Al nostro incontro del club di lettura di ottobre abbiamo parlato del libro “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepúlveda. È stato il primo incontro dal vivo dopo diversi mesi di “conoscenza virtuale” e ci siamo riuniti nel Circolo Arci di Ponte Valleceppi, vicino Perugia, davanti a un invitante aperitivo. Ai partecipanti soliti (Alessandra, Cristina, Emanuele e Roberto) si sono uniti anche quattro studenti universitari curiosi.La discussione del libro ci ha condotto in un viaggio attraverso la Foresta Amazzonica, con i tratti folcloristici del Realismo magico tipici di vari autori sudamericani e le profonde riflessioni sull’umanità, il senso della vita e il rapporto dell’uomo con la natura.Il protagonista del nostro romanzo è un tale Antonio José Bolívar Proaño, uomo anziano che vive a El Idilio, piccolo villaggio dell’Ecuador, costretto a dare la caccia e uccidere una femmina di tigrillo, felino feroce che sta uccidendo diversi uomini perché distrutto dal dolore dell’assassinio dei suoi cuccioli. Il vecchio, dopo un triste e breve matrimonio, ha imparato a vivere secondo gli usi e costumi degli shuar, gli indios del luogo, e ha sviluppato un profondo legame con la natura selvaggia, dipinta come universo meraviglioso e al contempo misterioso. Questo ha aperto in noi lettori un’interessante discussione sulla rappresentazione dell’uomo europeo come colonizzatore “cattivo” che altera l’equilibrio tra uomo e natura nel Nuovo Mondo, sfruttando in modo iniquo la natura le popolazioni indigene.Un altro punto interessante è stato quello che dà il titolo al romanzo: il vecchio Antonio José, resosi conto di saper leggere, si rifugia nei romanzi per fuggire dalla crudeltà del mondo che lo circonda. Questo ci ha portato a riflettere sul potere della letteratura, che può rappresentare una via di fuga dalla realtà e sulle diverse forme di fuga che le persone cercano di fronte alla durezza della vita.Abbiamo infine riflettuto sul fatto che l’autore ha vissuto sia in America Latina che in Europa, il che ha reso sicuramente più approfondita la sua conoscenza delle diverse culture e l’interazione tra l’uomo e la natura. Questo ci ha portato a discutere su quanto la prospettiva dell’autore possa avere influenzato la narrazione e le sfumature della storia.Concluso il nostro incontro, abbiamo votato il libro per il mese di novembre e la maggioranza ha scelto, tra le varie proposte, “Colazione da Tiffany” di Truman Capote.