Graziella ha scritto: A proposito di tale scena vorrei richiamare la tua attenzione si quanto esplicato nella nota introduttiva da Luciano De Maria a questo primo volume:
"Assistiamo a una delle scene capitali del "romanzo familiare", quella in cui il Narratore bambino, angosciato per non aver ricevuto il bacio materno della buonanotte, ottiene dal padre che la madre passi la notte nella sua stanza. Il protagonista tornerà più volte, nel seguito del romanzo, sul significato di questo episodio: una vittoria di Pirro, che dà una soddisfazione immediata al bambino, ma gli intacca la volontà già fragile, e gli crea un primo senso di colpa. Il clima intensamente, dolorosamente edipico di queste pagine è più che palese, rivelato da tutto l'episodio e da altri elementi sotterranei.
Cosa ne pensi Emiliano di questa nota introduttiva? Sei d'accordo? Ne potremo parlare?
sono d'accordo. ed ancora prima, in tutta la descrizione dell'attesa per il bacio della buonanotte della mamma (fino a desiderare che questa arrivi il più tardi possibile per evitare il dolore successivo) risulta evidente la gelosia che il ragazzo prova per la figura materna.
Si tratta di sentimenti che io, figlio unico maschio, ho vissuto in prima persona; ricordo che quando ero piccolo, ero geloso dei gesti di tenerezza che mia madre aveva per le mie cugine.
A tale proposito, ho già detto di trovare la scrittura di Proust molto delicata, poetica e coinvolgente allo stesso tempo.
Aggiungo che il risultato è una particolarissima ricerca all'interno dell'uomo e dei suoi sentimenti, diversa da ogni altra esperienza letteraria.
Sicuramente diversa da Freud; diversa, anche, da Joyce o Svevo: meno violenta ed ossessiva, meno nevrotica.
Una ricerca nei sentimenti dell'uomo che parte dalla lettura (o almeno nella lettura ha un suo elemento base), come suggerisce l'incipit del romanzo, e che si muove dolcemente attraverso i ricordi, senza per questo risparmiare sull'intensità dei sentimenti e delle emozioni.