Ieri si è tenuto il nostro incontro di settembre e aspettando che si connettesse anche Emanuele, abbiamo sfruttato i primi minuti per parlare dell' esperienza del raduno nazionale del Club del libro, delle vacanze (l'Abruzzo a quanto pare è la nuova Sardegna
) e dei libri letti (Cristina si sentiva un po' sotto interrogazione
).
Una volta al completo, abbiamo iniziato a parlare del libro di questo mese, ovvero il primo volume della saga di Blackwater. Cristina e Alessandra non ce l'hanno fatta a non terminare tutta la saga quindi hanno dovuto fare un grande sforzo (più o meno riuscito
) per non spoilerarci i restanti 5 volumi
. Il giudizio credo che tra pareri positivi e negativi sia stato abbastanza neutro, confermato anche da Roberto che ha mandato il suo feedback per iscritto non riuscendo a collegarsi. Siamo stati tutti concordi nel considerarlo una lettura molto veloce, con una scrittura che ti fa divorare il libro, con una bella atmosfera e tanti temi e personaggi. Ma proprio su i temi e i personaggi si sono focalizzate anche le critiche: per alcuni dei partecipanti c'è infatti tanta potenzialità, sviluppata poi in modo non soddisfacente. Sia tra chi ha letto tutta la saga sia chi solo il primo volume, si ha avuto la sensazione che l'autore volesse più che altro suscitare curiosità e interesse, stile serie tv netflix di cui divori un episodio dietro l'altro, di puro intrattenimento, e non tanto approfondire e creare un'opera letterariamente più completa. Anche gli aspetti horror e fantasy, che ritornano in tutte le descrizioni di questa saga, son solo accennati, punto positivo se non si amano questi generi, ma che dà comunque la sensazione che il libro non riesca a sviluppare neanche questi aspetti.
A proposito di horror, ci siamo confrontati su quanto possano effettivamente far paura i libri senza gli effetti speciali, visivo-sonori, che invece trasmettono i film. Alessandra ci ha quindi consigliato di recuperare la lettura di L'esorcista, mentre io quella di Cujo e Pet Cemetery di Stephen King.
Abbiamo parlato molto del ruolo della donna nella storia: se c'è chi sostiene che sia scontato che la donna sia quella che effettivamente comanda,mentre per altri, tipo me, in realtà il libro mette in luce temi sulla questione femminista molto attuali, nonostante il libro abbia 40 anni e si svolga nel 1919.
Son seguite poi le proposte per il prossimo libro, e dopo aver smontato Alessandra per proporci libri decisamente troppo impegnativi
, abbiamo concluso l'incontro con la speranza di vedersi a ottobre di persona
.