcune parti, ma questa spiegazione che ho trovato su internet forse è stata la più chiarificatrice, perché, a differenza di altri siti che ho guardato, spiega la leggenda del Grande Inquisitore con parole e concetti semplici: www.iltimone.org/news-timone/dostoevskij...rande-inquisitore-d/
Da un'altra parte ho letto che deve essere attribuito molto valore al fatto che questo racconto si trovi praticamente al centro del libro (fatto che non può essere considerato una casualità) e che quindi probabilmente Dostoveskij si identificava con il pensiero di Ivan se non con il personaggio stesso.

Comunque la domanda che a me è sorta spontanea è stata: Gesù nel deserto si rifiuta di trasformare i sassi in pane, in nome della libertà ( « Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». ) però poi in un altro contesto lui moltiplicò i pesci e trasformò l'acqua in vino. Qual è la differenza? Anche i miracoli che lui compie all'inizio della leggenda del Grande Inquisitore ( resuscita una bambina e fa tornare la vista ad un cieco): secondo me sono capaci di limitare la libertà delle persone e spingerle ad una fede che non è non effettivamente tale, ma dettata solo da ciò che hanno visto (e allora non si parla più appunto di fede) rendendoli schiavi del volere della Chiesa.

Nel frattempo sono andata un po' avanti, ma non moltissimo
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Il fatto che questo libro fosse concepito solo come l'introduzione ad un'opera più ampia mi ha colpita! In effetti non avevo capito il senso della premessa dell'autore all'inizio del romanzo

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17/02/2019 11:54 - 17/02/2019 12:01 #39999 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Grazie Anna, ho letto le tre pagine che mi hai indicato, sono sicuramente chiarificatrici. Nel deserto Gesù non vuole il potere che gli offre Satana e in quella occasione rifiuta il potere assoluto in cambio della sua anima. Secondo me Cristo va nel deserto per rendersi pronto a quello che gli aspetta, morire sulla croce. Lui non ha bisogno davanti a Satana di compiere dei miracoli, che invece compirà in abbondanza fra la gente. Ma questo che ho detto non c'entra nulla con il Grande Inquisitore del romanzo di cui dobbiamo parlare.

Per quel poco che ne so Cristo promette agli umili la felicità nel cielo, non terrestre, invece il Grande Inquisitore promette agli uomini la felicità in terrà, attraverso il perdono dei peccati e quindi per questo motivo sembra che la Chiesa sia in contraddizione con la predicazione del Cristo. Almeno io questo ho letto e questo ho capito. Io vorrei darti anche un'altra interpretazione dell'animo travagliato tra peccato e redenzione di Dostoevskij ed è questo che gli rimprovera Freud, dato per certo, che non ci sono dubbi secondo Freud della grandezza del romanzo:

"il più grandioso che sia mai scritto, l'episodio del Grande Inquisitore, è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile"

Sempre secondo Freud:
Dostoevskij non è riuscito a diventare un maestro e un liberatore dell'umanità essendosi associato ai suoi carcerieri" ....."Probabilmente si può dimostrare che fu la sua nevrosi a condannarlo a questo fallimento. La profondità della sua intelligenza e l'intensità del suo amore per gli uomini gli avrebbero aperta la strada a un'esistenza diversa, degna di un apostolo dell'umanità" (Dostoevskij e il parricidio)

Hai scritto:Anche i miracoli che lui compie all'inizio della leggenda del Grande Inquisitore ( resuscita una bambina e fa tornare la vista ad un cieco): secondo me sono capaci di limitare la libertà delle persone e spingerle ad una fede che non è non effettivamente tale, ma dettata solo da ciò che hanno visto (e allora non si parla più appunto di fede) rendendoli schiavi del volere della Chiesa.

Tu pensi questo?
Io non so dico la verità non so cosa pensare sull'argomento. Forse se li guardiamo sotto l'aspetto di una prova (come una carta d'identità) che il Santo deve far vedere per essere creduto e seguito, forse questi miracoli sono necessari. Qui poi si parla delle persone primitive.
Però pensa alla dieci piaghe che Dio a dovuto mandare al Faraone per convincerlo che doveva lasciar partire dall'Egitto il popolo d'Israele.

Certo La leggenda del Grande Inquisitore resta un'accusa, di Dostoevskij, secondo me, alla chiesa di cattolica.

Ti ringrazio ancora, senza la condivisione, almeno per quanto mi riguarda, avrei combinato poco, nonostante abbia letto direi quasi tutto di questo autore.
Sì, è vero, D. avrebbe voluto continuare questo romanzo con le storie di Alesa, io invece preferisco così, cioè il romanzo come è.

Sono alcune pagine più indietro di te, oggi magari vado un po' più avanti. Metto da parte il VI libro della Recherche, fra quindici giorni avrò finito.

Buona domenica, spero che tu la passerai non a leggere.B) B) B)

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Ultima Modifica 17/02/2019 12:01 da Graziella.

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17/02/2019 20:11 #40004 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Ho finito tutto libro VII su Alesa che si conclude con Cana di Galilea, secondo me si collega molto con la parte del Grande Inquisitore, infatti qui nelle nozze di Cana, viene ribadito che Gesù trasforma acqua in vino "Chi ama gli uomini, ama anche la loro gioia"Parole dello Starets che Alesa ricorda mentre ascolta la lettura del Vangelo durante la veglia funebre.
Devi scusarmi ma purtroppo non conosco il Vangelo, essendomi fermata per religione al così detto "Vecchio testamento" . A livello raziocinante però, e da quello che leggo, mi pare che questo miracolo sia il primo e abbia un significato simbolico forte.
"Non a un dolore, bensì a una gioia partecipo Cristo quando compì il suo primo miracolo: favorì gli uomini nella gioia....."
Anche su "Cana di Galilea" secondo me dobbiamo riflettere.
Ciao. :dry:

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19/02/2019 16:47 #40023 da Anna96
Risposta da Anna96 al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Ciao, sono andata abbastanza avanti questi giorni, sono circa a pagina 700, perché la storia mi ha coinvolta tantissimo.

Anche io ho notato il riferimento al miracolo del vino e probabilmente Dostoevskij lo ha inserito proprio per prevenire le obiezioni come le mie...

Il libro di Freud spero di recuperarlo dopo aver finito il libro perché mi sembra molto interessante (anche se ad un analisi superficiale del personaggio di Fedor Karamazov non mi è difficile capire perché i figli lo disprezzassero tanto :P )
È evidente che il desiderio di uccidere il padre in questo caso specifico non nasce solo dalla necessità di emanciparsi da esso, ma anche dal fatto che il padre facesse di tutto per rendersi odioso.

A fine lettura avrò sicuramente un quadro più completo, però per ora non mi sento di dire che sia Alesa il vero protagonista del romanzo, anzi tutt'altro, mi sembra molto più focalizzato su Dimitrij. È vero che il titolo è "i Fratelli Karamazov" ma dall'introduzione mi sembrava di capire che il vero protagonista dovesse essere Alesa!

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20/02/2019 00:49 #40030 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Brava Anna. Ti ammiro! Che avevi "stoffa" lo avevo pensato quando abbiamo letto assieme uno o due libri di Kazuo Ishiguro: Su 800 pagine sono a 400 ancora su Mitja; "Nel buio". Ora visto che sei ben avanti ti seguo, metto da parte Proust (intanto sono a buon punto) e mi tuffo nel romanzo russo, veramente avvincente.
Ieri, in treno, fra i pendolari ho fatto una chiacchierata con un ragazzo sui 25 anni, aveva in mano i Karamazov nell'edizione Adelphi, quella che in copertina ha un uomo in giacca nera e un fiore rosso all'occhiello. Mi ha detto che in quell'edizione c'è anche il piccolo saggio di Freud.
Continuo a pensare che i quattro fratelli siano quattro lati di un prisma, quattro aspetti di un possibile " Io." Oppure rappresentano come dicevo, l'impulsività in Dmitrij, l'intellettualità in Ivan, la bontà e l'empatia nei confronti degli altri in Alesa, la falsità e la meschinità in Smerdjakov.

Non mi hai detto nulla però sulle "Nozze di Cana" secondo il Vangelo, qui a casa mia ho un Vangelo in latino che è di mio marito, ma ovviamente non sono in grado di leggerlo, eppoi io credo che essendo come una parabola, andrebbe interpretato.
Dimenticavo:
Mi sono molto divertita quando Dmitrij, sempre alla ricerca dei 3000 rubli va nella foresta in cerca di quel tale che dovrebbe comprare il bosco del padre. Il tipo è completamente ubriaco e lo è ancora il mattino dopo.
Ciao:) :) :) alla prossima.

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21/02/2019 19:26 #40046 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "I Fratelli Karamazov" di Fëdor Dostoevskij
Oggi sono arrivata al capitolo della deposizione dei testimoni, mancano ancora 280 pagine alla fine. Vedo che però ormai tu sei partita per la Cina. Li non ti posso raggiungere.
Questa ultima parte è bellissima, il protagonista è sempre Dmitrij con tutta la sua passionalità, istintività e ingenuità.
Attenzione: Spoiler!

Però in tutte le pagine dell'interrogatorio corre un filo intenso che rivela al lettore come doveva essere l'onore di un uomo e a quali vergogne doveva sottomettersi un ufficiale.
E anche qui si ripete la stessa situazione di "Delitto e castigo"in cui c'è un intelligente ispettore che con pazienza e discorsi riesce a far confessare a Raskolnikov il suo delitto.
In ogni suo romanzo, Dostoevskij ripete seppur sfumati i suoi personaggi. In ogni suo romanzo c'è un assassino o mascalzone, un uomo mite, e donne un po' "pazze" diremmo oggi, ma io dico donne tipicamente russe, passionali.
Ed è tutto questo che lui racconta con mirabile maestria e conoscenza dell'animo umano, che mi induce a rileggere ogni tanto i suoi romanzi, oggi poi più che mai.
Ciao.

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22/02/2019 17:54 #40053 da Graziella
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Poco prima di essere arrestato Mitja fa un bellissimo sogno che sembra riparatore. Infatti si sveglia sente nel suo cuore una crescente commozione mai provata prima e sente che ha voglia di fare qualcosa per tutti.
Attenzione: Spoiler!


"E ora capisco che quelli come me hanno bisogno di un colpo, un colpo del destino, che li afferri al laccio e li sottometta con una forza estrema. Mai, mai mi sarei risollevato da solo! Ma si è udito il tuono. Prendo su di me il tormento dell'accusa e del disonore generale: voglio soffrire e con la sofferenza purificarmi!"

Grusen'ka gli promette, durante l'addio che lo seguirà ovunque: verrò con te per sempre, Ovunque ti destinino. Addio uomo che ti sei perduto senza colpa!"

Qui si ripete come in "Delitto e castigo", la donna salvifica che per amore segue il suo uomo anche in Siberia.

Questo sono le eroine di Dostoevskij!

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