Domenica ci siamo incontrate per discutere di "Una stanza tutta per sè" di Virginia Woolf. Sebbene in poche, la discussione è stata lunga e appassionata, perchè la lettura di alcuni dei temi trattati proprio in un mese in cui il ruolo della donna e dell'uomo nella società attuale è stato molto discusso e sentito ci ha particolarmente coinvolte e creato l'occasione di confrontarci su aspetti della questione che se anche non direttamente espressi nel libro, riflettono molto probabilmente quel che avrebbe da dire oggi Woolf.
Per me e Silvia era una rilettura, una rilettura che ha fatto arrabbiare Silvia in più punti costellando il volume di tanti post-it rossi per tutte le parti incriminate
Nonostante ciò è stata una lettura interessante, mentre per Ilaria è stata una lettura più deludente, forse a causa dello stile, non semplice da seguire e che rende difficile il coinvolgimento. Siamo state d'accordo su come Woolf ironizzi sull'immagine che veniva fuori della donna durante la sua epoca, tuttavia in alcuni punti sembra quasi criticare le donne semplificando che le opere delle scrittrici siano inferiori a quelle degli scrittori, non contestualizzando. Da parte mia credo che la contestualizzazione di molte delle affermazioni fatte in questo libro si ritrovi in altre sue opere e che nonostante questa sia una delle sue opere più conosciute, non credo sia molto semplice capire molte delle riflessioni fatte se non si è letto prima altro.
L'argomento che ha scaturito la discussione successiva è il tema dell'androginia e di come all'uomo deve essere riconosciuta la sua funzione sociale in assoluto e rispetto alla donna. Da qui abbiamo cominciato a parlare di come ci hanno colpito i fatti di cronaca degli ultimi tempi, di come non sia ancora chiaro cosa significhi patriarcato, di quello che vorremmo cambiasse in Italia e di quello che pensiamo potremmo fare noi nel nostro piccolo, anche se spesso non è semplice e bisogna scendere a compromessi con sè stessi. Abbiamo parlato di Sanremo, Mary Poppins, Barbie, di colleghe che fanno ghiacciare il sangue e dei 14enni bresciani che è meglio non incontrare sui bus
. Insomma, il confronto non è mancato
Dopo i primi due mesi di letture all'insegna del femminismo, a dicembre ci aspetta una lettura natalizia, sperando di discuterne in tante