Il blocco del lettore credo sia comunque a tutti! A me capita quando leggo un libro che non mi prende affatto (il che non significa sia brutto a priori). Me ne accorgo perché sto molto più tempo a leggerlo rispetto ai miei standard. Non sono una che abbandona il libro, quindi una volta iniziato lo finisco sempre. L'abbandono lo concepisco entro le 30 pagine, ma è un libro che comunque leggerò più avanti o dopo un anno, cioè non è mai davvero abbandonato ma "spostato nel tempo".
Se dopo un libro che non mi ha preso, ne becco un altro o altri due sempre così, allora è altamente probabilmente che il blocco arrivi o mi prenda una sorta di apatia. In tal caso, per me è indispensabile ricorrere ai ripari prima che la situazione degeneri!
Nel caso sia in un momento apatico molto avanzato, rispolvero libri che ho già letto e che ho amato, ma che non leggo da molto tempo. Nel resto dei casi, invece, mi butto sugli "zii" (Jane Austen, Robert Louis Stevenson e Herbert George Wells) e leggo ciò che ancora mi manca dei loro lavori. Oppure torno ai generi che più mi piacciono (romanzi d'ambiente, preferibilmente periodo vittoriano; fantasy; ciclo arturiano) o ancora, verto su qualcosa che mi ammorbidisce il cuore come i libri pensati per ragazzini (e che, secondo me, anche i grandi dovrebbero leggere il più delle volte). Talvolta faccio qualche giorno di pausa dalla lettura e mi butto a capofitto su film e serie tv, poi torno ai libri in modo naturale oppure passando per gli stadi di cui sopra.
Quando, invece, più che blocco ho "stanchezza" perché è un periodo in cui lavoro molto, oppure sono stanca mentalmente, vado su qualcosa di più leggero o comunque breve che non mi impegni tantissimo. Mi è capitato di leggere la Christie in questi frangenti.
Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.
Otello - William Shakespeare