Ben ritrovati, amici! Questa volta il Gruppo di Lettura di Bologna "Una Torre di Libri" si riunirà per discutere e commentare "
La ragazza dai sette nomi", l'incredibile romanzo autobiografico di
Hyeonseo Lee, ora attivista e portavoce per i diritti umani e i rifugiati nordcoreani.
Il 38° parallelo nord divide a metà la penisola coreana e dal 1948, anno di creazione delle due Coree, è diventato di fatto un confine internazionale e fu, durante la Guerra Fredda, uno dei fronti più caldi.
I confini della Corea del Nord, tuttavia, sono ben più estesi di quelli geografici che la dividono dalla Corea del Sud: si tratta, infatti, di una nazione impenetrabile, un macrocosmo che gravita intorno a se stesso non lasciando ad estranei la possibilità di intaccarlo o modificarlo. Anche conoscerlo diventa difficile.
"La ragazza dai sette nomi" ci restituisce, quindi, uno straordinario spaccato della vita sotto una delle dittature più spietate e segrete del mondo, le cui vicende interne, considerata la loro assurdità, talvolta suonano alle orecchie di noi "occidentali" come pazzie di un qualche regnante che abbiamo sentito soltanto nelle fiabe.
Ma il romanzo di Hyeonseo Lee non è solamente una preziosa testimonianza che ci apre gli occhi e ci rende consapevoli sulle reali ed effettive condizioni di vita dei nordcoreani, ridotti in schiavitù dalla dinastia Kim, ma si interroga e ci interroga sul significato della parola "libertà" per offrirci un punto di vista che non potremo mai davvero comprendere con nessun reportage o documentario.
Un libro che dovrebbero leggere tutti quelli che almeno una volta, dal privilegio delle loro vite, hanno pensato "io qui non li voglio, non hanno diritto di venire a casa mia, rimandiamoli a casa loro", riferito a tutti quegli esseri umani che scappano da condizioni disumane e affrontano tragedie inenarrabili per salvare la vita a se stessi e ai loro cari.
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Per sapere che i tuoi diritti vengono violati, o che tu stia violando quelli di un altro, prima devi sapere di averli, e quali sono. Ma senza nessuna informazione sulle società del resto del mondo, nella Corea del Nord non può esistere una simile consapevolezza. Per questo le persone scappano dal Paese: perché hanno fame o sono nei guai, non perché hanno fame di libertà"
Di questo capolavoro parleremo
domenica 17 novembre, alle h.16, presso il Kinotto Bar sito in via Sebastiano Serlio 25/2!