Tre piani di Eshkol Nevo
A tutte le partecipanti il libro è piaciuto il libro con diverse preferenze nei racconti.
In generale, si riconosce un impianto classico nella struttura e risultano molto interessanti i vari escamotage trovati da ciascun personaggio per raccontarsi e capirsi. Ci sono sembrati delle scuse per fare il punto su sè stessi.
A tutte è piaciuta l'indagine psicologica sui personaggi e sulle azioni che compiono nella vita mettendosi a nudo.
Si nota un'evoluzione nei protagonisti dei tre racconti: il primo è istintivo, cerca di fare il punto, ma rimane nella follia dello sbaglio fatto; la seconda è uno stadio successivo e prende coscienza del suo disagio interiore; nel terzo si trovano invece il perdono e la rinascita.
Si sente un riferimento all'es, io e super io.
Serena ha rivisto un rimando alla cultura e società ebraica in Israele.
LA scrittura piacevole e scorrevole, sono opere compiute anche se in poche pagine.
I racconti si incrociano tra di loro per poche frasi e questo lo rende molto interessante.
Una vita come tante di Hanya Yanagihara
Anche questo libro è piaciuto a tutti, ma se alcune lo avrebbero preferito più corto, altre avrebbero gradito leggerne ancora.
La scrittura è molto scorrevole anche se alcune di noi hanno fatto un po' fatica in alcuni passaggi, soprattutto per i temi trattati.
Inizia come una storia di quattro amici per poi focalizzarsi su un protagonista.
Ci è piaciuto che il personaggio sia stato molto approfondito (a volte un po' troppo).
Leggendo lo sviluppo della sofferenza del protagonista abbiamo visto quello che può accadere nella mente della vittima, il colpevolizzarsi e sentirsi indegno pensando di meritare ciò che gli accade di male.
A Paola e Serena non è piaciuto il personaggio del medico perché sostengono che avrebbe dovuto stare più vicino al protagonista e dargli una direzione di salvezza come lo era stata l'assistente sociale. Secondo altre invece il modo di comportarsi era l'unico possibile per potergli rimanere vicino e non rischiare di lasciarlo solo a morire.
Secondo Adriana si riconoscono le reazioni vere dei parenti e degli amici delle persone che stanno cosi male e che hanno subito così tanto e si sentono impotenti e inermi davanti a tale sofferenza e autolesionismo.
In conclusione possiamo dire che Jude si sente Una vita come tante.
Adriana, Arianna, Paola, Serena e Ruh