Io penso che William, fratello di Henry, essendo uno psicologo, abbia avuto influenza sul quest'ultimo: credo che Henry abbia scritto questo lungo racconto prendendo spunto anche da Boccaccio, vedi un gruppo di amici che si raduna per ascoltare delle storie.
I fantasmi sono nella mente dei personaggi, la nuova istitutrice, pensa male della precedente, la governante ha in mente il cameriere del padrone, un tipo particolare, anche lui morto. I fantasmi così diventano delle presenze reali, al punto da essere visibili per chi, vive in una appartato in una cerchia ristretta e che è facile alla elucubrazione e ai "sogni ad occhi aperti" tipici di una giovane donna che sembra "innamorata" del padrone che vive a Londra. Tutto sommata è lei che vede i fantasmi, al quale si aggiunge pare il ragazzino.
Lo scrittore crea un racconto un po' inquietante e lo fa sulla scia delle scoperte e della cultura psicologica del suo tempo. Vedi l'esempio di Freud che scrive e tiene conferenze così ampie sulla percezione alterata dei necrotici e degli isterici.
Ho trovato un bel saggio di Enzo Funari, Ed. Cortina intitolato "IL DOPPIO" (Funari è stato professore di psicologia dinamica alla statale di Milano).
Qui è citato anche il racconto di Henry James:
"Il racconto ci aveva tenuti attorno al focolare con fiato sospeso" così comincia Il giro di vite di Henry James. Così scrive H. James:
Mi sembra ancora di vedere Douglas, davanti al camino, le spalle al fuoco, le mani in tasca [...]
Scrive ancora Funari
"Così ciò che più terrorizza (anche senza ben conoscerne ancora la natura, si badi bene) si può affacciare in forma piacevole su questo scenario domestico e controllato. Lo stesso lettore entra a far parte di questo particola ambiente: senza la presenza della natura perturbante dei fatti da svelare verrebbe meno motivato a proseguire la lettura ...."
Lo stesso Funari poi cita Otto Rank (1914) ne "Il doppio. Il significato del sosia nella letteratura e nel folklore." Ed. Sugarco, Milano 1979, quale testo basilare del Doppio.
Rimando a questi due autori coloro che volessero approfondire il tema del Doppio. Da parte mia credo che riprenderò in mano il saggio di Funari per rinfrescarmi la memoria sul tema "dell'altro disturbante"
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)