Domenica pomeriggio si è tenuto il consueto incontro mensile del nostro gruppo di lettura, La Marcia degli Elefanti, e ci siamo confrontati sul romanzo di Jonathan Coe, La casa del sonno, proposto dalla sottoscritta.
Nel complesso, il libro è risultato gradevole alla maggioranza dei presenti, ma non sono mancate opinioni contrarie. Tra i punti a favore del romanzo ci sono: la sua struttura, nonché la bravura dell'autore di raccontare le vite dei protagonisti tenendo due narrazioni temporali e sapendo legare il tutto. Alcuni dei liotrini non hanno apprezzato la poco profondità di alcuni personaggi, che sono risultati bidimensionali o comunque messi lì per reggere l'intreccio della storia. Altri hanno trovato che alcune scene e alcuni passaggi letti fossero poco realistici.
A molti di noi sarebbe piaciuto che l'autore si fosse soffermato e avesse approfondito di più il panorama dei disturbi del sonno, soprattutto visto il titolo che ha il romanzo, invece i disturbi sono solo accennati e questo perché, evidentemente, Coe non voleva parlare di questo argomento ma di altro e l'ampio "panorama onirico" risulta essere, in buona sostanza, il fil rouge che lega più o meno tutte le storie (chi soffre di narcolessia, chi vorrebbe eliminare il sonno, chi dorme 14 ore facendo sogni meravigliosi e chi vive di illusioni).
Spostandoci sui personaggi, ci siamo resi conto che i veri protagonisti di questa storia sono Sarah e Robert.
Sarah è sicuramente il personaggio più riuscito e completo: a mio avviso, nonostante abbia i disturbi del sonno più pesanti e invalidanti, è la persona che tra tutti riesce ad avere una vita normale (magari anche banale) con un suo scopo e, in qualche modo, si è evoluta, non è rimasta in un loop ossessivo come gli altri.
Robert ha una storia personale che a me ha commosso perché ho un cuore di panna (non diciamolo in giro), però alcuni liotrini non hanno apprezzato che l'autore trattasse in questo modo una persona transgender, a mo' di colpo di scena. Certamente trent'anni fa c'era un altro tipo di sensibilità e oggi il libro risulta invecchiato male su questo tema e, a dirla tutta, benché Coe ci abbia fatto vedere che il percorso per diventare donna sia stato fatto nel corso di vari anni, ha dedicato troppo poche pagine a un tema così delicato. Rispetto a Sarah, lui non evolve davvero fino in fondo, rimanendo in un loop ossessivo nei confronti della ragazza.
Gregory è il classico scienziato squilibrato con tanto di stanza degli orrori, ha idee fuori di testa e che fosse inquietantemente disturbato lo si capiva già dalle prime pagine, quando armato di una torcia osservava Sarah dormire e quando pressava i suoi polpastrelli sulle palpebre di quella povera sventura! Sicuramente c'è molto da dire sulla sua rigidità mentale, sulla sua totale mancanza di empatia e calore umano, sugli esperimenti che conduce e sull'idea assurda che il sonno sia una malattia da combattere ed estirpare perché solo così l'essere umano può essere produttivo e performante.
Terry ama il cinema neorealista e i film introvabili e incompiuti che ritiene essere capolavori, un po' come i suoi sogni stupendi che non riesce ad afferrare e ricordare una volta sveglio. Secondo me, riesce ad acciuffarli e quindi a raggiungere il suo scopo solo in coma (c'è un particolare, nella lettera scritta dalla madre, in cui si sottolinea come Terry sorrida beato quando dorme). Comunque, credo sia il personaggio che si intreccia di più con le vite degli altri tre.
Altri personaggi di supporto: Veronica è femminista e molto politicizzata, ma alla fine tutti i suoi bei valori e discorsi si perdono nel giro di pochissimo; l'amico americano di Terry non aggiunge nulla alla storia, se non momenti di vera ilarità per la sua becera ignoranza; Ruby è una bambina che passa un incantevole pomeriggio con Sarah e Robert e che, dieci anni dopo, sarà il collegamento (un po' forzato) per farli incontrare.
Il sonno, alla fine, cosa rappresenta? Il nostro Io, la nostra vulnerabilità, un momento in cui non siamo padroni di noi stessi, in cui non abbiamo il dominio di nulla. E, quindi, non è un caso che Gregory, totalmente e completamente ossessionato dal controllo, voglia debellarlo come se fosse davvero il male incurabile dell'umanità!
Il finale del romanzo è aperto e questo ad alcuni non è piaciuto. Non sappiamo se il ricongiungimento tra Robert/Cleo e Sarah andrà effettivamente in porto, se torneranno a essere amici, se ci sarà qualcosa di più. Ma, alla fine, conta davvero? Mi piace pensare che ogni personaggio abbia ottenuto ciò che il proprio cuore desiderava: Terry i suoi bei sogni, Sarah l'amicizia di Robert, Cleo la presenza di Sarah nella sua vita, Gregory i suoi esperimenti sugli esseri umani facendo lui stesso da cavia, Ruby si è sdebitata.
La casa del sonno, però, lascia alcuni interrogativi aperti:
1) perché la presunta morte di Robert è uguale alla vera morte di Veronica?
2) perché il sogno di infanzia di Robert è uguale alla foto trovata da Terry?
Ho fatto una ricerca su Internet e, a quanto pare, sono domande che si fanno anche altri lettori. Le teorie più interessanti sono queste:
1) la storia è il sogno di Terry in coma oppure è di Sarah che non sa distinguere realtà e illusione;
2) Terry dice, a un certo punto del romanzo, che chi ha visto il film è rimasto traumatizzato, pertanto forse è possibile che Robert l'abbia visto da piccolo anche se noi non lo sappiamo.
Chi può dirlo se non Coe stesso?
Sicuramente è una lettura che ha delle tematiche su cui farci riflettere, tematiche che in alcuni casi potevano essere affrontate meglio, ma questo dipende anche dalla sensibilità del singolo individuo (scrittore e lettore) e dal messaggio che l'autore voleva veicolare con la sua opera. Probabilmente non è un capolavoro, si configura più come lettura di intrattenimento ma con temi non proprio leggeri. Lo stile di Coe è interessante e intrigante, oggettivamente scrive bene.
Una volta finito il confronto sul romanzo, abbiamo votato il nuovo libro del mese e, dopo uno spareggio agguerrito, abbiamo ottenuto il nostro titolo: Menti tribali. Perché le brave persone si dividono su politica e religione, di Jonathan Haidt, saggio proposto da Simone.
Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.
Otello - William Shakespeare