Venerdì, 23 Agosto 2019

Febbraio 2016 - La casa delle belle addormentate

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29/02/2016 08:56 #51 da roby_landi
Ok, ho finalmente letto il libro! Non ci sono modi per descriverlo e credo sia davvero un capolavoro. La prosa e lo stile dell'autore sono incredibilmente eleganti e raffinati, non credevo si potessero fare certe descrizioni senza cadere minimamente nella volgarità! La prima ragazza sembra davvero essere accarezzata unicamente dalle parole! Per quanto riguarda i temi affrontati ci sarebbe davvero tanto da dire, sebbene nulla sembra essere presentato con chiarezza. L'approcciarsi della vecchiaia e l'abbandono della gioventù è ovviamente la tematica dominante affrontata mediante un incredibile viaggio introspettivo del protagonista. Lui che sin dall'inizio si dice essere diverso dagli altri vecchi perché "potenzialmente pericoloso per le giovani" inizia forse per caso a far visita alla casa, però poi si reca li sempre più di frequente (gli intervalli di tempo tra i vari incontri vanno infatti diminuendo) e le belle addormentate rievocano in lui ricordi di tempi passati, facendogli così intraprendere un viaggio nella sua psiche, portandolo ad essere forse proprio come quei vecchi da cui lui vuole tanto differenziarsi. La sessualità del protagonista tramite questo viaggio è come se giungesse al suo declino nell'ultimo capitolo con ciò che succede alla ragazza bruna, infatti mentre nei primi due capitoli sembra ardente ed è rappresentata (almeno secondo me) dal mare mosso, negli ultimi due capitoli si placa col giungere dell'inverno fino a scomparire forse del tutto. Trovo anche significativo che alla fine le ragazze sono due e che quella che inizialmente può sembrarci più viva perché ha il cuore che batte più velocemente, suda, è più giovane e scura lascia posto all'altra candida e forse simbolo di un amore che non può più essere fisico. C'è anche il tema della repressione del desiderio e forse è proprio questo, insieme all'invidia per la gioventù, che porta il protagonista a desiderare di far del male alle giovani. Ho visto la signora della casa come qualcuno che mette sempre fine all'idillio creato dalle parole dell'autore ricordando la bassezza di un posto del genere ("di ragazza ce n'è sempre una altra no?" Ho avuto i brividi...). Incredibile come nella casa si uniscano le tematiche della morte e della sacralità (data forse dalla verginità delle ragazze). Per quanto riguarda la droga ce ne sono che fanno di questi effetti, basta pensare ai farmaci utilizzati per anestetizzare i pazienti per gli interventi chirurgici e dato l'uso che ne fanno non mi sorprende la morte dell'ultima ragazza. Comunque non credo muoiano tutte... Poi chissà XD
È un racconto stupendo a mio parere, sebbene sempre accompagnato da una grande malinconia per gli anni inesorabilmente trascorsi e il desiderio di non arrendersi allo scorrere del tempo, che ahimè prima o poi ci raggiunge comunque.
Ringraziano per il messaggio: bibbagood, pitupitumpa

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01/03/2016 11:44 #52 da tiziana4

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01/03/2016 17:44 #53 da guidocx84

La prosa e lo stile dell'autore sono incredibilmente eleganti e raffinati, non credevo si potessero fare certe descrizioni senza cadere minimamente nella volgarità!

È un racconto stupendo a mio parere, sebbene sempre accompagnato da una grande malinconia per gli anni inesorabilmente trascorsi e il desiderio di non arrendersi allo scorrere del tempo, che ahimè prima o poi ci raggiunge comunque.


Roby un'analisi ineccepibile nella quale mi ritrovo in tutto e per tutto. Non saprei spiegare meglio di quanto hai fatto te questo libro ad uno che non lo ha letto! Hai espresso effettivamente in modo chiaro tutto ciò con cui ci si scontra durante la lettura del racconto. E' stato bello leggerlo con voi e discuterne.

Interessantissimo anche lo spunto di Tiziana. Approfondiamo spesso la lettura del Libro del Mese con la visione dei film ad esso ispirati ed è stranissimo che in questo articolo non si faccia riferimento al racconto di Kawabata.

Dimenticate la definizione di "partner alla pari" come soluzione al problema, la questione su cui riflettere è il grande potere che l'immaginario collettivo maschile giapponese assegna alla donna, in grado di stimolare e sedurre un uomo semplicemente attraverso il suo candido sonno e motivarlo alla vita, al lavoro e soprattutto all'amore.

Un'altra chiave di lettura che calza a pennello e che forse meriterebbe di essere approfondita. Qui si parla di una visione della donna del tutto diversa da quella "occidentale" (basti pensare a romanzi come "Cinquanta sfumature di grigio").
Mi sembra che l'approccio occidentale sia un po' fine a sé stesso, ovvero orientato unicamente a provocare piacere/eccitazione nella lettura.
L'approccio orientale, o almeno il tipo di racconto che abbiamo letto qui, attiva invece tanti ragionamenti che con il mondo dell'"erotico" non hanno niente a che vedere.
E secondo me questo aspetto è premiante e decisivo nel momento in cui uno decidesse di intraprendere un certo genere di lettura. Poi, ovviamente, dipende anche da cosa si cerca dal libro... :laugh: :laugh:

"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere." Gustave Flaubert
Ringraziano per il messaggio: roby_landi

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01/03/2016 19:36 #54 da roby_landi
Guido, la citazione che hai estratto dall'articolo di Tiziana è davvero esplicativa! Inoltre concordo appieno con lo spunto che hai dato: la cultura occidentale odierna diventa sempre più incentrata sulla ricerca di piaceri immediati e raramente durevoli (e questo non solo nella letteratura,che quindi diventa... Vuota?), portando poi in questo modo a cercarne altri maggiori. Sembra un po' che si sia persa quella che è la capacità di osservare e ragionare, quasi il mondo occidentale fosse spaventato di intraprendere un viaggio introspettivo. Non voglio pensare che le persone siano incapaci di riflettere su loro stesse bada, però sorge spontaneo chiedersi se si ha davvero paura di ciò che può essere trovato alla fine di un simile viaggio o se non lo si intraprende per pigrizia :unsure:
Ad ogni modo le due culture sono partite probabilmente con visioni e valori già completamente diversi, quindi magari è solo quello, ad ogni modo il modo in cui sta evolvendo la nostra (a mio parere) è un po' più triste forse proprio perché più vuota. :dry:
Mi piace molto il potenziale della donna che è in grado di far riflettere, maturare e cambiare l'uomo, anche solo osservandola ;)

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01/03/2016 19:44 #55 da roby_landi
Comunque credo guarderò il film a cui si faceva riferimento nell'articolo: while the women are sleeping. Inoltre appena avrò del tempo leggerò anche il romanzo " memoria delle mie puttane tristi" che pare sia ispirato al romanzo di Kawabata, non conosco la trama, ma mi incuriosisce cosa il racconto che abbiamo letto abbia ispirato in un altro scrittore ;)
vedremo cosa ne esce :pinch:

wow questa prima lettura insieme è stata un successo! :)

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02/03/2016 20:13 #56 da Blue
Letto “La casa delle belle addormentate”, concordo con roby_landi in merito alla raffinata eleganza dello stile di Kawabata e al parallelo tra la sessualità del protagonista e le stagioni. Detto questo, la cosa che mi ha colpito di più è la solitudine del protagonista, che sembra averlo accompagnato durante tutta la sua vita, almeno così traspare dai rapporti con le sue varie donne, amanti, figlie, madre, moglie. Rapporti che emergono dalla memoria grazie alla contemplazione delle ragazze addormentate e danno il via ad un viaggio interiore che dà ad Eguchi sensazioni così forti che non riesce a smettere. Comprende così il sentimento dei vecchi che frequentano la casa, da cui ripete spesso di essere diverso. Nel finale l’atmosfera onirica che pervade il racconto viene bruscamente interrotta e il protagonista, come il lettore del resto, viene riportato alla realtà. Credo che Kawabata con la morte della ragazza bruna abbia voluto mettere Eguchi davanti all’inesorabilità della morte, mentre con la frase "di ragazza ce n'è sempre una altra no?" riporta la casa e le ragazze alla loro effettiva dimensione rispettivamente di postribolo e di feticcio.
Tempo fa ho letto anche “Memoria delle mie puttane tristi”, che ho scoperto ispirato da questo racconto di Kawabata :P , le due opere hanno sicuramente un filo conduttore comune, come la solitudine dei protagonisti, ma anche uno stile ben distinto che si ravvisa tra l’altro nel finale diverso di Márquez.
E’ comunque un racconto che al di la del gusto personale offre molti spunti di riflessione come si vede dalle interessanti discussioni che sono nate.

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03/03/2016 07:47 #57 da pitupitumpa
Ciao a tutti! Anche per me è la prima lettura in questo club del libro e, come molti di voi hanno già detto, quasi sicuramente non l'avrei affrontata se non mi fossi unita al vostro gruppo.
Dire che questo libro mi è piaciuto è un po' eccessivo, così come dire che non è stato assolutamente di mio gradimento. Sicuramente è stata una lettura impegnativa (credevo di liquidare le 90 pagine nel giro di breve e invece ho impiegato diverso tempo), probabilmente proprio per gli spunti di riflessione che offre ai lettori e che meritano quindi una meditazione.
Per me i capitoli più illuminanti per comprendere il libro (e anche quelli che mi sono piaciuti di più in realtà) per sono stati il secondo e il già citato terzo capitolo. Nel secondo Eguchi ancora si interroga sulle ragioni che possono spingere un anziano e lui stesso a entrare in quella casa, dove "la purezza delle ragazze rispecchiava inversamente la bruttezza dei vecchi". Il passaggio che più mi ha colpito, alla luce anche delle riflessioni che sorgono nel corso della lettura e da molti di voi poste in evidenza in merito ai rapporti decisamente claudicanti con le donne della sua vita (moglie, figlie e amanti varie), è che proprio lì dove la sua vecchiaia viene ben evidenziata dal confronto coi giovani corpi delle belle addormentate, proprio lì dove Eguchi si rende conto che più tanto giovane non è e il tempo per recuperare qualcosa nella sua vita è scarso, lì lui cerca dei rapporti più profondi di quelli solitamente tenuti nella casa e pare non accettare il sonno delle fanciulle, farebbe di tutto per svegliarle, non vuole accettare le regole di quel posto segreto. Tant'è vero che quando la ragazza parla nel sonno il vecchio Eguchi ha un moto di speranza, vuole che lei continui a parlare, anche se si rende conto che le sue parole sono causate da un sogno che sta facendo sulla madre, cerca di immaginare la sua vita, vorrebbe sapere di più. Tant'è che nel finale chiede alla padrona di poter restare fino al risveglio della ragazza

"Posso stare qui fino a quando si sveglia?" "Che dice! Qui da noi non si usa!" si agitò la donna. "Per quanta familiarità possa avere nessun cliente lo fa" "Ma è tanto una brava ragazza" "Non è meglio mettere da parte il sentimentalismo e contentarsi semplicemente di essere stati in compagnia di una ragazza addormentata? La ragazza ignora d aver riposato con lei e così non ci potranno essere mai complicazioni." "Ma io la ricorderò. Anche se la incontrassi per strada..." "No! Avrebbe magari intenzione di fermarla? Voglia astenersene. Sarebbe una crudeltà non le pare?"

Parrebbe quasi paradossale no? Ma forse rientra tutto nella "ricerca del perduto irreversibilmente", un po' come la giovinezza...
In seguito Eguchi credo che trovi il suo modo di creare un rapporto con le ragazze, semplicemente abbandonandosi ai suoi ricordi e accettandole per le "tabulae rasae" che sono: giovani belle, vergini, dalla pelle bianca, bianca come un foglio di carta su cui ci si può scrivere la storia che ciascuno preferisce.
Nel terzo capitolo le riflessioni continuano fino a un passaggio per me veramente cruciale: i vecchi, si rende conto Eguchi, non andavano nella casa solo per il terrore della morte che si avvicina o la tristezza della gioventù perduta, ma, come altri prima hanno già citato, per trovare i loro Buddha personali, le ragazze addormentate, a cui confessare e chiedere perdono in silenzio delle proprie immoralità.

Stingendosi al petto le nude bellezze, versavano fredde lacrime, si abbandonavano al pianto e quand'anche urlassero, le ragazze non sapevano nulla, non si svegliavano neppure. I vecchi così non dovevano provare vergogna e umiliazione. Si pentivano e si rattristavano in completa libertà.

Per questo la casa delle belle addormentate è diverso da un comune bordello: c'è uno spazio per l'interiorità e l'introspezione difficilmente ravvisabile in posti dove è il solo piacere sessuale l'esigenza primaria. Concordo quindi con chi in precedenza ha detto che le esigenze dei frequentatori di questi due posti differiscono palesemente.
Il finale mi ha spiazzato: diversamente dal resto del libro è stato rapidissimo, gli eventi si sono susseguiti in modo incalzante, spiazzando e lasciando sia Eguchi che noi lettori nuovamente soli con profonde riflessioni questa volta però senza le belle addormentate a farci compagnia.
è stato interessantissimo leggere i vostri commenti, alcuni sono stati veramente uno spunto molto stimolante per approfondire la lettura. Chiedo scusa se non sono riuscita a citare passaggio per passaggio le persone che avevano fatto riflessioni simili alle mie, ma purtroppo essendo nuova faccio fatica a ricordare i vostri nomi (prossima volta me li segno mentre leggo :P )

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03/03/2016 17:34 #58 da tiziana4
Sì scusate ho postato il link senza scrivere niente perchè ero un po' di fretta :silly: comunque è strano che non abbia citato il libro di Kawabata visto che il film fa riferimento alla cultura Giapponese... Forse nel film la figura maschile osserva la ragazza per motivi diversi però restano delle somiglianze. Per togliermi ogni dubbio lo guarderò B)

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04/03/2016 21:11 #59 da guidocx84

Chiedo scusa se non sono riuscita a citare passaggio per passaggio le persone che avevano fatto riflessioni simili alle mie, ma purtroppo essendo nuova faccio fatica a ricordare i vostri nomi (prossima volta me li segno mentre leggo :P )


Pitupitumpa non preoccuparti per i nomi, è normale! Meno male esistono i nickname! Quando ci incontriamo per il raduno nazionale è divertente... la gente ci prende per grulli! "Ciao pitupitumpa, io sono guidocx84 e lui è porthosearamis!" "Ciao! Piacere! E sticazzi84 dove è?" :laugh: :laugh: :laugh: :laugh:

Comunque, a parte gli scherzi, il tuo è stato un battesimo di fuoco, subito con un libro molto particolare ma devo dire che effettivamente ha dato moltissimi spunti di riflessione e ciò che dici a riguardo della differenza tra un comune bordello e la casa delle belle addormentate, di fatto racchiude l'essenza del racconto. Un libro che apparentemente, per come si presenta, fa dubitare ma che, una volta superato il primo momento di diffidenza, alla fine ha qualcosa da regalare al lettore.

Tiziana quando hai visto il film torna qui a commentarlo se ti va. Sono curioso di sapere se è simile al libro ;)

Grazie!!

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Come libro del mese di settembre, qualche libro di amos oz?

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Buongiorno a tutti :P ! Appena iscritta...devo ancora capire come funziona....ma...credo sia molto interessante! :) Spero di poter condividere delle buone letture! A presto!Ketty

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Ciao! Io sono Claudia e mi piacerebbe leggere in vostra compagnia lol

Avatar di Bibi Bibi - 07/08/2019 - 10:08

Non abbiamo ancora proposte per il mese di Settembre?!?! :O :O :O Gente, fatevi avanti! ;)

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Quale gruppo Giovanna? Quale città? Grazie ;)

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