Sabato 20 dicembre i Cubalibri si sono riuniti presso l’Elite Cafè di Brescia per discutere insieme il libro del mese,
Frankenstein di Mary Shelley, selezionato per la categoria Horror. Un classico che, nonostante la sua fama, continua a suscitare opinioni contrastanti tra i lettori. La media dei voti assegnati è stata di 3 su 5, riflettendo un apprezzamento complessivo equilibrato ma non privo di critiche.Il romanzo racconta la vicenda di Victor Frankenstein, uno scienziato che riesce a dare vita a una Creatura assemblata da parti di cadaveri. Spaventato dal risultato del suo esperimento, Victor abbandona la sua creazione, innescando una spirale di solitudine, dolore e vendetta. La storia è narrata attraverso una struttura epistolare, che intreccia le lettere del capitano Walton con il racconto di Victor e la voce della Creatura stessa, affrontando temi come la responsabilità morale, l’ambizione e l’emarginazione.Durante la discussione, alcuni partecipanti hanno giudicato il ritmo del libro lento, talvolta noioso, mentre altri hanno apprezzato lo stile epistolare, ritenendolo coerente con l’epoca e utile a dare profondità ai diversi punti di vista. Proprio il fatto che si tratti di un classico ottocentesco è stato oggetto di confronto: per alcuni il romanzo risulta ben scritto e perfettamente coerente con il suo contesto storico, per altri appare lontano dalla sensibilità moderna, mentre qualcuno lo ha trovato sorprendentemente attuale nei temi trattati.Molto forte è stata la convergenza di opinioni sul protagonista: quasi la totalità dei presenti ha definito Victor Frankenstein narcisista, superficiale ed egoista, notando come incarni perfettamente lo stereotipo dell’uomo dell’Ottocento. Al contrario, molti hanno dichiarato di aver empatizzato con la Creatura, percependola come una vittima più che come un mostro. Anche il dibattito sui personaggi è stato acceso: c’è chi li ha trovati ben delineati e chi invece li ha giudicati odiosi o poco approfonditi.Alcuni lettori hanno inoltre criticato l’eccesso di descrizioni inutili, a fronte di una certa mancanza di approfondimento nei momenti narrativi chiave. È stato infine sottolineato che, pur rientrando nella categoria horror, il romanzo manca in parte di suspense e brivido, elementi che ci si aspetterebbe maggiormente dal genere.Una partecipante ha riassunto efficacemente il senso dell’opera con la citazione:
“Il mostro nasce dove manca l’amore”. Ed è forse questa la riflessione più forte emersa: come noi, anche la Creatura di Frankenstein è il prodotto della società e delle persone che la circondano. È la mancanza di amore, accettazione e comprensione a renderla ciò che diventa, ricordandoci che i veri mostri spesso non nascono tali, ma vengono creati.A conclusione dell’incontro, merita una menzione speciale l’organizzazione del Secret Santa con scambio di libri tra i partecipanti, un momento conviviale che ha riscosso grande successo ed è stato molto apprezzato da tutti, contribuendo a rendere la serata ancora più piacevole e coinvolgente.