Per il mese di Maggio il Club del Libro di Firenze ha scelto Dodici racconti raminghi di Gabriel Marcia Marquez.
Il libro è stato oggetto di discussione lo scorso venerdì ed è stato apprezzato da tutti lettori del club.
Sebbene i diversi racconti abbiano suscitato emozioni differenti in ognuno dei lettori, tutti loro sono d'accordo sul fatto che questo libro rappresenti più che un excursus vero e proprio su tematiche e personaggi, un elevatissimo esercizio di scrittura e di stile da parte dell'autore, che fa dell'astrazione il suo più alto mezzo d'espressione.
Le atmosfere a volte mistiche e inquiete dei racconti lasciano immaginare che l'autore, nel proprio girovagare per l'Europa, abbia preso spunto da leggende metropolitane e\o da notizie di cronaca e\o ancora da storie realmente vissute dalle persone di diverse etnie e provenienze con cui inevitabilmente il proprio vagabondare per il continente europeo lo ha portato a confrontarsi.
Tra le righe dei dodici racconti per questo motivo definiti "raminghi", si percepisce l'autore come un osservatore esterno, che a volte vede il mondo che racconta quasi attraverso gli occhi di un bambino; in tutti e dodici i racconti, lo spunto che l'autore prende da una storia sentita o vista viene portato alla sua più alta forma di realizzazione attraverso un elevatissimo esercizio di fantasia.
Un esempio di ciò che ha fatto ben notare Luca è il racconto "La traccia del tuo sangue sulla neve", la cui protagonista muore dissanguata in seguito a una puntura al dito con una spina del gambo di una rosa. Luca ha fatto notare che la situazione paradossale per cui una persona muoia dissanguata per una puntura con una spina del gambo di una rosa possa derivare probabilmente da una storia sentita dallo scrittore di una persona affetta da emofilia.
I lettori hanno concluso l'incontro dicendo che sicuramente il realismo magico che fa da sottofondo a tutto il libro sia all'altezza della fama di Gabriel Garcia Marquez.
Vi aspettiamo numerosi al prossimo incontro!
Adriana, Luca e Paola