Mi è successa una cosa crudele... la mia edizione interrompe il racconto al capitolo ottavo! Un momento di tensione incredibile! E nell'introduzione, la curatrice si riferisce all'edizione integrale della storia, per cui ho saputo come va a finire da lì! Non ho parole... che esperienza deludente.

Non per colpa di James, ovviamente.
Mi sono talmente indisposta che riconsegnerò il libro in biblioteca senza leggermi anche "Giro di vite", che pure mi attirava. lo cercherò in un'altra edizione e possibilmente con un altro traduttore, che dopo aver letto qualche brano in inglese e aver confrontato la resa, non so, ci sono rimasta male.
Insomma ci sono rimasta male in generale.
Il carteggio Aspern, uno dei racconti lunghi più conosciuti e acclamati di James, è basato su un aneddoto che James ascoltò riguardo a un discepolo di Shelley che provò a impossessarsi di alcune lettere di valore scritte dal poeta alla sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, la quale le custodì finché visse. La novella dimostra l'abilità dell'autore di generare suspense nel lettore, senza dimenticare di portare avanti l'intreccio della storia e l'evolversi dei suoi personaggi.
Nell'introduzione alla mia edizione c'era (almeno quella!) la storia al completo, a quanto pare James ha attinto a piene mani, l'episodio è praticamente identico, anche nella storia vera questo studioso, che si chiamava Silsbee, e si sospettava che la signorina possedesse lettere sia di Shelley che di Byron. Divenne affittuario di zia e nipote per impossessarsene, ma non gli andò bene. James venne ossessionato da questa storia e la reinterpretò, ambientandola a Venezia invece che a Firenze (dove si svolsero i fatti originali) e "avvicinando" maggiormente a sé i personaggi, che da inglesi divennero americani (anche se americani molto "europeizzati", come James appunto).