Anche io sto leggendo il racconto e, come avete scritto nei commenti precedenti, sono sconcertato da quanto possa risultare contemporaneo un libro uscito alla fine del XIX secolo...
Tuttavia se pensiamo che in Italia ad esempio il delitto d'onore e il matrimonio riparatore sono stati aboliti solo nel 1981, quasi cent'anni dopo il libro di Tolstoj e solo poco più di quarant'anni fa, ci facciamo un'idea della situazione.
L'idea di un delitto di violenza sessuale che viene annullato se la vittima decide di sposare il suo carnefice, salvando la faccia alla famiglia, è aberrante. Mette tutto il peso della situazione sulla donna, che ha anche subito un crimine... Da brividi.
Vorrei ricordare la figura di Franca Viola, che nel 1965 (a 17 anni e col supporto della famiglia) rifiutò di sposare l'uomo che aveva abusato di lei in un clima (la Sicilia del dopoguerra) ancora tanto rurale e antiquato). Una donna che non ha avuto certo una vita facile, dopo aver preso la sua giustissima decisione, e che ha aperto la strada ai cambiamenti sociali che poi hanno portato a una considerazione nuova (cambiamenti ancora non completi, purtroppo).
Oggi, il secolo XXI, quando una manciata di uomini bigotti ancora vorrebbe vietare il diritto di una donna di abortire e di gestire per suo conto il proprio corpo.
La lettura di questo libro mi fa arrabbiare.
Ho superato da poco la metà del libro e mi ritrovo con tutti i vostri commenti. Incredibile che sia stato scritto alla fine del diciannovesimo secolo!
Non so se capita anche a voi ma quando un libro scritto molti anni fa tratta temi ancora attuali, mi capita di pensare: "Era avanti l'autore o siamo molto indietro noi?"
Vorrei ringraziare anche io Susy per aver condiviso con noi un po' di informazioni sul contesto storico e sociale russo del tempo in cui è stato scritto il libro.
Il mio primo approccio con Tolstoj sta andando bene, anche se come ha scritto Francis a tratti il libro fa davvero arrabbiare...
Non ho ascoltato la sonata a Kreutzer di Beethoven Davide. Dovrei?
Quanto avete detto qualche post fa sul modo di fare i genitori e sui giudizi delle persone, lo condivido ed effettivamente lo noto frequentando coppie di amici con figli. Secondo me se i giudizi arrivano da persone di generazioni precedenti, non c'è da stupirsi. Ogni generazione generalmente vede nelle generazioni successive alle sue un peggioramento. Stupisce invece che talvolta questi giudizi arrivino da coetanei che magari non hanno neanche mai provato l'esperienza della genitorialità. Anche a me sinceramente è capitato di non condividere qualche atteggiamento o scelta di coppie di amici con i propri figli ma generalmente preferisco tenere per me queste osservazioni perché, non avendo figli, alla fine penso: ma che ne posso sapere io?
Comunque Davide grazie per questa proposta perché è un Libro del Mese pieno di spunti di riflessione ed è un piacere leggere i vostri commenti e approfondimenti.
Per chi ha letto altro di Tolstoj chiedo: quanto è diversa questa opera dalle altre sue opere più lette?