L'esasperazione dell'ipocrisia della società, questa è la definizione proposta da Adriana per evidenziare, in poche parole, il contenuto del libro.
Ci siamo trovate di fronte ad una protagonista così ossessionata dalla bellezza che sfiorisce e dal terrore che la sua reale età possa emergere da arrivare ad uccidere e decidere, poi, di non difendersi dichiarandosi colpevole.
La sua ammissione di colpevolezza, priva di empatia o vero pentimento, è volta solo al bisogno di nascondere il suo passato, in particolare la sua età. Il rapporto della protagonista con il passare degli anni e l'invecchiare diventa una malattia che la porta addirittura a falsificare il suo certificato di nascita per risultare 10 anni più giovane.
Gladys è un personaggio negativo, privo di umanità - evidente soprattutto verso la figlia -, il cui rapporto con gli altri è basato sul potere che esercita sugli uomini e la competizione con le altre donne. È un personaggio senza spessore, vuoto, che non approfondisce i rapporti umani ed è privo di interessi; una persona sola ed egoista che non ha suscitato compassione in quasi nessuna delle lettrici.
Secondo alcune di noi sarebbe stato interessante rileggere l'inizio della storia, una volta concluso il libro, per rivederlo sotto un'altra punto di vista. Questo perché inizialmente, senza conoscere il personaggio, si potrebbe patteggiare per questa donna, incalzata dal giudice che la considera indubbiamente colpevole e che appare stanca e indifesa.
Sicuramente l'ambiente in cui vive Gladys, superficiale, falso e frivolo, aumenta il suo desiderio di potere basato sulla sola bellezza e non la aiuta a comprendere i suoi errori.
Sembra che l'autrice voglia vendicarsi della madre immortalando la sua cattiveria in un personaggio.
Interessante notare che il titolo del libro non corrisponde al nome della protagonista, ma rimanda ad un terribile personaggio biblico vendicativo, spietato e dominante.
Il libro è piaciuto, il colpo di scena entusiasmante e non prevedibile tanto da non essere stato intuito da alcuna di noi.
Abbiamo inoltre apprezzato la descrizione del personaggio, più approfondita che nel libro del mese scorso (cit. Adriana), anche se la protagonista in sè non ci è piaciuta: l'autrice ha raggiungo il suo scopo.
Lo stile di scrittura è piacevole, scorrevole ed è stato apprezzato da tutte.
Tra di noi Paola aveva letto e apprezzato anche un altro libro di Nemirovsky: Suite francese.
Si è constatato che abbiamo analizzato diversi personaggi femminili negli ultimi libri proposti; nelle proposte di settembre però ci saranno anche altri tipi di personaggi.
Vi aspettiamo come sempre per il nostro prossimo incontro
Adriana, Caterina, Giulia, Paola e Ruh