Ho finito di leggere questo romanzo e il mio giudizio è ottimo! Nonostante la sua mole,
Il quadrato dei sette si legge velocemente tanto è avvincente; bello anche lo stile dell'autrice. La storia non è minimamente banale e si regge su continue indagini e ricerca di indizi, che portano il lettore a cercare di unire tra loro i pezzi, ma poi tutto viene ribaltato continuamente con colpi di scena e altre scoperte. Il lettore è catturato dallo svolgersi degli eventi, la trama è letteralmente un rompicapo e ci saranno storie nelle storie. I temi su cui il romanzo ci porta a riflettere sono sicuramente: la cupidigia, la famiglia, la verità e la menzogna, la violenza e gli abusi, il bene e il male, ma anche se il fine giustifichi i mezzi, la condizione della donna a quel tempo e quella di vantaggio dei ricchi, l'amore, la giustizia, la moralità umana.
Il titolo del romanzo fa riferimento a un gioco fatto con le carte, precisamente a una lettura cartomantica con le classiche carte da gioco (quelle da scala quaranta, per intenderci). Il libro è diviso in parti, ognuna di esse è relativa a una lettura di carte fatta a un personaggio del romanzo e ogni parte è divisa in 21 capitoli, che vengono introdotti da una carta di questa lettura e dalla sua spiegazione.
I lettori si accorgeranno ben presto che, da un certo punto in poi, ci saranno due stili di scrittura differenti. Per me, inizialmente, è stata una nota stonata perché non ne capivo la ragione. Fidatevi e continuate fino alla fine. Bellissima anche l'ambientazione, sembra di stare davvero lì con loro, in epoca georgiana!
Purtroppo non posso dire nulla della trama perché inevitabilmente farei un sacco di spoiler o darei indizi fuorvianti. Posso, però, dire che i personaggi più importanti sono ben caratterizzati ma si scoprono man mano, non è una cosa immediata. Probabilmente, come me, vi troverete a simpatizzare con chi prima, in qualche modo, vi ricordava un po' quel viscido di Uriah Heep (
David Copperfield) e, poi, sposterete questa etichetta su un altro personaggio.
Non ho parole per il finale se non che è sconvolgente e inaspettato, secondo me non ci arriverà mai nessuno
A livello di esplosione di sinapsi (in senso positivo

) per un romanzo-rompicapo, lo stesso effetto me l'ha fatto
Le sette morti di Evelyn Hardcastle. Comunque, mi è piaciuto così tanto da voler leggere tutti gli altri romanzi di questa autrice!