Ho letto anche io questo romanzo (uno dei miei buoni propositi di quest'anno è tenermi in pari con i libri del mese) C'è da dire che di questa storia, già conoscevo abbastanza ed ero incuriosita di avere qualche approfondimento. La mia curiosità non è stata appagata. Il punto di vista è esterno, lo stile è frettoloso, ed è anche contraddittorio. Dai media, ero convintissima, che Franca (la protagonista) fosse ferma e decisa sul NO, nel romanzo, invece, la cosa non è ben delineata. Anzi a tratti sembra che anche lei si rassegni al suo destino, come quello di tante. Ho apprezzato anche che nel racconto, ci siano stracci di altre storie (anche se, volendole approfondire, non ho trovato nulla)
La Favola finale, è stata carina. Ma un di più che non ha aggiunto nulla
In sostanza non è una lettura che sconsiglierei del tutto. C'è una pagina che mi è piaciuta particolarmente.
"“Il dolore del tuo corpo non esiste, nessuno ne parla.
Niente ci fu.
Invece noi preferiremmo stare con te. Vorremmo farti compagnia nella stanzuccia dove il tuo corpo è stato marchiato, dove è stata segnata una traccia che non potrà mai più essere rimossa. Adesso tu fai parte di noi, le donne rapite, stuprate (chiamiamoci tutte Franca Viola perché di te rimarrà il nome, mentre di noi è rimasto solo il silenzio).
Il male, la malattia, lo stupro e il ratto, hanno investito il tuo corpo e tu ti vergogni di essere stata messa a nudo, di essere stata penetrata, di non “essere più te stessa, di essere stata degradata, ridotta a preda, ad animale di conquista.
Ti diranno: niente ci fu e tua madre t’insegnerà a dimenticare, a fare finta di niente.
Le nostre madri, anch’esse con i corpi marchiati.
Niente ci fu.
Imparerai ad ingoiare il male, a fare finta che non abbia mai attraversato il tuo corpo e intanto questo, il male, ti corroderà dall’interno. Se poi a tua figlia, Dio non voglia, succederà la stessa cosa, ripeterai come tua madre, niente ci fu.
Niente ci fu.”
Tutto può essere distante. Ma niente irraggiungibile.