Martedì, 27 Gennaio 2026

Il romanzo, tra fantasia e attualità

  • Novel67
  • Avatar di Novel67 Autore della discussione
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
Di più
05/07/2015 11:17 #17564 da Novel67
Il romanzo, tra fantasia e attualità è stato creato da Novel67
In una recente discussione relativa alla “Scelta del Libro del Mese”, confrontandomi con altri utenti e giustificando il mio voto, ho espresso un parere sulla lettura come “via di fuga dalla realtà”.

Vorrei chiarire: io detesto il fantasy (così, giusto per non essere categorici … :) ).
Con fuga dalla realtà intendevo solo dire che solitamente tendo a evitare romanzi (perché appunto qui parlo solo di romanzi) che abbiano in qualche modo attinenza – nelle tematiche e nell'ambientazione - con l'attualità. Si spiega così la predilezione per i classici, perché mi permettono di immergermi in un’altra epoca, e dunque di allontanarmi il più possibile da quello che Katya ha definito “il grigiore, lo sporco del mondo” o comunque - aggiungo io - da ciò che già conosciamo a sufficienza, perché in fondo lo viviamo tutti i giorni.
Insomma, a un libro io non chiedo necessariamente un lieto fine, ma certamente desidero che mi faccia stare bene, ampliando un po' gli orizzonti con la fantasia: per il resto, ci sono (tele)giornali e programmi vari d'informazione ...

Pierbusa, pur non avanzando obiezioni in questo senso, mi è parso invece di tutt’altro avviso.

Prendo dunque spunto dalla suddetta discussione per chiedervi qual è il motivo che in genere vi spinge a scegliere un romanzo piuttosto che un altro, e dunque a quali criteri vi affidate quando scegliete un titolo.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • porthosearamis
  • Avatar di porthosearamis
  • Offline
  • Staff
  • Staff
  • Back office assistant
Di più
05/07/2015 17:31 #17570 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità
io non ho alcuna preclusione rispetto alla categoria cui appartiene un libro, l'importante è che riesca a catturare la mia attenzione o la mia fantasia, oppure che riesca a farmi riflettere su un argomento....

poi bisognerebbe capire cosa si intende per classico....se la definizione è quella che dai tu cioè un libro che trasporta in un'altra epoca e che non riguarda l'attualità....allora mi rimane qualche dubbio...ad esempio Il nome della rosa è un classico o no? Bradbury lo leggi o no? Il signore delle mosche?

se classico significa romanzo ottocentesco allora è più chiaro ma rimane sempre qualche dubbio...ad esempio perchè dovrei leggere L'isola del tesoro e non La vera storia del pirata Long John Silver?.....

io credo che tu, più che al fatto della lontananza dall'attualità, sia legato ad uno stile, quello degli autori dell'ottocento che resero grande il genere romanzo....scelta pienamente legittima ma io preferisco lasciarmi guidare più dalla capacità di un testo di coinvolgermi ;)

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
06/07/2015 08:56 #17573 da EmilyJane
Risposta da EmilyJane al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità
Penso che tutti abbiano un genere di letture predilette ed io, come te, preferisco leggere libri di autori sette-ottocenteschi, soprattutto inglesi per la verità. Questo è il genere a cui ritorno ogni qual volta voglio andare sul sicuro, ma vado sul sicuro anche leggendo libri storici (sempre storia non attuale ;) ) scritti da autori contemporanei.
Però limitarsi solo a questi mi dispiacerebbe perchè in effetti provando altri generi si può sempre trovare qualcosa di nuovo e,come dice Emiliano, oggi ci sono "classici" moderni che sarebbe un vero peccato non leggere!
Tornando all'attualità, anch'io tenderei appunto a non voler leggere del grigiore e della tristezza di ciò che ci circonda oggi o che abbiamo passato da poco, in linea di massima evito quindi le storie di miseria, di guerra, quelle ambientate nei campi di concentramento o scritte da chi ci è passato. Però poi cambio anche idea, mi piace ascoltare un consiglio dato da una persona che stimo e provo ad affrontare anche libri più attuali. Per esempio nel libro del mese attuale, quello di Kundera, che non apprezzo né disprezzo, mi piace però la parte dedicata all'occupazione russa nella repubblica ceca, perchè non sapendone nulla, mi sembra che un romanzo possa affrontarla in maniera più leggera rispetto a quello che potrebbe fare un saggio o un articolo di giornale, anche se ovviamente sarà meno approfondito. Insomma ci sono i pro e i contro.
E poi ci sono tanti tipi di attualità diverse: un altro esempio, io adoro Jonathan Coe che, nei suoi romanzi, inserisce sempre informazioni sulla storia recente inglese (anni della Tatcher ne La famiglia Winshaw, anni settanta ne La banda dei brocchi); questi libri senza il loro contesto storico a fare da sfondo varrebbero la metà di quello che valgono.
Insomma, c'è una varietà così infinita di narrativa che è difficile limitarsi in base a confini che a volte non si sa bene nemmeno quali siano. :)

"Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato" (Il signore degli anelli - Tolkien)

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • Novel67
  • Avatar di Novel67 Autore della discussione
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
Di più
09/07/2015 17:00 #17591 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità

porthosearamis ha scritto: io credo che tu, più che al fatto della lontananza dall'attualità, sia legato ad uno stile, quello degli autori dell'ottocento che resero grande il genere romanzo....scelta pienamente legittima ma io preferisco lasciarmi guidare più dalla capacità di un testo di coinvolgermi ;)


Forse hai colto nel segno: hai espresso sinteticamente e più chiaramente il mio pensiero ... :)

Provo tuttavia a spiegare meglio il senso del post, il cui titolo (mi accorgo ora) non è forse propriamente azzeccato: non era mia intenzione far pendere la discussione dalla parte dei "classici" o dei "moderni", ma capire quali motivazioni ci fossero dietro la scelta di un libro.

Posto di fronte a romanzi di diverso genere, io tendo a scegliere il classico ottocentesco, per i motivi - giusti o sbagliati - già esposti. Tu dici: "preferisco lasciarmi guidare più dalla capacità di un testo di coinvolgermi". L'affermazione è del tutto sensata e condivisibile, solo che presuppone che il libro tu lo stia già leggendo. Ma prima di aprire un libro, cosa ti spinge a optare per l'uno piuttosto che per l'altro?

Puoi forse dire di non avere preclusioni, ma avrai comunque aspettative e preferenze. Eppure spesso sento dire (parlo in generale, eh): "io leggo di tutto". Come se fosse più importante l'atto rispetto al contenuto. E come se il tempo a nostra disposizione fosse infinito, così da farci vivere una scelta (o una rinuncia) come un limite insopportabile.

Mi fermo qui, con un'ultima domanda: ha senso quello che ho scritto? Mah ... :)

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
09/07/2015 21:34 #17595 da Claudia1221
Risposta da Claudia1221 al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità
Io sono una di quelle persone che dicono "io leggo di tutto", con questa espressione non intendo dire che non importa cosa leggo e che non abbia filtri, ma che non mi precludo a nessun genere. Quando devo comprare un libro mi lascio guidare prevalentemente dall'estetica, deve colpirmi per prima cosa la copertina, poi leggo la trama e la biografia dell'autore, infine leggo la prima pagina. Se tutte queste componenti mi convincono allora lo compro. Ovviamente parlo di libri che non conosco e di cui non conosco ( o conosco poco ) l'autore. A volte a guidarmi è la semplice curiosità, se sento molto parlare di un libro/autore (nel bene o nel male) mi incuriosisco e lo compro. Come farei a dire altrimenti che non mi piace? o ad ampliare i miei gusti/conoscenze? Ciò non toglie che abbia delle antipatie immotivate (vedi Coelho).
è ovvio che anche io ho un genere preferito e come te sono i classici dell'800 ma non disdegno fantasy, horror, gialli, romanzi storici ecc ecc

"Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?"
Harper Lee, Il buio oltre la siepe .

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • porthosearamis
  • Avatar di porthosearamis
  • Offline
  • Staff
  • Staff
  • Back office assistant
Di più
12/07/2015 18:16 - 25/07/2022 20:19 #17606 da porthosearamis
Risposta da porthosearamis al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità

Novel67 ha scritto:
Ma prima di aprire un libro, cosa ti spinge a optare per l'uno piuttosto che per l'altro?

 


ah questa è una bella domanda......
io penso all'argomento...se mi incuriosisce o meno.....ad esempio quando lessi Strade blu fui spinto dall'interesse per i libri che raccontano la "provincia americana"......
a volte però ci sono gli scivoloni....ad esempio stessa curiosità sugli USA...libro "On the road"...un flop
Ultima Modifica 25/07/2022 20:19 da bibbagood.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
12/07/2015 19:24 #17612 da emmabi
Risposta da emmabi al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità

Novel67 ha scritto: Prendo dunque spunto dalla suddetta discussione per chiedervi qual è il motivo che in genere vi spinge a scegliere un romanzo piuttosto che un altro, e dunque a quali criteri vi affidate quando scegliete un titolo.


I miei strumenti per scegliere sono tempo e pazienza. Aggiungerei una libreria ben fornita e ben organizzata (gli scaffali più alti di un metro e ottanta ad esempio mi innervosiscono...non accedere agevolmente ai libri in alto mi lascia insoddisfatta, con la sensazione di aver lasciato "il più bel libro mai letto in vita mia" là, in alto, in un angolo, solo, soletto, senza accorgermene! :silly: ...cosa poi quasi impossibile da trovare...gli scaffali bassi, intendo...): questo perché devo guardare, cercare, scoprire. Prendere in mano, sfogliare, toccare, annusare, assaggiare. Ho trovato così delle vere perle. Ho un genere prediletto, il giallo tendente al noir, ma sono anche nel mio genere preferito molto selettiva, iniziando dagli autori: tra un italiano e un francese facilmente vince l'italiano; tra un francese e un anglosassone scelgo più spesso il francese; tra un americano e il resto del mondo scelgo il resto del mondo, questo statisticamente è quello che capita, senza avere però confini così rigidi da impedirmi di provare e assaggiare anche quello che di solito non scelgo, cosa che vale ancora di più se estendo la ricerca non solo al giallo, ma a tutta la galassia "romanzo". Poi per me incide anche moltissimo l'editore: se un titolo mi colpisce ha tutta la mia attenzione per capire se fa per me, ma se il suddetto libro è un Adelphi o un Sellerio per il 70% è fatta. Silenzio, tempo, pazienza e dei buoni punti di riferimento, ecco i miei criteri. Anche un po' di fortuna, certo, le delusioni capitano, eccome!

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • bibbagood
  • Avatar di bibbagood
  • Offline
  • Staff
  • Staff
  • Responsabile del Forum e dei GdL tradizionali
Di più
25/07/2022 20:42 #59975 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità
Ieri io e Davide abbiamo avuto l'ennesima discussione sui gusti pessimi in campo letterario dell'altro/a (cioè, diciamo pure che è Davide ad avere gusti pessimi e io mi sono posta come missione di evangelizzarlo e farglieli cambiare  ) e mi è tornata in mente questa discussione.

Io e Davide abbiamo opinioni opposte riguardo alla letteratura italiana del '900, ma soprattutto sull'importanza del variare le letture. Lui è convinto che in un gruppo di lettura non c'è niente di male a leggere in meno di un anno e mezzo due volte Buzzati, perchè i suoi libri son molto diversi tra loro; e non c'è neanche niente di male a leggere due volte Buzzati, nonostante nei pochi mesi intercorsi tra i due libri il gruppo abbia letto Cristo si è fermato a Eboli, Lessico famigliare, e via dicendo con titoli molto poco fantasiosi che potete trovare in qualsiasi manuale scolastico di italiano di 5 liceo   E nei pochi mesi in cui non la spunta un libro di questo genere, molte delle proposte sono comunque libri di autori italiani del 900 (non passa un mese senza che venga proposto Calvino). Io invece sono dell'opinione che anche se è bello approfondire un autore e avere una comfort zone, un gruppo di lettura dovrebbe servire ad aprire gli orizzonti e conoscere cose nuove.
Da qua siamo passati a quali libri secondo noi ha più "senso" leggere o ci attirano di più. Davide sostiene che la letteratura italiana inevitabilmente ci offre qualcosa in più, perchè possiamo capire concetti, situazioni, riferimenti, che in altre letteratura non riusciamo a cogliere, è un tipo di lettura che ci parla in modo più diretto, che crea una maggiore affinità tra lettore e autore/storia. Io invece non sopporto la letteratura italiana proprio per questo, perchè come dicevano Lorenzo ed Erica parlando di classici e contemporanei qua sopra, io nella lettura preferisco trovare un mondo che mi è più lontano, mi piace leggere qualcosa che non conosco; non ho per niente voglia di dovermi subire letture già studiate a scuola, sia in italiano che in storia, riguardo a situazioni che già conosco e che non catturano minimamente la mia curiosità. Lui si è imposto dicendo che mi devo arrendere all'evidenza che non potrò mai capire un romanzo russo come lo può capire un russo (e ha provato pure a fare il romano dicendomi "Stacce"....non sapeva proprio più a cosa aggrapparsi per sostenere la sua tesi ), ma a me sinceramente non interessa leggere un romanzo che capisco quando scelgo che libri leggere, bensì che catturi la mia curiosità e il mio interesse. 
Un altro esempio: se avessi saputo che Limonov parlava così tanto della situazione russa, non lo avrei mai proposto, perchè a me non interessa per niente leggere romanzi su questioni di cui già tramite altri contesti vengo sufficientemente informata, volente o nolente. 

Voi che ne pensate? Ripropongo la domanda di Lorenzo, cosa cercate quando leggete un libro? Qualcosa in cui vi riconoscete di più o qualcosa invece che vi faccia staccare dal contesto in cui vivete?
@Davide, adesso se vuoi puoi anche intervenire e articolare il tuo pensiero, anche se mi sembra di averlo esposto benissimo 

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
25/07/2022 21:09 #59976 da elis_
Risposta da elis_ al topic Re:Il romanzo, tra fantasia e attualità

bibbagood ha scritto: Voi che ne pensate? Ripropongo la domanda di Lorenzo, cosa cercate quando leggete un libro? Qualcosa in cui vi riconoscete di più o qualcosa invece che vi faccia staccare dal contesto in cui vivete?


A me interessa che i libri che leggo utilizzino un "linguaggio" universale e cioè quello dei sentimenti, delle emozioni, il tempo e il luogo mi sono indifferenti sinceramente, talvolta sono utili ad arricchire il contesto, renderlo forse più elegante (vedi i romanzi dell'epoca vittoriana ad esempio) ma sono sempre un contorno, mai il tema principale. Che un romanzo sia italiano e/o ambientato in Italia può essere un plus per chi apprezza atmosfere familiari, per esempio a me piace moltissimo la nostra cultura e mi piace cogliere certi riferimenti, come dice Davide, ciò però non mi fa disdegnare la letturatura russa o giapponese, anzi, come te Bea mi piace moltissimo avere delle finestre sul mondo. Per cui penso che la verità stia nel mezzo :laugh: tutto si riduce sempre al gusto personale, personalmente posso dire, per esempio, di avere amato Anna Karenina per quello che mi ha trasmesso, per come è stato scritto, poco importa se non ho colto bene i riferimenti alla cultura russa di quel tempo, sarebbe stato un valore aggiunto di sicuro, ma non essenziale. Leggo affinché la lettura mi apra la mente, affinché mi faccia conoscere mondi e vite diversi dai miei, prettamente attraverso gli occhi degli esseri umani e del loro animo complesso.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Giami23, davpal3

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
25/07/2022 21:45 #59979 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic Il romanzo, tra fantasia e attualità

bibbagood post=59975 userid=1044Ieri io e Davide abbiamo avuto l'ennesima discussione sui gusti pessimi in campo letterario dell'altro/a (cioè, diciamo pure che è Davide ad avere gusti pessimi e io mi sono posta come missione di evangelizzarlo e farglieli cambiare 

) e mi è tornata in mente questa discussione.

Io e Davide abbiamo opinioni opposte riguardo alla letteratura italiana del '900, ma soprattutto sull'importanza del variare le letture. Lui è convinto che in un gruppo di lettura non c'è niente di male a leggere in meno di un anno e mezzo due volte Buzzati, perchè i suoi libri son molto diversi tra loro; e non c'è neanche niente di male a leggere due volte Buzzati, nonostante nei pochi mesi intercorsi tra i due libri il gruppo abbia letto Cristo si è fermato a Eboli, Lessico famigliare, e via dicendo con titoli molto poco fantasiosi che potete trovare in qualsiasi manuale scolastico di italiano di 5 liceo   E nei pochi mesi in cui non la spunta un libro di questo genere, molte delle proposte sono comunque libri di autori italiani del 900 (non passa un mese senza che venga proposto Calvino). Io invece sono dell'opinione che anche se è bello approfondire un autore e avere una comfort zone, un gruppo di lettura dovrebbe servire ad aprire gli orizzonti e conoscere cose nuove.
Da qua siamo passati a quali libri secondo noi ha più "senso" leggere o ci attirano di più. Davide sostiene che la letteratura italiana inevitabilmente ci offre qualcosa in più, perchè possiamo capire concetti, situazioni, riferimenti, che in altre letteratura non riusciamo a cogliere, è un tipo di lettura che ci parla in modo più diretto, che crea una maggiore affinità tra lettore e autore/storia. Io invece non sopporto la letteratura italiana proprio per questo, perchè come dicevano Lorenzo ed Erica parlando di classici e contemporanei qua sopra, io nella lettura preferisco trovare un mondo che mi è più lontano, mi piace leggere qualcosa che non conosco; non ho per niente voglia di dovermi subire letture già studiate a scuola, sia in italiano che in storia, riguardo a situazioni che già conosco e che non catturano minimamente la mia curiosità. Lui si è imposto dicendo che mi devo arrendere all'evidenza che non potrò mai capire un romanzo russo come lo può capire un russo (e ha provato pure a fare il romano dicendomi "Stacce"....non sapeva proprio più a cosa aggrapparsi per sostenere la sua tesi ), ma a me sinceramente non interessa leggere un romanzo che capisco quando scelgo che libri leggere, bensì che catturi la mia curiosità e il mio interesse. 
Un altro esempio: se avessi saputo che Limonov parlava così tanto della situazione russa, non lo avrei mai proposto, perchè a me non interessa per niente leggere romanzi su questioni di cui già tramite altri contesti vengo sufficientemente informata, volente o nolente. 

Voi che ne pensate? Ripropongo la domanda di Lorenzo, cosa cercate quando leggete un libro? Qualcosa in cui vi riconoscete di più o qualcosa invece che vi faccia staccare dal contesto in cui vivete?
@Davide, adesso se vuoi puoi anche intervenire e articolare il tuo pensiero, anche se mi sembra di averlo esposto benissimo 


Devo dire che l'hai esposto abbastanza bene
Solo due cose.
1) Il mio discorso non è relativo a leggere cose note o cose nuove, bensì una questione di vicinanza e affinità culturale. Secondo me non bisogna confondere i due piani. Non è che la letteratura italiana parla di cose che ognuno di noi conosce. Ad esempio, tu stessa dici che Buzzati in Un amore parla di cose che non conosci (e paradossalmente ti dovrebbe piacere, secondo il tuo ragionamento). 
2) il mio discorso non è relativo a comfort zone e non comfort zone. La letteratura italiana del '900 non è la mia comfort zone.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Newsletter

Shoutbox

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 24/01/2026 - 18:09

Grande Pierbusa!!! Ciao! ;)

Avatar di Bibi Bibi - 24/01/2026 - 10:43

Ciao Pietruzzo! Che bello risentirti!

Avatar di pierbusa pierbusa - 22/01/2026 - 18:06

E visto che ci sono un bacione a tutti i vecchi amici del club. :)

Avatar di Benny Antonini Benny Antonini - 20/01/2026 - 18:27

Buonasera a tutti. Sono Benny e voglio presentarmi a questa bella Comunità di cui ho apprezzato la passione per la lettura e l'impegno per il "sapere", non come curiosità, ma come arricchimento.

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 19/01/2026 - 17:18

Ciao Alessandro, fai riferimento alle informazioni che trovi nella sezione del GdL di Napoli. Facci sapere. ;)

Avatar di Alessandro643 Alessandro643 - 19/01/2026 - 11:50

Ciao, sono nuovo! Volevo chiedere quando fare incontro di lettura a Napoli :)

Avatar di Stefania1980 Stefania1980 - 18/01/2026 - 19:47

Buonasera mi sono appena unita al gruppo. Spero di partecipare presto agli incontri

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 17/01/2026 - 11:54

Scalpo Fluente, con Mattia.P avevamo comunque deciso di leggerli entrambi e condividere una doppia moderazione, quindi se aspetti un po', con Le armi ci organizziamo per una lettura condivisa!

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 17/01/2026 - 11:49

Ciao DarkMiryam! ;)

Avatar di DarkMiryam DarkMiryam - 12/01/2026 - 18:03

Ciao a tutti era da un sacco di tempo che non passavo da queste parti :D Un saluto freddoloso (ma mai frettoloso) dai campi della pianura padana!

Accedi per utilizzare la Shoutbox.

Ultimi commenti

audible adv

 

ilclubdellibro