Finito. Sono molto soddisfatta di questa lettura, non vorrei anticipare niente della trama, ma ho segnato alcuni punti molto interessanti.
Verso la fine c'è una donna che dice a Will: "Ho pensato a te. Ho pensato a come devi essere tosto per fare quello che fai". Ovviamente Will trasecola, visto che non fa quasi niente. Ma lei gli spiega il suo punto di vista. - Le altre persone - gli dice - hanno la famiglia, il lavoro, eccetera, ma tu non hai nessuna di queste cose. Tra te e la disperazione non c'è proprio nulla. Eppure non sembri una persona disperata. -
E il segreto è proprio qui, Will vive gli attimi semplici, le solite piccole attività quotidiane, e se li fa bastare per continuare ad andare avanti.
- C'è sempre un nuovo album dei Nirvana da ascoltare, o succede sempre qualcosa in N.Y.P.D. che ti fa aspettare la puntata successiva. - Will si rende conto che ci sarà sempre qualche piccola cosa, e lui saprà trarne abbastanza soddisfazione per vivere.
Non voglio fare l'elogio della futilità o del disimpegno, ma mi piace molto l'idea di smettere di cercare di dare un senso all'esistenza scomodando i massimi sistemi. Non tutti possiamo avere il G.A. (Grande Amore
), vincere il Pulitzer o andare a lavorare con Emergency, ma quasi tutti possiamo vedere un'alba, fare un bagno caldo, accarezzare il cane (o il gatto). C'è qualcosa di molto rassicurante nel sapere che la quotidianità può essere un'ancora, un guscio, un filo che tiene insieme tutto quanto.
Credo che questo discorso sia complementare a quello di Marcus: per lui "la colla" che tiene insieme il mondo sono le persone, e va bene, ma c'è anche l'altro aspetto: il mastice che tiene insieme i momenti della vita sono i momenti stessi.
Ci sarebbero tante altre cose da dire su questo libro, ma voglio solo ricordare l'ultima frase: è semplicemente fantastica.
Buona lettura a chi non ha ancora finito, credo di non aver svelato niente della vicenda.
Susy