Il libro discusso questo mese è "Amore Liquido" di Bauman. L`autore è un sociologo/filosofo, famoso nel suo settore, e in questo libro riprende uno dei temi più frequenti della sua bibliografia ovvero quello delle relazioni al tempo d`oggi. Questo tema è trattato facendo riferimento a citazioni di altri filosofi e psicologi del passato (che l autore ha preferito), cercando di centrare meglio il suo pensiero.
Nell incontro è da subito emerso che le relazioni al giorno d oggi sono molto intercambiali (fluide) e che spesso ci si scelga (nelle amicizie o in situazioni sentimentali) per svariate ragioni, tipo:
- solitudine personale
- convenienza
- per avere semplicemente una compagno/a (utilitaristico anche in questo caso) da poter presentare alla società
Da qui il discorso si è rivolto a cosa significa avere una relazione vera, se la relazione amicale o di amore debba essere qualcosa di superficiale oppure anche molto impegnativa, sacrificata e giù di lì.
Bauman dal lato suo dice che le relazioni di oggi non devono richiedere impegno eccessivo altrimenti ci si sentirebbe troppo vincolati e quindi oppressi, e l indipendenza (o l ego) dell uomo consumistico l attuale non permetterebbe che ci siano intralci alla propria libertà, o alla propria auto affermazione sociale o dei propri desideri.
Il discorso si è ampliato sulle generazioni del passato dove però siamo subito arrivati al punto che spesso alcuni valori erano forzati un po da vecchi modelli sociali (così come può succedere oggi) e un po perche fare certe scelte portava ad avere cmq qualcosa di utile (e.g. famiglie allargate di un tempo che avevano bisogno di "manodopera" per sopravvivere).
Il focus si è spostato subito dopo sui bambini di oggi che non sono capaci di relazionarsi guardandosi negli occhi ma solo dietro un cellulare scrivendosi. In verità quest ultima affermazione è stata subito ribattuta riflettendo sul fatto che se i bambini oggi sono così è perche ci sono famiglie assenti che non curano i propri figli nei valori e nelle regole base della quotidianità relazionale familiare.
C è da dire che Bauman è molto diretto nella sua denuncia al modo di fare attuale. Per alcuni la sua presa di posizione negli argomenti esposti è stata un po troppo eccessiva, senza nemmeno dare un possibile suggerimento o speranza per migliorare.
Dal mio personale punto di vista Bauman scrive in questo modo deciso e diretto per una semplice ragione: stiamo portando la nostra società a trattare le persone come se fossero delle cose, quindi chi non è utile ad uno scopo sociale o a interessi personali tende ad essere scartato (persone anziane, disoccupati, emigrati, etc.) oltre a farci beffe dei sentimenti delle persone che incontriamo nelle relazioni usa e getta di oggi. Il problema più grave è che c è l abitudine a farlo senza neanche rendersene conto con una naturalezza e un indifferenza che di umano non hanno assolutamente nulla.
Personalmente ringrazio quest autore che ha trattato di un tema così scomodo che scuote le coscienze, per un motivo in particolare: per aver avuto il coraggio di trattare (a modo suo) del tema che più di ogni viaggio di piacere, più dello shopping ossessivo, più delle conquiste scientifiche e del possesso, più del desiderio fare soldi e di avere successo, riempie l essere umano...quello di amare e essere amati.
Forse viviamo in un contesto storico dove le persone volendo piu sicurezze (avendo bisogno di sentirsi più amate) non tendono a rischiare molto nelle relazioni, perciò diventa una società che spesso non sa porgere la mano a una persona in difficoltà e non sa "perdere tempo" (* cit. alla fine) con qualcuno per il solo fatto di approfondire la relazione con questa persona e di conoscerla e di renderla familiare. Siamo una società che corre appresso a cose che non riempiono, (ma che ci promettono di riempirci) e che distolgono da una visione spirituale della nostra vita oltre che dall introspezione e crescita interiore, emotiva e personale che solitamente avviene dopo l interazione con qualcuno.
Una società che punta al successo (del singolo e non delle comunità), come se il successo fosse eterno o ci debba dare un senso di eternità.
Ovviamente non demonizzo il contesto dove viviamo perché tanti diritti e tanto benessere sono stati acquisiti nel corso degli anni a spese di tante persone che si sono battute per averli, però protendo verso un maggiore equilibrio con nel modo di amare sé stessi e gli altri.
Grazie Zygmunt per aver parlato di qualcosa che mi ha dato appoggio proprio alla fine di una relazione utilitaristica che non riuscivo a farmi capace che potesse essere tale (perché forse troppo ingenuo per pensarlo) e per avermi messo di fronte una realtà che esiste e di cui parlandone anche nel modo più esagerato possibile risulta come un modo per allontanarsi da una simile visione della vita che non può venire da un idea di "amore divino" cioè da un "per sempre".
"È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante".
(Cit. Il piccolo principe)