Mi permetto, se posso, iniziare con alcune righe che ho sottolineato da Vita e opere messe in introduzione da Franco Cordelli nell'edizione Garzanti del 1989 di "Giro di vite"
"Le biografie di Henry James sono ricche di date e di notazioni relative alla sua famiglia, all'educazione, ai viaggi e naturalmente alle stesure e pubblicazioni delle opere. E tuttavia rimane una vita misteriosa, in cui le date sembrano allinearsi come un atlante storico."
Così come i ricordi di Albany, la cittadina americana in cui trascorre gli anni della prima infanzia, aprono le pagine di "Ritratto di signora" (1880)
A Parigi nel salotto di Madame Viandot, nella cerchia prestigiosa di Falubert, conosce Maupassant, Zola, Daudet, e Turgenev, da cui si sente particolarmente attratto", e con il quale corrisponderà tutta la vita.
Parigi però non piace al nostro autore e su consiglio del fratello William si trasferisce a Londra.
Altro amico di James fu Stevenson.
James viaggia frequentemente in Italia e in Francia e con le donne intrattiene amicizie amorose.
In L'arte del romanzo" scrive che il "romanzo è storia" e che: "rappresentare e illustrare il passato è compito sia dello storico che del romanziere; la sola differenza che io possa vedere torna a tutto onore di quest'ultimo (in proporzione naturalmente alla sua riuscita) e consiste nelle maggiori difficoltà che egli incontra per raccogliere le prove che sono ben lungi dall'essere puramente letterarie".
Questo pensiero di James mi è particolarmente caro, perché lo trovo molto in sintonia con il mio. Infatti una buona biografia su un personaggio scritto da un romanziere è altrettanto valida come quella scritta da uno storico.
Spero che questo mio contributo alla lettura di Ritratto di signora, non sia troppo "palloso" e che possa servire a qualche cosa, nel senso che non lo abbiate già letto per conto vostro.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)