Non vorrei aver involontariamente contribuito anch'io al dispiacere di Bibi o alla delusione di Giorgia: perciò chiarisco il senso di quanto detto in precedenza.
Condivido in toto il parere di Nautilus, ma ho apprezzato anche gli interventi successivi. Ribadisco solamente qui quel che avevo detto già in tempi non sospetti: sarebbe bello se la lettura procedesse per tutti di pari passo; occorre però riconoscere – stante anche le passate esperienze (lo ricorderà almeno Bibi, che già c’era ai tempi del primo
Guerra e Pace) – che questo non è possibile.
Ora, scorrendo la lista di chi si è iscritto alla presente maratona, trovo che - su 23 nomi – d’un terzo non v’è più traccia (nonostante certe scelte siano state fatte anche tenendo conto dell’opinione di costoro: e questo sinceramente non è bello), che qualcuno è praticamente fermo al punto di partenza, mentre altri da un pezzo fremono perché non vedono l’ora di passar oltre.
Tutto questo – lo dico soprattutto a Mulaky - era prevedibile e puntualmente s'è verificato. Forse perché è normale sia così. Una maratona offre ad ogni partecipante la possibilità di “gareggiare” insieme agli altri: è evidente che più ci si adegua all’altrui ritmo, più possibilità si avranno di rimanere in gruppo e di scambiare quattro chiacchiere. Ma poiché non siamo in classe, i tempi di lettura restano individuali, e non si possono uniformare: che qualcuno resti indietro, o che altri corrano avanti, è inevitabile. In ogni caso, anche per questi ultimi, occasioni d’interagire ce ne saranno ancora, anche se le probabilità di rimanere soli aumentano: ma poiché le “regole” erano chiare sin dall’inizio, nessuno se ne dovrebbe lamentare.
Nemmeno però si può chiedere a chi già sta gareggiando qui di chiudere il libro per una o due settimane solo per consentire a chi ha aderito a più iniziative di portarle avanti tutte insieme. Personalmente non me la sento, e non per una questione di stile, o per mancanza di rispetto: semplicemente, se così facessi, non riuscirei a gustare più alcuna lettura. E per quanto già fosse prevista, questa regola non è per me accettabile, anche se ciò non deve dare adito ad alcun stravolgimento di programmi.
Insomma, direi che per tutti dovrebbe vigere una sola regola: per favore, siate rispettosi e soprattutto tolleranti (rivolgendomi anche a me stesso, che solitamente tanto tollerante non sono).
Per quanto mi riguarda, non ho comunque cambiato i miei proponimenti: a questa maratona continuerò a prender parte, attenendomi – per i commenti – alle scadenze previste. E se ogni partecipante continuerà a far sentire la propria voce al momento giusto, ad essere in venti o ad essere in dieci poco cambia.
Perciò, lasciate che ad essere deluso e dispiaciuto sia chi a questa maratona non ha preso parte, perché è il solo ad essersi perso qualcosa. Come dice Elis, prendersela a male non serve, perché l'iniziativa è comunque riuscita
.