Domenica si è tenuto l´incontro dei Pasticciotti, l´ultimo online! Da giugno infatti i partecipanti si conosceranno finalmente di persona

Abbiamo discusso di "Felici i felici" di Yasmina Reza, che, dopo i primi due tentativi di libri del mese non proprio entusiastici, ha riscontrato un buon apprezzamento! In particolare abbiamo iniziato un dibattito sul concetto di felicità, su cosa effettivamente significhi essere felici e quanto sia realistico riuscire a esserlo. Tra chi sosteneva che forse esser felici vuol dire saper accontentarsi e chi invece aborriva questo concetto, è stato citato anche Leopardi, il quale nel suo Zibaldone sostiene che la felicità non é altro che l´ignoranza del vero, dal momento che la consapevolezza della realtà è un impedimento intrinseco alla felicità. Tutte le storie raccontate in questo volume sono fondamentalmente tristi, nel senso che riguardano persone infelici, storie infelici; all´unanimità abbiamo percepito solamente una coppia come vincente nel legame amoroso, perchè forte del sostegno dell´altra metà, ma tuttavia infelice a causa di un figlio con problemi psichici. E l´unico forse felice di tutti questi personaggi incontrati (forse troppi...) é proprio lui, in quanto la follia è forse il mezzo per scappare dall´infelicità ed essere sè stessi. Tutti gli altri personaggi indossano infatti una maschera, che li fa apparire perfetti e senza problemi, per il semplice fatto che é impossibile conoscere veramente le dinamiche all´interno di una coppia, solo guardandola dall´esterno.
Lo stile ha un po´ diviso, dal momento che a tratti viene usato quasi un flusso di coscienza per rispecchiare le emozioni delle varie litigate.
Ma se son tutti infelici, perchè un titolo così? Perchè forse é un augurio a coloro che riescono a trovare e a vivere la felicità. Le storie narrate non sono per forza pessimiste, ma realiste; non raccontano chissà che drammi, se non le difficoltà che ognuno di noi vive nei vari rapporti che instaura nel corso della vita. Queste storie non hanno un lieto fine, e se per qualcuna è giusto che sia così visto che nella realtà é così, per altri è meglio rifugiarsi nel fantasy e non aver a che fare con finali realistici
Libri simili che abbiamo citato sono
Turbolenza
di David Szalay, in quanto brevi racconti indipendenti di persone in qualche modo legate tra loro, e Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, anche se questo è più che altro un romanzo corale.
Siamo passati poi alle proposte per il luogo del prossimo incontro e con entusiasmo è stato proposto a Renata, di Bari, di continuare a seguire il gruppo a distanza tirando fuori l´animo tecnologico e tenero dei Pasticciotti
Dopo una discussione sul fantasy in fase di proposte del prossimo libro del mese e quanto i vampiri possano far parte di questo genere, ci siamo salutati per andare al mare (io solo spiritualmente
).