Il prossimo incontro del GdL "Una torre di libri" si terrà in data
14/07, alle ore
19:30, presso il "
Comini Espress" (via Fioravanti 68) e oggetto del dibattito sarà il romanzo
"Le intermittenze della morte", nato nel 2005 dalla penna del celeberrimo scrittore portoghese José Saramago.
In questo romanzo, dove il reale si mescola con il surreale, si scorge innanzitutto una caratteristica tipica che ricorre molto spesso in tutta l'opera di Saramago: l'utilizzo di una circostanza platealmente paradossale al fine di smascherare e mettere in evidenza, con l'immancabile stile ironico, la vera natura dell'uomo che, messo di fronte a degli eventi imponderabili più grandi di lui e che sfuggono al suo controllo, perde il senso della ragione e si smarrisce, finendo per essere trascinato dai più bassi istinti.
In "Le intermittenze della morte" questa circostanza paradossale è rappresentata dall'insolita e anche capricciosa attività di una morte (rigorosamente scritta con la m minuscola) dipinta sottoforma del classico scheletro avvolto in un sudario nero, ma per certi aspetti molto umanizzata, la quale, allo scoccare della mezzanotte di un anno non definito, decide di "scioperare" al fine dichiarato di mettere alla prova gli abitanti dello Stato dove è ambientato il romanzo, facendo generare in loro l'illusione di essere diventati (per fortuna o purtroppo) immortali.
La morte poi, in seguito ad un intervallo di circa 7 mesi, ritornerà in scena, ma lo farà in modo assolutamente stravagante e inedito, applicando una metodologia che, nonostante la buona fede da parte sua, tradisce tuttavia evidente cinismo o magari evidenti lacune nella comprensione dei meccanismi del sentire umano e che quindi, invece dei risultati sperati, creerà ulteriore smarrimento presso la popolazione.
Ad ogni modo, sono certamente numerosi gli interrogativi e gli spunti di discussione che sorgono dalla lettura di questo incredibile romanzo: una vita che non è più vita, appesa a un filo sottilissimo che tuttavia non ne vuole sapere di spezzarsi, che non ci rende presenti a noi stessi e che magari genera dolore straziante anche nelle persone a noi vicine e che ci amano, è davvero ancora degna di essere vissuta? Oppure quanto possono essere considerate drammaticamente vere ed attuali quelle implicazioni collaterali, di ordine economico e sociale, derivanti dall'immortalità, in una società, come la nostra, in cui l'aspettativa di vita è sempre più alta e che sta vivendo un vero e proprio inverno demografico?
Di questo e altro ne parleremo insieme Domenica 14!