Buon pomeriggio!
Come promesso, anche io mi sono aggiunta alla lettura di James e ho letto i primi quattro capitoli. Sullo stile del nostro
ammeregano naturalizzato inglese c'è poco da dire, la scrittura è senz'altro di un altro livello (ecco perché ho problemi a leggere i contemporanei, li trovo sempre "poveri"), ma in alcuni punti le descrizioni risultano un po' troppe rispetto alla trama che è poco ingranata, almeno fino a ora. Niente che disturbi la lettura, comunque, fa piacere leggere qualcosa di più eloquente (per usare le stesse parole di Francis).
Non ho capito chi diavolo sia questo Jeffrey Aspern che il nostro protagonista vede praticamente come un Dio, ma sono curiosa di leggere un suo scritto tanto per capire perché venga visto come sommo Vate... spero che James metta una poesia o qualcosa del genere così potrò farmi la mia idea. Al momento, penso che il protagonista sia spostato di testa perché credo che ci debba essere un limite morale a ciò che un essere umano possa fare per impossessarsi di qualcosa (e qui rispondo alla domanda di Guido: nessuna persona vivente o non vivente, potrei però andare oltre solo per del cibo, possibilmente squisito, perché le persone vanno e vengono, ma la fame resta

).
Il giardino non sono riuscita ad immaginarlo, ma la vita di queste due donne sì... per me sono segregate in casa, vivono in una bolla tutta loro, spiano dalla finestra come vecchie comari, sono lontane dal mondo ma evidentemente almeno la donna anziana è informata su ciò che accade. Perché abbiano scelto questa vita è tutto da scoprire, così come è da capire se questo carteggio esista o meno perché, non so, io ho dei dubbi!
Ritornando a James, non mi piace come parla delle donne e lo spazio che riserva a loro nel racconto, praticamente pochissimo e fatto solo di film mentali del narratore. Questa cosa l'avevo riscontrata anni fa in "Daisy Miller"... comunque spero di sbagliarmi e che questa somiglianza sia solo apparente perché a me piace avere il punto di vista anche degli altri personaggi, in modo da potermi fare una idea su di loro.