È un uomo intelligente, ironico, divertente, colto, educato, perspicace il conte Rostov. Un uomo d'altri tempi.
Aleksandr Il'ic Rostov è il protagonista del libro del nese, "Un gentiluomo a Mosca".
È su di loro (conte e romanzo) che ieri sera, nella nuova atmosfera, riservata e piacevole, delle Cantine Sammarco ci siamo confrontate.
Il libro è piaciuto a tutte. All'unanimità!
Il romanzo di Towels è scritto "magistralmente" come ha suggerito Sara (un plauso, secondo me, va anche al traduttore). È coinvolgente a tal punto che sembra di trovarsi accanto a Rostov quando viene condannato agli arresti domiciliari nell'albergo Metropol di Mosca; quando si deve abituare alla sua nuova stanza di 30 metri quadrati e deve rinunciare alle comodità tipiche del suo rango. Quando la mattina compie i suoi esercizi per mantenersi in forma; quando conosce Nina, una bambina di 9 anni che gli apre tutte le porte del Metropol, anche quelle segrete. Quando con amarezza constata che le vite altrui trascorrono, mentre la sua rimane immobile, ma poi è capace di reinventarsi. Quando diventa "padre" all'improvviso, cambia tutte le abitudini per la piccola Sof'ja e impara a pensare a e per un'altra persona prendendosene cura.
Lui, il conte, è il protagonista assoluto del romanzo ambientato durante i cambiamenti della Russia bolscevica. Ma accanto a Rostov si stagliano personaggi fondamentali, vivaci e unici, nel male - come l'Alfiere - e nel bene - come gli amici Emile, Andrej, il concierge Vasilij, Martina, Miska; amici inaspettati come Osip e il tenente Vanderwhile - che ce lo fanno conoscere sempre meglio, mostrando un uomo completo di pregi e difetti, limiti e punti di forza.
È ben costruita anche la vicenda, nulla è affidato al caso, ma tutto, ogni piccolo dettaglio, ha senso all'interno del romanzo e spiega atteggiamenti, pensieri e scelte.
Una storia convincente e indimenticabile!