Iniziato anche io!
È il primo libro che leggo di Buzzati e… WOW!
Mi piace molto il suo stile: chiaro, lineare, bilanciato (descrizioni delle ambientazioni non eccessive che ricostruiscono il contesto facendoci provare le sensazioni del protagonista e ci catapultano in viaggio con lui), pulito e in alcuni frammenti (ad esempio il colloquio tra Giovanni e il suo superiore poco dopo l’arrivo alla fortezza) anche ironico!
Bellissima la tua riflessione Roby! Il mix di emozioni che descrivi in relazione a scelte importanti sarà capitato a tutti almeno una volta.
A me ad esempio è capitato quando ho cambiato lavoro l’ultima volta, quattro anni fa. Da un lato l’eccitazione per un cambio di vita lavorativa abbastanza importante dato che ho cambiato tipo di lavoro, azienda e settore. Allo stesso tempo la paura, l’ansia di non essere in grado e di abbandonare la mia comfort zone. I primi mesi mi svegliavo alle 4 di notte e rimuginavo. Adoravo lavorare in aeroporto e l’ho fatto per 8 anni. Però negli ultimi due anni non stavo crescendo, non avevo più stimoli e facevo cose che non mi piacevano. I primi anni andavo a lavoro con gioia. Negli ultimi tempi la vivevo male ed ero frustrato.
Nonostante questo, ho impiegato qualche mese a decidere. Ho fatto molte analisi di vantaggi e svantaggi, ho parlato con tante persone.
Ricordo che alla fine mi convinsi dopo aver letto “Il vicolo cieco” di Seth Godin e dopo che mia moglie se ne uscì con una frase storica che mi è rimasta scolpita in testa da quanto era vera (mi conosce bene
). Mi disse: “Ami l’idea di lavorare in aeroporto più del tuo lavoro in aeroporto”. Questo mi sbloccò e mi buttai perché alla fine dobbiamo buttarci e decidere. L’aeroporto avrebbe potuto essere la mia Fortezza Bastiani. Lo è stato per due anni circa su otto. E due anni nel computo generale di una vita non sono pochissimi…