Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.
Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
fregola di opinioni -ecco quel che gli piace.
In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.
Preferiscono i frutti
dell’albero traviato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in fondo ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – certe frasi
segnate con l’unghia o la matita.
E’ spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesce a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.
Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola libero nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
va alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.
Wislawa Szimborska
*
Bene ragazzi, questa poesia mi ha fatto proprio ridere. La nostra cara Wislawa prende in giro la poesia, la lettura e l'audacia del pensare e così facendo ci invita a stare attenti perché l'anima nuda è una faccenda molto più trasgressiva del corpo nudo. Di doppiosenso in doppiosenso la nostra amabile poetessa ci ammonisce a (non) lasciarci corrompere dai piaceri delle parole, a non palpeggiare...i temi scabrosi, perchè è spaventoso con quale facilità l'intelletto riesca a fecondare un altro intelletto.
Pornografica, quindi, è l'attività del pensiero. I loschi figuri che si abbandonano a tali piaceri si riuniscono in convegni osceni,(tipo i nostri gruppi di lettura
) e assumono "
posizioni sconosciute perfino al Kamasutra".
Terribile questa gente: i poeti, i pensatori, i lettori.
La nostra amabile Wislawa, poetessa non lirica ma sempre ironica, ci svela un'atroce (bellissima) verità: i veri maniaci, i veri individui pericolosi non sono quelli che si denudano il corpo ma quelli che si scoprono a vicenda i cervelli e le idee, insomma in fondo siamo noi i veri diversi.
Dedico questa composizione della poetessa premio Nobel del 1986 a tutti quelli che non leggono poesie, sperando che anche loro si dedichino prima o poi a questa pratica oscena.
Susy