Claire_Bones ha scritto: Mi piacerebbe che qui parlassimo dei nostri viaggi mentali intrapresi grazie a un buon libro e perchè no anche di quelli reali, magari affrontati proprio su suggerimento letterario 
Anch'io di letteratura di viaggio non me ne intendo, però mi permetto di suggerire un classico (ovviamente ...) che coniuga alla lettera i termini "viaggio" e "poltrona":
Viaggio intorno alla mia camera di Xavier de Maistre (1794). Fatevi però bastare la semplice citazione, perché in verità il libro io non l'ho letto: presumo infatti sia decisamente soporifero ...
Approfitto tuttavia di questo spazio per raccontare invece un’esperienza personale, recentissima e reale, che pur non riguardando una lettura specifica ha in qualche modo attinenza col tema proposto da Claire.
A fine gennaio sono stato qualche giorno a Londra e ho visitato l’abbazia di Westminster, che tra l'altro è luogo di sepoltura di re, regine, politici e scienziati. Un angolo della chiesa, denominato
Poets ‘ corner, è invece interamente dedicato a personalità di spicco nell’ambito della musica e della letteratura: qui si trovano tombe, lapidi ed iscrizioni commemorative dedicate, ad esempio, a Dickens, Eliot, Lawrence, Hardy, Austen e Bronte ...
Come si può immaginare, il solo fatto che quei nomi e quelle targhe siano incisi su un pavimento e sulle pareti di una chiesa che è patrimonio Unesco conferisce loro un'idea di grandezza e di immortalità.
Però, quando sei lì sul posto, ripensando - con commozione - ai momenti in cui hai sfogliato le pagine di quegli autori, hai quasi l'impressione di godere anche tu un po' di quella luce di grandezza e immortalità, e di aver in parte contribuito a renderla ancor più luminosa. E questa, per un semplice lettore, è davvero una soddisfazione di non poco conto ...