Non smetterò mai di dire che si apprezza una cosa solo quando la si sta perdendo, e Veronika comincia ad aver voglia di vivere solo quando sa che presto la morte verrà a prendersela. Ma quanta forza ci vuole per decidere di morire? Quando sento di storie suicide, penso sempre se l’attimo dopo il gesto suicida l’individuo si pente, se vorrebbe tornare indietro, e mi chiedo cosa si provi quando arrivi a un punto di non ritorno. Affronti la morte o diventi codardo e ti penti del gesto che hai fatto?
Veronika è una privilegiata. Primo perché non è morta e secondo perché – grazie alla menzogna del dottor Igor- ha vissuto più in una settimana che in ventiquattro anni, e in quella settimana ha avuto il coraggio di fare tutto quello che nella sua vita ha temuto. Ricomincia a suonare, ad amare, ad osare.
Mi piace moltissimo il personaggio di Eduard e come Coelho racconta le storie di ognuno di loro. A volte mi sento un po’ Eduard. E poi c’è Mari, che mi ha ricordato tante notti passate impalata nel letto a credere di poter morire, a sentire la morte proprio alla mia destra, sdraiata nell'altra metà del letto. C’è chi come me aspetta - con la bocca che sa di fango - e controlla il respiro, e stringe i pugni nelle lenzuola o chi come mamma scappa, in cerca di un po’ d’aria da acchiappare e cacciare in bocca e spingere a forza nei polmoni. Ma questo è tutto un altro discorso.
Non so come ma Coelho in ogni suo libro ci fa entrare di mezzo Dio.
Per me Coelho, come ho detto ai ragazzi sul gruppo di WhatsApp, è una frase fatta umana, nel senso più logico che possa esistere. Lo leggo volentieri, faccio tesoro delle storie che incontro nei suoi libri ma so che se dovessi trovarmi in una situazione dove dovrei fare una scelta importante, non sceglierei mai di agire nel modo in cui agirebbe uno dei personaggi dei suoi libri, non perché sia sbagliato, ma perché viviamo su due linee rette parallele; ci guardiamo, ci scrutiamo, ci rispettiamo, facciamo lo stesso percorso ma non ci incrociamo mai. Se Veronika ha deciso di morire, tu, Paulo Coelho, perché la lasci vivere? E soprattutto perché la lasci vivere con la consapevolezza che molto presto morirà?
E’ una storia folle, che parla di persone folli, che di folle hanno ben poco. E’ una storia folle che ci fa capire che per essere noi stessi dobbiamo essere di conseguenza folli, e che se per un motivo che non conosco decidiamo di non essere noi stessi, siamo folli lo stesso.