Sono un po' indietro con la lettura (25%) ma devo dire che il libro mi sta dando degli spunti di riflessione interessanti.
"L'elemento fondamentale di una comunità aperta è l'umiltà: la consapevolezza di non sapere mai abbastanza, di riconoscere i propri limiti, la valorizzazione delle domande più delle consuetudini, la curiosità di andare incontro, senza pregiudizi o aspettative, a ciò che non si conosce. Per aprirsi al nuovo, anche quando è rappresentato da altri, è necessario saper e voler ascoltare, essere "altrocentrici" rinunciando al potere personale, tenendo sotto controllo il proprio ego a favore della collaborazione tra persone diverse".
Quanti di voi, leggendo questo paragrafo, possono dire: "io lavoro così" oppure "nella mia azienda lavoriamo così"?
Andando avanti con la lettura, emerge spesso anche il tema della "comunità" che mi ha fatto ripensare anche alla nostra realtà come Community.
"Fino a poco tempo fa era difficile credere che le strutture imperniate sulle comunità potessero mai acquisire dimensioni rilevanti. Poi è arrivato Internet. La caratteristica definitoria di Internet è la sua apertura. Sulla Rete, gli esseri umani sono liberi di connettersi, contribuire e creare come non era mai accaduto in precedenza, e miliardi di persone hanno sfruttato questa opportunità".
"Abbiamo sfruttato il potere del cosiddetto <<effetto network>> che si determina mettendo in relazione persone e idee. Più persone si connettono, più valore creano, il che attira a sua volta altre persone, e così via."
Se ci pensate, siamo tutti qui per una passione comune: la lettura. Ciascuno di noi, partecipando alla vita della Community, genera valore a beneficio del prossimo, attirando altre persone interessate che a loro volta, probabilmente, faranno lo stesso. E così cresciamo e forniamo insieme un servizio a chi, come noi, ha una passione che vuole condividere. E questo genera motivazione.
Passione e motivazione.
L'autore parla di RedHat (l'azienda in cui opera) proprio in questi termini. Questo mi ha condotto dunque ad un'altra riflessione: quanto forte può essere la motivazione che può derivare dal lavorare per un'azienda la cui mission rispecchia ideali condivisi e condivisibili con i dipendenti stessi (nel caso specifico di RedHat, è l'open source la chiave della motivazione dei dipendenti)? Quanta motivazione potremmo ricavare lavorando per un'azienda i cui prodotti/servizi abbiano un impatto positivo sulla società?
L'autore dice: "Ho preso coscienza della motivazione che si crea quando un'azienda ha una missione positiva e una finalità di ordine superiore."
Credo che avere dipendenti motivati e fare di tutto per mantenere alta la motivazione dei propri collaboratori sia fondamentale in ogni contesto.
In questo caso il suggerimento dell'autore è "invitare i dipendenti a prendere iniziativa, trovare il modo di innovare e prevalere sui concorrenti, facendoli lavorare tutti assieme nel perseguimento di un obiettivo comune. Sfruttare la passione è particolarmente importante nella costruzione delle comunità partecipative che supportano le organizzazioni aperte [...] che non si creano quasi mai quando non c'è passione per le finalità che le ispira".
«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain